\
*7
denominazioni di più antiche città tratte da'fontl,dagli onori divini renduti a’loro scopritori, e dallacura de’ più savj legislatori nel dare le disposizio-ni opportune per 1* uso comune deir acqua. Plutar-co (oj rammenta le leggi di Solone , e di Plato-ne su questo particolare , e ’1 compilatore di Fe-
b sto
c. 14. <S>péara jxìv xaì §tà vdtrys r$s ve'Xscós set.Putei quidem pajjìm in urbe multi . Per la ragioneche vj era un sol fonte vicino l’Odeo, denomina-to Evvsdxpxvos, perchè da rtove doccioni sgorga-va acqua non reputata buona a bere, come ne av-verte Vitruvio L.Vlll. c. 3. Aquae autem species est ,quae cum habeat non satis perluctdas venas , spuma ,uti flos, nata! in summo , colore simìlis •uìtrì purpu~rei. Haec maxime confiderantur Athenis . Ibi enim exhujusmodi locis , & fontibus , & in Afty , & ad Per-tum Piraeum , du 3 i sunt salientes , e quibus bìbit ne -mo, propter eam caussam : sed lavationibus , & reli~quis rebus ut untar . Bibunt autem ex puteis , & ita•sitant eorum ■vitia. La legge poi di Solone , comeabbiamo da Plutarco nel citato luogo , prescrivevache un pozzo fosse comune a tutti gli abitanti vi-cini , e non più distanti, di quattro stadi ; e che ipiù lontani fossero tenuti a cavarsene uno per usoloro , che se alla profondità di dieci passi non.dava acqua, èra lecito dal pozzo vicino attignerlaogni giorno , riempiendo per due volte un vasodella misura di sei cogni,-.
(o) In Solone T. J. Op. pag. gì, & in prìn^pipio operis de vitando aere alieno,