H* Ami nelf assedio posto a" Galli da Cassandre) ]e ciò per la giudiziosa ragione addotta da Sene-ca (*)in tal rincontro : Quia fere aquosissima funiqudecumque umorosissima. Non capisco poi perchèquesto autore trovi inverisimile ciò che aggiugneTeofrasto , il quale da questo principio appuntodeduc'é , che col taglio delle ombrose selve su’monti , raccogliendosi maggior quantità di acqua,che prima non potè vali , servendo in parte peraliménto agli alberi, provenivano più agevolmen-te i fonti verso le radici de 1 monti medefirni. Al-cune piante aquatiche, come il giunco , la canna,f edera , il salice nativo, la tussillaggine silvestre,ed altre deir istessa natura , fi prendevano ancheper indizio nelle ricerche de’fonti ; purché perole medesime non allignassero presso ristagni de-rivati dalle piogge , nel qual caso f indizio riusci-va fallace , perchè non assorbivano T umore da sor-genti nascoste « Talvolta il colore , e la qualitàdella terra da>van segni di appiattatisi dell’ acqua :Canclicantibus tnaculis, come scrive lq stesso Pii-ilio nel citato luogo , (tut tota glaucì coloris . Inpigra enhn scaìurigines non fere sunt perennes «Tfigulctris creta semper adimit spes. Non manca-
(x) Nat. Quaest. Jj* 111 . c. x x*
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