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§. 6 . L’infusione dì alcuni vegètabili fu anchecreduto un mezzo da correggere il vizio delleacque , almeno relativamente allo stomaco, quaa-
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stenuti da corde : il secondo insieme coll’ esperimen-to dà la ragione indicata di sopra, cioè che per mez->zo della cera feltrandosi F acqua marina se ne se-parano i sali. L’ altro metodo del Signor Lisreraggirasi nel distillare l’acqua del mare colle pian-te marine, le quali esalando cerne gli altri vege-tabili una copiosa quantità di umore dolce in {or-aria di vapóri, si condensano in acqua dolce, e chia-ra. Ora Plutarco Quasst. Nat. VI. T. IL Op.p. 9x3.discettando del perchè in veruno vegetabile nonsi trovi sapore salso , soggiunge : ”H yyi/.os pJvettv , to's IIXaTcov eìitev , vScap ^Oijfjtévov hottp'jrS " ditfQxptevy èè jcaì OdxctTra rò dxpiVpòvctitofidxXsi . Guglielmo Silandro traduce : An sa-per quidem e st , ut Plato alt , aqua per piantar» co-lata , & aqua etiam marina dum colatur salsuginentamittìt - Posto intanto che’l htfSxptsviì SaXarracnel secondo membro del periodo per giusta cor-rispondenza di sintassi sottintenda parimente il«bcc <f>vr» , par chiaro che ’l Greco scrittore sie-gua a dire che F acqua del mare colata per mez-zo de* vegetabili si raddolcisce , mediante la dol-ce natura del loro succo nutritivo , espresso perla voce •xyptòé. E forse più chiaramente vedrem-mo in cotal luogo se non fosse guasto da una sen-sibile lacuna. Che se poi voglia intendersi di sem-plice feltrazionè dell’ acqua del mare , ricordiamoche i Veneziani, ne’primi viaggi verso 1] setten-trione, ne’bisogni la colavano reiteratamente perarena, e per erbe marine , onde adattarla allabevanda.