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sì apprendevano dì buon” ora nel corso degli stit-dj filosofici da ogni ben educato cittadino , ondeper gli usi sociali potesse trarne vantaggio nelbisogno ; come accadeva negli stabilimenti dellecolonie per la scelta de’ luoghi, e per l 1 esame del-la loro posizione , e de’siti adiacenti rispetto alladirezione de 1 venti , non meno in ordine alla lorotemperie, che alla intensità, e durata*
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perie del clima , e delle sue affezioni fìsiche su gli ani-mali , si avvertì che non poco anche contribuivanoa diversificare il carattere morale delle nazioni,Eperciò si notò che dovè i venti erano piu costanti,e non molto vigorosi, gli abitanti si dimostravano diUmor temperato, ed uguale;-così per contrario simanifestavano incostanti , ed intraprèndenti dovequelli variavano frequentemente, ed erano di tròppaefficacia. Per la stéssa ragione perchè gli Asiaticiabitavano sotto un clima dolce , ed uguale si tro-varono d’indole, è costumi corrispóndenti ; comeall’opposto gli Sciti pèr 1 * inclemenza del cielo era-no feroci, ed incolti.Così anche glì Egiziani perla sensibile mutazione del clima nel cambiaméntodelle stagioni sortivano un carattere misto tra ladesidia, e ristabilita. A somigliante incostanza diclima da qualche nostro patrio scrittore, còme il•“ Capaccio tìifl. Neap. L. II. c. 15. ha registrato, siè attribuita P antica denominazione di Pìtbscusaeall* isola d’Ischia > i cui abitatori per la loro indo-le mimica , e versipelle si rassomigliarono «Ifcscimmie, in Greco chiamate mìQym-*