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Della economia fisica degli antichi nel costruire le città / di Gaetano d'Ancora
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Ili

Plinio (i); come al contrario i più ristretti, do-ve meno agitata 1 acqua, ed in maggiore abbon-danza si corrompono le sostanze animali , e ve-getabili , con ispecialità ne climi caldi, gravi ca-ligine sempiternague tecti , son parole Sene-ca (k), nìkil nisi pestiferum in se , et torpori -bus nostris contrarium habent ,

§. 2, Or formandosi spesso i laghi ne cra-teri degli estinti volcani, accadeva sovente chevi fossero dappresso delle mofete , tanto piùsensibili , ed attive , quanto meno distanti datempi delle ultime eruzioni ; e perciò viepiù,diffusive ne luoghi circonvicini, Ma sebbene gli an-tichi distinguessero le mofete, e ne sperimentasse-ro la ferale attività , fino al punto di averne forma-ta una terribile Dea (43) denominata Mephitis (/),che veneravasi fuori le mura delle città, per te-ner-

(43) Veggasi Galeno dsUsu pavùum L. VH. c. 8. Lareligione, o per dir meglio la superstizione con-sacrò queste bocche mofetiche agli Dei infernali ,onde si denominarono anche Plutoma . Cicerone

Di-

(i) L. III. c. 13, L. V. c . 15. L.X. c.29.

(k) Ejusd. Oper. L. VI. c. 27.

(l) Tacitus tìist, L. Ili . p. 377« PUnitis JLli. c. 93 .