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Quidve mali fa ut txkalent aurata metallalQuas homittum redditnt facies ? qunleisque color es ?isonne vides audisve perire in tempore parvoQuam solenni , et quam vitai copia desit 3Quos opere in tali cohibet vis magna ?
Stazio (A) invitando Massimo Giunto a ritornarenel suolo Latino da’monti della Dalmazia , dovesi cavavano le miniere di oro , gli dice, grazio-samente , che chi vi aveva a fare acquistava l %istesso-pallore dell’oro:
Quando te dolci Latio remittentDalmatae montes ? ubi Dite visoPallidus fossor redit , erutoqueConcolor auro.
Se non vi s’incontrava una istentdnea morte, visi contraevano notabili affezioni morbose per 1’aere pestifero , che in esse respiravasi, secche , oumide che fossero le miniere : le cui aure attac-cavano specialmente il cerebro , ed i polmoni,nonché i membri esteriori , come gli occhi , legengive , le gambe ec. Gli antichi si erano ditutto ciò assicurati , e la medicina animata da’i 4 sen-t
CO Sik. L. IV, Cam. 7. v. 13» seqq.