*9 5
Fari le altre simili lanterne poste sull’imboeeatu*ra de’moli.
§. io. Dagli esposti naturali modelli presei'arte le regole di costruire i porti dove i biso-<gni del commercio lo richiedevano , concorrendo*vi però sempre la disposizione locale , per cuiebbe a dolersi Seneca (y): U bicumque in ali qu ettisìnum litus curvabitur , urbis protinus fu. ni.ime ri-to. jacietis; nec contenti solo, nìsi quol tpsi ma-nibus vestris feceritis ,ipsa agetis introrsus. A ciòebbe mira Vitruvio (2) parlando della costruzio-ne de 1 porti a seconda di quei formati dalla na-tura . Imitandosi dunque i di lei archetipi si ac*cumulavano in mare gran moli di pietre, VLolesper l’appunto chiamate (60) , da’Greci HlpoAu*
n <2 putta f
(60) Così per ragione di esempio la natura avevadato il porto Pireo ad Atene , e 1 ’ arte lo avevarenduto più comodo per mezzo de’ moli, che visi erano costruiti, onde potessero più facilmenteapprodarvi le navi provenienti dal seno Saronico.Scrive Tucidide nel luogo appresso citato: XyXtf yapìVì ri rTfipcùss ’tìeTiwveia aou imp avryvfu’Sùs ò èTvlnXtsg èfiv . Eetionia est Chela l’fraei
et
(y) Epist. LXXXIXcOO L. V. c, ult.