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Della economia fisica degli antichi nel costruire le città / di Gaetano d'Ancora
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vigli. Svetomo (e )ci fa sapere, die f Imp. Clau-dio nella costruzione del porto Ostiense affondòper sostegno de 1 moli f o per dir meglio deir iso- 4letta sullimboccatura di essi la gran nave* chedallEgitto aveva trasportato in Roma il grandeobelisco, regnando Augusto » Nelle punte de mo-li dette Actouria (/) si ergevano le tórri perle lanterne , e per via di màcchine si tiravanodall una all' altra le catene . In appresso sebbenecosì fatti porti noti si opponessero alla córrentenaturale del mare, nel che gli antichi usarono lamassima avvertenza, come ben rileva il lodatoMarchese Lucatelli dagli avanzi de più celebriporti del mediteraneo; pure per evitare il contì-nuo scarico delle arene , che la corrente lenta-mente trascina , si pensò di farli aperti per larefluenza dell acqua, onde 1 arena non li riem-pisse. A tal effetto mercè la virtù della polverePozzolana, che consolida mirabilmente le fabbri- 5che nel mare , si fabbricavano a cassa da'grossipilieri detti Pilae, concatenati con archi , sopracui si passeggiava deliziosamente, spiandosi l'ard-ii 3 vo

(e) In Claudio c. XX.

(f) Vitruvìus loc» cif*