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toftibra de’ quali Aristotele passeggiando disputa*va Q >). Essendo cotal arbore amico per sua natu*ra dell’acqua , piafttavasi quasi sempre vicino a*fonti, o rivi . Omero (?) non altrimenti lo situaoQsv péev àyXaòv vtìcvp ; il che rendeva assai piigrata la sua ombra . Sì fatte piantagioni dispostead arte per comodo pubblico si denominarono'frXardvwv® ; voce usata tra’ Latini segnatamente dàPetronio (r) parlando di Crotone città della MagnaGrecia , dove il Satirico finge tutto quello , chesiegue dopo detto , tandem Crotona intravimus ;(donde rilevasi l’errore della maggior parte de’ no-»«tri scrittori patrj , che credettero parlarsi quividi Napoli (62).
§• Sa ì
sii
(do) Jacopo Martorelli, che pur credette parlasse diNapoli Petronio nel citato luogo , nelle sue dot*tissime osservazioni sulle Antiche Colonie Nap.del Duca Michele Vargas T. I. p. 220. tiene opi-nione, che cotal voce siasi cambiata in Platamon,donde nel nostro dialetto volgare si è poi conver-tita in Fiatamene , e Fiatamone , Ma con buonapace del nostro maestro a noi pare di esser bendiverso Flatanon da Flatamon , ambedue voci Gre-
che
(p) Dio». Laertius L. V, p, 114.
> (q) lliad. IL v. 307. seq >
k DÒ Vag, 471, Atmulodami lóóg, j
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