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ti, onde godervi al Coperto della loro vèrzurx .Yitruvio (j) parlando della maniera di disporre iportici, o sìen loggiati detti Xysti, si spiega così:Faciundu ctutem xystcì si videantur , ut sint in-*ter duas porticus silvae, aut Platanones . Le cittàGreche si segnalarono per la quantità, e la magni»licenza de 1 portici costruiti a comodo, e vantaggiapubblico. Essi erano assai confacenti al genio diuna nazione quanto vivace, ed attivaaltrettan-to curiosa , che si occupava anche de 1 minimi og-getti del momento . La frequenza vi era perciògrande , e bisognava esser difeso dall’’ ardore delsole, e delle piogge , ma con adito libero alla cu-riosità , ed al genio di ognuno, Chi non sa il gratinumero , che ve ne fu in Atene ? Sono troppocelebri per non doversi ignorare nella sua storia
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mo A grippa chiamato degli Argonauti , come celfa sapere lo stesso poeta L.III. Epig. 20, ebbe d’intorno piantagioni di lauri , con passeggi spa-ziosi . Anzi egli specifica L. I. Epig. 109. che dallasua casa guardava tali lauri» Narra Plinio L-XIE*c. x. che ’1 portico di Livia aveva anche delle pas-seggiate allo scoperto, ombreggiate da una pergo-la di ubertosissima vite *.
CO L. V, c. il