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Della economia fisica degli antichi nel costruire le città / di Gaetano d'Ancora
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istessì beccamorti, i quali dovevano abitare fuo-sri le mura , come addetti ad uri 1 arte immonda,e che per se stessa consideravasi di perniciosainfluenza pe viventi . Eccone la precisa testi-mqnianza di Esichio (k): KaraysiSrat ài SaVr ov-Tfj tÌs.s rsXsvriàvras oìkhiti, Se Ijjw rwvnÓAscoy ,Catageotae sunt qui sepeliunt mortuos . Jrl abitarliautem extra civitates .

§. 5. Se i becchini noti avevano luogo den»tro la città, molto meno potevano averlo i cada-»,veri , da cui veramente contanrinavasi P atmo-sfera , onde gravissimi danni a 1 cittadini prove-),nivano . Sono risapute le leggi divietanti f in-terrò de*morti, dentro P abitato, mst conviene ri-guardare la cosa in generale , e sotto un. puntodi veduta , che rassicuri, la nostra proposizione,da ogni dubbiezza » Adunque senza brigarci con.quelle barbare nazioni, di cui legge si, che face-vano divorare, i cadaveri dagli uccelli , e. da 1 ca-ni ; diciamo , che le colte nazioni generalmente,costumarono sotterrare i defunti fuori delle cittànelle aperte campagne , o presso i lidi del ma-re , oppure sulla cima , e nelle falde de montiPer- incominciare dagli Ebrei, sappiamo che fin

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