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Trattato de' canali navigabili : dell'abate Antonio Lecchi
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dum ; adhibito tamen modulo , seu travacatore , ut in cumdeducantur aqua opportuna navìgatìoni tempore fìccitatìs ,superflua autem tempore inundationum in jolitum alveum de-scendant ec. Egli è vero che, trasportandosi la chiusa ali'insù alla più larga lezione del Sasso di S. Michele, benprevidero quegli Architetti che tosto si urtava in altra gra-ve difficolta di dover tagliare superiormente alle tre Cor-na la costa del monte, per ricavarvi nel vivo sasso il cana-le medesimo in lunghezza di alquante centinaia di brac-cia, ed in larghezza di braccia 18 e più. Ma a questo dis-pendio prevalle in essi la considerazione di sfogare le pieneda sezione più larga della chiusa , e di poter condurre perpiù lungo tratto a canto dell Adda medesima il nuovocanale, dal quale più comodamente si potessero aprire pa-rapetti, quanti se ne volessero, a scaricare le materie e leacque soprabbondanti nel fiume, primachè s'incontrasseroi sostegni delle conche. Eccone il loro fermo parere: Du-sàmufque alveum ipfum , ut flrmior fit , in costa ibidem esci-si ente sodienâum esse. Ma appunto il taglio di questa co-Deviazione del sta fu quello, che Ipaventò il Meda, e lo fece deviare dal?Meda dal primo jj ea e dallo stabilimento de primi Architetti; e però dal-ctabilimento. tre Q, rna Apà 11 Naviglio, e dissestandolo dallAdda,lo inalveò nella parte più interna della valle, di dove poinon gli fu praticabile di poter aprire molti sfogato; perstearico delle piene, dalle quali nel primo sperimento fusoverchiato. Ho voluto dilungarmi alquanto in questacontroversia risvegliata ancora modernamente, si perché losperimento fattone infelicemente nepassati tempi, servadammaestramento a non dipartirsi dalle comuni persuasio-ni; e si perché ancora gli errori degrandi Professori nonvogliono essere dissimulati in una trattazione, ove si sta-biliscono le regole della Scienza Idraulica,

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