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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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J. 4. E 10.

2d lib. 1.

ad Helu.8

5 DELL IS TO RIA DI VERONA 4

ove dell' Iſtoria di Verona ſi tratti, men-

tre ſappiamo, come due di queſti primariilumi delle Latine lettere furono appuntodi queſto paeſe nativi.

Sopra inconcuſſo fondamento poſando a-dunque, a gli Euganei, ed a' Reti doverſiriferire la Città noſtra, non ſi vuol laſciard' avvertire, come ſembra però, aver Pli-nio in tal luogo voluto indicar quelle origi-ni particolari di ciaſcuna Città, delle qua-li continuata tradizione era rimaſa, e dal-le quali l' ingrandimento loro avea forſe pre-ſo cominciamento; non già quella primiti-va, ed oſcura, che ſecondo il conſenſo digraviſſimi Scrittori a molte delle pid anti-che Città d'Italia fu comune, cioè dagliEtruſci, che noi però nel Ragionamentoſopra di eſſi già publicato, abbiam chiama-ti Itali primitivi. Moſtrammo in eſſo aſſaiprobabile, che coſtoro da quelle genti pro-cedeſſero, le quali ſtettero un tempo nelCanaan; e tal compleſſo di congetture civenne fatto di por quivi inſieme per conva-lidar tal ſentenza, e fondate ſu tanta uni-formità d' inſtituti, di coſtumi, di gover.no, di lingua, e di nomi d' uomini, e diCittà, che inſigni Letteraci dorte Diſſertazioni in favore, e per conferma di tal pen-ſiero ſi ſon moſſi a ſcrivere. L' antico gri-do, che foſſero venuti di Lidia, nacque daequivoco, per eſſerſi nell' antichiſſime etàconfuſi talvolta, e uſati promiſcuamente inomi di Lidia, e d' Aſia, come da Erodo-to ſi può raccogliere, ove dice, che Aſiofu Re di Lidia, e che alla terza parte delmondo diè il nome; e dagli Scoliaſti d' A-

pollonio Rodio, ove dicono che Ia Lidia ſi

chiamava prima Aſia; e da Seneca, che ſcriſ-ſe arrogarſi l Aſia P origine de Toſchi; eda Seſto Ruffo, che chiamd la Lidia ſedeautica de Regni, il che alla Lidia regionenon competea certamente: come non com.pete va aꝰ ſuoi abitanti, l' eſſere ſtati i primia coniar monete, l'eſſere ſtati i primi afar barche, e ad entrar' in mare, che daErodoto, e da Iſidoro a Lidi ſi attribul;ma ben competeva a' Fenicii, e a gli altriCananei. Perciòd Dionigi Alicarnaſſeo tro.vando, che con gli abitanti della regionparticolare detta poi Lidia non aveano iToſcani relazione alcuna per lingua, n&per inſtituti, giudieò falſa la fama dell eſ-ſer venuti di Lidia gli Etruſci. Or queſtagente in progreſſo di tempo, ma però aſſaiprima che Roma, ſecondo il comun grido,ſi edificaſſe, ocup·⁰ο I'Italia da un capo all-altro, cioè dall: Alpi allo ſtretto di Sicilia,di che i nomi dell' uno e l' altro de' noſtrimari, e Dioniſio, LivioPlutarco, Ser-vio ed altri Scrittori fanno teſtimonianza.

Come tra coſtoro niente men che tra Gre-ci fioriſſero le bell'arti, e come da eſſi pidche da Greci prendeſser poſcia i Romanigl' inſtituti loro, e la diſciplina, abbiambrevemente eſpoſto in detto Ragionamen-to, e dalle antichità Etruſche ſtampate difre ſco a Firenze ampiamente ſi può racco-gliere. Quelli, che vennero di qua dall' A-pennino, occuparono tutta la pianura tra 1mare, e i monti, e tutto il Iungo tratto diqua dal Po, come da Livio ſingolarmente8 impara; e ſi diviſero in dodici tribù, oRepubliche, come di IA dall' Apenni-no, e di dal Tevere ancora avean fatto.Non eſſendo improbabile, che altrettante

Cittz edificaſſero, non& mancato chi abbia

voluto indovinar quali foſſero. TomaſoDempſtero ne ſuoi libri dell' Etruria per

una di efſe aſſegnd Sarmione nella peniſola

del noſtro lago di Garda; ma i ſuoi moti-vi per verità ſon ridevoli. Che una di quel.le dodici principali foſſe Verona, come ilPanvinio ſuppoſe, non ſi può con ſicurez-za affermare, benchè il ſito lo perſuadaper più ragioni: ma è bens tanto piii veri-ſimile, che tal ſito inoſſervato da coſtoro, che a moltiplicare in eſſole abitazioni, e per conſeguenza a dar prin-cipio a queſta OCittà, non laſeiaſſero di pormano: poichè il giro, e il ripiegar dell' A-dige, che abbracc ia il giuſto ſpazio de unaCittà da tre parti, veniva a coſtituire unluogo molto agevole a eſſer reſo ſicuro dagl-

inſulti, e quaſi natural Fortezza; e il tro-

varſi appunto, ove finalmente ha termineda queſta parte il lunghiſſimo giogo de'monti, fa participar queſto ſito, e de' co-modi, e dell' ampiezza del piano e delladelizia, e del benefizio de' colli. Egli è no-to, come i ſuperiori luoghi frequentati fu-rono avanti degl' inferiori, poichè ne'primitempi le pianure lontane daꝰ monti veniva-no ad eſſer dall' acque, e da' fiumi non an-cor regolati, per umana induſtria conte-nuti, oceupate facilmente, e coperte. Cop-corre a far creder tenuto da quella pri-ma gente queſto tratto,' eſſerſi diſotterra-to anche nel paeſe noſtro qualche monu-mento Etruſco, e di quell' antichiſſime, eignote lettere inciſo: parimente P antica, ecomune opinione, la qual ben traſpira inCatullo, ove per la fama in que' tempi,che di Lidia venuti foſſero i Joſchi, chia-ma Lidio il noſtro lago, come per I' iſteſſaragione Lidio da Virgilio, e da Stazio ſichiamdò il Tevere, e Lidia da Rutilio Nu-maziano ſi chiamò la Toſcana. Aggiunga-ſi, che pochi anni ſono due Iſerizioni ſi ſo-no ſcavate,' una a S. Ambrogio, l' altra po-co lontano da Fumane, le quali ci 5co-

J. 4. 6..et 107.

Aut. Verpag. 54.

Ly di a-Jacile tün-

Aas.