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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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vedi In-ferix. I.

id

Cami).

in Apolog.

. II. II.

v. I III. ſi

v. II. IV.

5 LIBRO PRI M O. 8

ſcoperto un nome all antica Geografia pri-ma noto, e ci hanno inſegnato, come ipopoli di quella parte del noſtro diſtretto 5ch' or diciamo Valpulicella, ſi chiamaronoa tempo de Romani Aruſnares,; nella qualVoce par di riconoſcere veſtigio Etruſco, ſa-pendoſi, che Aruns fu nome in quella na-done molto uſitato, cos eſſendoſi detto ilfratello di Lucumonee un de' Tarquinii,e narrando Plutarco, che cos! chiamoſſiquel Toſeo, il qual conduſſe i Galli pervendetta in Italia, quando paſſarono a Chiu-ſi. Sembra ancora, che foſſe coſtume ſpe-zialmente Etruſco Paver Dei locali 08particolari, e ſtrani, non ſolamente int ogniVente, ma im ogni luogo: alquanti perd uerecita Tertulliano affatto ignoti fuor di quelPopolo, da cui erano vencrati. Appariſcequeſtꝰ inſtituto nell' iſteſſa parte del noſtro5 Poc' anzi mentovata: poichè ab-amo in una delle ſudette Iſerizioni la Deaſua, ed abbiamo in altra pur dagl' iſteſ-i coli venuta, il Dio Casano, ne. 8J altro de: quali d 1 8 8 8 50 8 da Romani, o in verun' al.J ͤ m qua-8 nomi ne Latini ſono, nd Greci li8 2 gazione ſu queſti nomi,

ma ſon coſe tanto arbitrarieed incerteche non& d' alcun danno il laſciarle. Dica-1 il medeſimo del nome Iamna, che abbia-mo in lapida trovata nell' alta cima del col.

le di S8. Giorgio, e che pur viene dall' iſteſ-

ſo Ottavio Capitone, il quale alla Dea Udiſnao ſimulacro, o Cappella ereſſe negli Arus.nati Anche il Dio Cuslano dall' iſteſſa fa-miglia fu venerato, la quale nel diventarRomani queſti paeſi, nomi Romani avra poiaſsunti. Col nome Ihamna ſi vede quello diSuna, impronunziabile, perchè non avràil Iapidario con lettere Latine ſaputo eſpri-mere il ſuono orientale, e ſtraniero. Le an-tiche Iſcrizioni, che avverrà di citar pidvolte 2 0 che ſaranno la maggior parte, onon piu ſtampate, o non pid riferite conVerita, ed eſattegza, potrà chi legge, ve-derle a piè delbultimo libro per ordine, noneſſendoſi voluto andar con eſſe rompendo ila tonamento. Delle pietre medeſime le piùi1 5 nel nuovo, e publico Mu-

N 0 7Non& dunque da credere cb' eſeluda

Plinio quella primitiva origine; quando at-

tribui l f i7 1 5 1 a gli Euganei, ed a Reti;n quelti nomi adduca, come ritenuti15 a tradizione dopo la miſchianza di què-degenti, e dopo h ampliamento per eſſe a Ve- avyenuto; il che non credendoſi a Man-tova occorſo, delle Città meramente Toſ-ane quella ſola diſs' egli eſſer rimaſa a ſuoVer. Allaſtr. parte I. ä

tempo. Tal' eſſere il ſuo ſentimento puòdedurfi dal dir lui, che gli antichi sbocchidel Po nella Venezia erano ſtati lavorati da 13. 4 16.Toſchi. Ora degli Euganei ſcrive Tito Li- I..vio, come occupando eſſi quel tratto di pae-ſe, ch'è fra I ſeno Adriatico, e l' Alpi, nefurono ſcacciati dagli Heneti, venuti ſottoAntenore di Paflagonia, dopo aver perdu-to a Troia il lor Re. Conſta certamente,che fi ritiraron gli Euganei ne monti, e ineſli rimaſero, come ſi può raccoglier da Pli-nio, il quale tra le genti Alpine gli nomi-na, e ſpezialmente nelle valll Breſciane. II J. 3.42.dir Plinio altres, che fu degli Euganei Ve-rona, moſtra che qui ancora una parte diloro ſi ricoverò, come in luogo non lontanoda: monti, e per benefizio del ſiume facile,come accennammo, ad eſſer difèeſo. Se l-A) ſithilla di Catullo era originaria di qui,potrebbe crederſi d' Euganea diſcendenza,eſſendo nome Greco vezeggiativo, fatto daHhpfielba, liccome di Barhycles& diminutivoBalhhyllus: ſignificava il primo nome altagloria, il ſecondo profonda.

Non difſimile fu il motivo, che fece dinuovo ampliar Verona dai Reti. Regnandoin Roma Tarquinio Priſco, 1 Galli a tan-ta molt itudine venuti, che per nodrirgli nonbaſtavano pid i lor paeſi, cominciarono avalicar l' Alpi. Condotti da Belloveſo ingran numero, ſcacciarono gli antichi abitan-ti da buona parte della piu fertil pianura,e nel paeſe, che ſi chiamava anche per I' in-nanzi degl' Inſubri, edificaron Milano: tan-to ſi ha da Tito Livio. Poco dopo ſeguen- lis. 5.do l'iſteſſa traccia, ſceſe novamente dallAlpi una truppa di Galli Cenomani, la qua- Liv. Ceno-le col favore ed aiuto delb' iſteſſo Belloveſo a.,pi innanzi trapaſſando, quel tratto occu-po, in cui come Plinio inſegna, Cremona, J. 3.6. 19.e Breſcia poi ſorſero. Gli Etruſei profughi Bapreſero, come gli Euganei, la via de' mon- Cenomeno-ti; e perchè in tal ritirata ebbero Reto perduce, la denominazione di Reti ne riporta- erono. Coſtoro fabricaron Trento, e molto 1ampiamente nel tener dell' Alpi poi ſi dif-fuſero; ma il primo luogo, in cui parte diloro per la fortezza del ſito cercaſſe aſilo,impariam da Plinio, che fu Verona, dovela cognazione de- pid antichi abitarori&cre-dibile gli faceſſe ricevere di buon grado.

Ora neceſfario& ragionar de Veneti, no-me pid fortunato di tutti gli altri. In vano

er una mera confacenza di vocabolo fu chi

gli ſoſpettò derivati dalla Gallia Belgica, eda- lidi dell' Oceano, per lo che in due ma-niere ſe ne parlava, come dice Strabone; 7. 5.mentre di tale eſpedlzione in tutta Pantichi-% menzione non ſi trova alcuna; e ſi ha da

Livio, come ſtettero ſu l. Adriatico, quan-

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