13 LIBRO PRIM O. 14alla favella della parte di qua verſo il ma- ſtata I' ingegno tardo, come degli Africani.N re dual era di lingua certamente diver ſa, la finzione, e de Greci la leggererza. ſeler,lib. 2. poichè 10 dice eſpreſſamente Polibio 5 foſle Ma ſe nulla foſſe tutto il compleſſo d' au- 1 0ö in tutto uniforme? Indizio di tal diverſita torità, e di fatti, con cui abbiam poſto 2fralpira anche da i nomi rimaſtici nelle queſto punto in tanta chiarezza, non ſe ne videmuLapide; perchè trovanſi nelle Breſciane potrebbe con tutto ciò dubitare ancora per tVeſcaſponi Enddbronis, Biroioni, Madiconu, niſſun modo, poichè per rara ſorte abbiamBerſimes, e altri tali, che ſembrano ricor- nellꝰ Iſtoria il preciſo termine, ed il con-dare non ſo che di Gallico„ ene marmi fine, che nell'antiche età ſeparava i Ce-di qua non s. incontrano. Pochĩ anni ſono nomani da Veroneſi. Cos! bella partico-due lapide ſi ſcavarono in Peſchiera con no- larità ci& rimaſa eſſ preſſamente in Polibio;.mi gentilizii non piii veduti, che ſembrano e non cadde certamente tal paſſo ſotto gliaver dello ſtraniero nell' origine; Publio occhi di coloro„che della region de Ceno-v.. VI. Virucatę Maſſimo, e Marco Conceneto Mar- mani parlaropo s! erroneamente, imper-r eine ma benchè il luogo guardi i Ce- ciochè da eſſo ogni dubbietà ſi ſgombra,nomani, per eſſer nel diſtretto noſtro, lon- ed ogni ſofiſticheria ſi recide. Vi 8 imparatani dal poterſi ereder Gallici ſon que nomi. adunque, come confin de: Cenomani dallaColoro, che ſogliom maravigliarſi, come parte del Veroneſe era quel fiume, chevenendo da Firenze„e trapaſſato appena ſcendendo dalla Val Sabia va a metter ca-1 Apennino, dialetti trovinſi cosl ſtrana- po nell' Olio, e in volgar Breſciano ſi no-mente differenti, e dopo tanto intervallo mina Chies, per lo che. da Greci e da' La.kavella sioda à Verona tanto men tronca, tini è da credere foſſe detto Claſſo, benchèforſe dalla Loſeana diverſa„ ne avranno in tutte le ſtampe ſi legga Cluſia, avendo ilae nella ricerca diqueſte origini la ragion volgare fatto Chieſio da Cleſiue, come chiarofegen s racicale Addurrem noi un altro da clarus. Di Flaminio, e Furio Conſoliindieio ancora della direrſita di queſte na- nel 53 1 di Roma, ſerive quel grand Au-n e limite di elſe? VLaddurremmo; tore, per eſattezza e fedeltà incomparabi-ne con elpreſſa Protelta, che niun pregiu- le, e quaſi contemporaneo, come nella. eintencla interir con queſto alla glo- guerra co Galli, levato il campo dal Po aria degli ſtudj, e dell' arti, di cui Breſcia, preſſo al luogo ove sbocca l' Adda, dopoe altre Galliche Città poſſono con ragio- aver girato, e condotta qua e IA per pid 15.2,ne vantarſi, niente influendo a i poſteriori giorni l'armata, finalmente paſſanddo il gu-.tempi la prima, e rimotiſſima origine. A-„ie Cleſio, vennero nel pasſs As- Cenomani, e eie ers-dottata da queſte noſtre regioni per virtu da luoghi vicini a- monti ſi portarono di Ndel dominio, o ſia del conforzio Romano nuovo negl' Inſubri. Si entrava dunque ne- ela lingua Latina, a tempo di Veſpaſiano Denomani paſſando il Chieſio, fiume, che sag,,
ſei Serittori contava gi Verona, de qualivive ancora la memorlia, e la fama: Bre.ſcia niuno mebbe ſino alla fine del quartoſecolo Criſtiano. Preſſo al termine de- Ve.roneſi, e verſo il tener de Breſciani flori.
rono Catullo, e Virgilio, che nato ſul Man.
tovano al confin Veroneſe moſtreremo ovede' Scrittori: ſembra però di riconoſcere,che in altra gente ſi andaſſe„ Paſſando dalVeroneſe al Breſciano. Se due ſole Cittaàde' Veneti noi Prendiamo a conſiderare,Verona, e Padova, nel giro di poche etàPid Serittori ebbero eccellenti, e primarii,
ſcorre à dieci miglia da Brefcia e comampio ha il letto, cosl era aſſai più riccodbaeque, a vanti che per benefiziͤo di quel
paeſe ne veniſse derivato il Naviglio.
Chiunque dopo autorità cos! venerabile 3e cosi preciſa voleſſe diſputare in contrarioancora, pare à noi non meriterebbe nè oſ-ſervazion, ne riſpoſta. Non dobbiamolaſciar d'aggiugnere una bella conferma diqueſto fatto, ed un infallibil riſcontro, chemabbiam tuttora dinanzi a gli occhi. Lapiu certa, e quaſi unica ſcorta per rintrac.ciare h antica eſtenſione de i territorj, noi
dee e- che la Gallia e ciſalpina, e tranſalpina in5 55 più ſecoli. Inſegna Polibio, come 1 Galli 3dex Ge. quando paflarono in Italia 2% di ſcienga ii ele alcuna cognizione aveano„ fuordell' agricoltura„della guerra. Vedeſi po-co dopo nell iſteſſo Autore„come nè purſapeano dar la tempera alle ſpade; perJo che come gli uomini erano da temer ſo-lamente nel primo impeto, cos! le ſpadenon ſervivano che al primo colpo. NotòServio, Proprietà degli antichi Galli eſſere
troviamo eſsere Poſservazion delle Dioce-ſi; poſciachè la civil giuriſdizione a perpe-tue mutazioni fu ſotropoſta, o per guerrefra popoli, e fra Principi, o per Lontratti,o per varj accidenti: ma non cos! l' Eccle-ſiaſtiche, quali perſiſtean ſempre, e con8 2—.. 2tutte le variazioni della podeſtà ſecolarereligioſamente ſi mantenevano, ondꝰ&, cheveggiam sl ſpeſso, diverſi eſsere i confiniella giurisdiz ionde i Veſcovi, e della tempo-8 5 38rale. Or la Dioceſi Veroneſe arriva appuntoanco