Pan. P.
27.Er. 438.5. 624.7.
VII.
449. 6.
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Civ./ 2.GarerSs gPiafenr gog eln.
Hal. I. 2.
Har, p. 49
9. Tais.XVI.
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legio de Fabri facean menzione due incon-dite Iſcrizioni perdute, delle quali comefur date dal Saraina, ſi può far poco conto.Ben d' un Collegio ci riman notizia, chemolto raro& di vedere altrove, cioè di noc-chieri, e barcaruoli. Solcavano queſti il no-ſtro lago, ed avean reſidemza in Ardelica,borgo, ch' era nel ſito, ove al preſente ab-biam la Fortezza di Peſchiera. Quivi altopiedeſtallo ſi è diſotterrato non ha gran tem-po, in cui ſi vede, come due Pablii Viru.
cat in memeria de' lor genitori diedero 2
Collegio de padroni di barca dimoranti nel VicoArdolico un buon capitale di denaro, perchècol ritratto, e col frutto di eſſo faceſſer lo-ro ogn' anno l' anniverſario, ponendo al ſe.polero roſe, e cibi ſcondo I antica conſustl.ins. Dee nocchier! Ardeliceſi, e d' un ſi-mil legato fa menzione altra lapida, ripor-tata nel Grutero, ed un' altra ancera man-cante del principio, ch. ora& nel Muſeo, enella quale, oltre al laſciarſi all' iſteſſo Colle-gio due volte piu, cioè dodici mila ſeſterzj,perchè con la rendita di tal ſomma al diſ-ponente, alla moglie, e al figliuolo ogn-anno in perpetuo foſſe fatto l' iſteſſo ufizio,Ponzia Giuſta n' aggiunſe per I' iſteſſo moti-vo altri οοĩ in memoria d' una ſua liberta,perchè il monumento foſſe tenuto netto, epulito. 8Queſti corpi ſi eleggean Patroni, cioèProtettori, e ſe gli eleggevano parimente leCittà, e le Comunità. Le Città ſolean perlo pid ſcegliere Perſonaggi di conto, ed' autorità a Roma. Inſegna Appiano, chei tutto le Cirtd v' grain Roma il Protetrore,e Dionigi d' Alicarnaſſo, che ognuna ſe gli ſce-glas A piacors tra- Cittadini Romaui. Granvincolo era coteſto in que tempi, e moltieran gli oblighi reciprochi del patronato, edella clientela. Di Verona un Patrono, oſia Protettore, ei diede il Saraina, cioè Del-io Peregrino, ch'era ſtato Tribuno di Le-gione, e Propretore della provincia Aſia,ma il marmo ſi è ricercato in darno. Perſupplir perd alla mancanza delle noſtre Abbebiam poſte nella ſerie tre Iſcrizioni non piddivulgate d'altre parti, la prima delle qua-li, venuta nel noſtro Muſeo dalla Dalmazia,ſa vedere, com' anche tra? proprj Oittadiniprendean le Colonie i Protettori, il che ſiconoſce anche in altre. La ſeconda ſcoperta inSeſtino terra dell' Umbria, in onore di chi eraProtettor d' un Collegio, ed anche della Cit.ta, fu dedicata da i Seviri Auguſtali, edallaPlebe della Città ſteſſa. Eu eretta I altradal Collegio de: Fabri di Tortona a chi eraPatrono de i Collegi tutti, e d' una Colonia,e fedelſimo Auvocaro, il qual'eſercizio ſi ado-perava ſpeſſo in favor de' protetti, anzi da
DELL ISTORITIA DICVERON A
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queſto Patroni ſi diſſero ĩ Protettori.
Inſieme con b amminiſtrazione, e con Nliſtituti civili portavano le Colonie anche lareligion Romana, e le ſacre dignità, qualiſi eleggeano per lo pid da Decurioni, e 11ſolean conferire a chi aveſſe già ſoſtenuto icivili onori: Pontefici, Sacerdoti, Flami-ni, Auguri, Sodali. Anche di queſte ſono22 noi molto ſcarſe le lapide, che ci riman-gono. Abbiam però pid Flamini, e pid Fla.miniche, non eſſendo tra Gentili negato ilſacerdozid alle donne:& notabile un Flami-
ne di due Dei, Sertorio Feſto del Sole, e 2, Lr.della Luna; i che era contra l- uſo, e con- XIX.
tra la legge recitata da Cicerone, che i Fla-mini ſer viſſero a una Deità ſolamente; madovea eſsere un Tempio ſolo. Alle voltenon appariſce di qual Dio, come nel Fla-mine Caio Africanio, ma il Tempio doveIa lapida dovea eſser poſta, lo dimoſtrava.Coſtoro ſon chiamati da Pacato nel Panegi-rico per municipal porpora reverondi, ondeimpariamo la nobiltà del lor veſtimento.Curioſo marmo, venuto però d' altra par-te,& nel Muſeo, non ſolamente per la ra-ra famiglia Mineia, e per la non forſe pidveduta in lapida Dea Feronia, ma pel ti-tolo di Sacerdote Gratuito, da cui par ſi rac-colga, pagaſſero gli altri qualche coſa nelconſeguir tal grado, e per notarviſi da co-ſtui Iĩ ſuoi quarant' anni di Sacerdozio, perli quali do vea goder preminenza ſopra deglialtri. Frequente ſopra tutti era il Sacerdo-210 degli Auguſtali. Fu introdotto dopo lamorte d' Auguſto, ed in onor ſuo; ma ladulazione lo fece deſiderare, e aſſumer datanti, che formaron coſtoro quaſi un ordi-ne nelle Citta, mezano fra i Decurioni, ela plebe, come gli Equiti in Roma. Si tro-vano però in pid lapide, inſieme co Decu-riomi, e con la Plebe. Sei ſi eleggean traqueſti, che foſſer capi degli altri, e quaſiII Magiſtrate di tal corpo, e ſi dicean Se-viri, de' quali le lapide in ogni parte abbon-dano. In una delle poco fa accennate fannoP onore al Patrono i Seviri Auguſtali, e laPlebe Urbana ze nella ſolennità del dedicara e e di collocarla,' onorato fadiſtribuire Pane, e vino a quelli, ed a que-ſta, e parimente a ciaſcun de' Sei tredenari, e due a coloro, che rappreſentavanla Plebe. Conſeguivaſi tal grado anche da-liberti, come moſtra tra noſtri NumitorioAſclepiade, che di profeſſione fu Medico,o ſia Chirurgo per li mali degli occhi. Main altro marmo inoſſervato ne paſſati tem-pi; E poſto Ora inſieme di varj pezzi, Oono-rifica memoria ſi vede fatta a Veronia Tro-ima ſua madre, cui dice Santiſſima, Sa,cerdoteſſa di Cibele, da Veronio Carpo Se-
viro,