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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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107-108
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Ann. L. x I.pri moresCalli gguæ Co-qmnuautæ ap-pellatur.

Quod Vo-reti etLiſubresCuri ama nrupe-rint nicætus alie-ni gena-rum Oc.

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L compimento della per-fetta Cittadinanza Ro-mana conſiſtea nel giusdegli Onori. Furon po-poli, ch' ebbero ancheil gius di dar voto, manon però furono am-meſſi alle dignità, nefatti capaci di ſoſtenere in Roma i Magi-

ſtrati. Che tal diritto a queſte noſtre Cittàa,

e Colonie comunicato foſſe, e che dentrol' ottavo ſecolo di Roma già lo godeſſero,ſi riconoſce in Tacito; poĩchè deſiderandoalcuni principali uomini della Gallia Chio-mata, che avean gia la Cittadinanza, an-che il gius degli Onori, e bacceſſo in Sena.to, ſi oppoſero alcuni Senatori dicendo, eſ-ſer ben baſtante che, Ia Curia foſſß ſtata in.vaſa da Veneti, e dagl. Inſabri, e non doverſiora accomunare anche à gliſtranieri i' iſe gu-de Padri, elo ſplendore de Magiſlrati. Fu al-lora, che l' Imperador Claudio perorandoa favor de' Galli, gli fece ottenere quantobramavano, col rappreſentare in Senato,er teſtimonio di Tacito, che da. ſuol an-tenati di Sabina origins,& Aggregati a. PatrisRomani, gli avcæ appreſo di traſportars aRoma gli uomini infeni, ed eccellonti dell' altreparti, he ruina de Lacbdemoni,& 4 gAtenieſi fu V allont anare Aallę lor Republichse; binti, com- Foraſtieri, e ſalute della Roma.gli ſtelſi in un giorno Pr. 1 Po- 77Aini; che i lor Maggibll al, prima coανeiaFenato à molti di gui pu 4. Talia Fnoall Albi, e fatto in modb, che nongis le per.ſons in particolars ina ſo inter geit Miututaſ-ſero una coſa ſola co· Romaniac final ni cleJa quite interna non 2 mai labile, 1 le for-20 Connra eſterni ben forids 5 ſe⸗ uon 1Jh alla Cittadinanza amm ſſi furono i Traſpa.gan. Queſti ſentimenti, degni d' eſſer per-

petua norma a i pid ęlorioſi, e meglio re.

golati dominii, eſpreſſe il Politico a modoſuo, e col ſuo ſtile: ma buona parte del-I' iſteſſa orazione allor pronunziata, el iſteſ-ſe parole dell Imperadore ſi conſervano purancora intagliate in metallo, e ſi poſſonleggere nel Grutero. Eſpone I Imperadorefra l' altre coſe, aon doverſi rigertars taleaggregas lone por eſſir coſa nuova, poicſh molibnodit orano anche u paſſati ſccoli ſiatè al.bracciatè di tempo in tempo. Dun certo ſo-lamente ſi duole, il quale irregolarmenteavea trovato modo di tirare in caſa il Con-ſolato, avanti che dalla ſua patria J interCittadinanda, che vuol dirè con l' aditoalle dignità, conſeguito ſi foſſe. Ma ciòche più fa al propoſito noſtro, ricorda Clau-dio, che Tilerio autà gid iutrodotto in Sena.0 tutto il fore delle Colonis, e de Municipj,ciob digli uomini buoni,& ricchi: donde par-rebbe, eſſerſi in tempo ſuo eſteſo il gius de-gli onori alle Città di tal condizione, e per

conſeguenza a Verona. 8Quel metallo, che ci ha per rara ſorteconſervata l' orazion di Claudio in Sena-to, begl' inſegnamenti ha reſo perenni del-la prudenza politica de i Romani. Ne-tempi della Republica con chiamare a Ro-ma i migliori delle proſſime Città un nii-rabile aggregato compoſero di virtù, e diprudenza. Senza queſta maſſima, non po-trebbe tra gli altri vantar Roma il granCicerone, che baſta da ſe a illuſtrar P an-tichità tutta, e che fu il pid appaſſionatoper la lüberta, e ſalvd la Republica dalleccidio nella congiura di Catilina. Com egliera nativo del municipio Arpino, cos era-no d' altri luoghi la maggior parte di colo-ro, che amminiſtravano 1 Magiſtrati, laqual coſa difle egli ſteſſo a: Giudici nellaterza Filippica. Non credeano ancora iRomani, fuor delle maſſime generali, do-

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pag. 502.ue quaſinbſtam reinintroduciexhorreſ-catis.

ſoli dumciιtatisRomana

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ommem Vo.rem Colo-Ni arum)ac Mani.bciplorum,h onorumſci licet virorm z&locuple-tum.