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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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5 5. C. f.. 7. C. 43.

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Dio. Ab.52.

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ver nell ordine del governo ſervar regoleinalterabili, e fiſſe; onde non ricuſarono difar qualche mutazione di tempo in tempo,adattandoſi alle emergenze, perchè varian-do le circoſtanze, ſtimaron neceſsario va-riar condotta. Ne' ſecoli della Republicaammiſero bens in Senato i meritevoli ve.nuti da Municipj Italici, ma non però viammiſero gli eſterni, ed i Provinciali. Perteſtimonio di Plinio primi degli eſterni fu-rono i due Cornelii Balbi, venuti fin dallOceano, ſiccome Gaditani, I' uno a veſti-re la Conſolar trabea, l' altro a riſplenderenel cocchio trionfale per aver ſoggiogati 1Garamanti. Perdò nella ſua concione diſſe

Claudio preſso Tacito: i albiam forſe a pen

riro ch paſſaſſsro qua i Balli dalla Spagna 8In Senato cominciò Ceſare ad ammetterqualche ſtraniero. Mecenate conſiglid adAuguſto, fatto capo, e Principe della Re-publica di tirare a Roma, e di far Senato-ri i miglior Soggetti, ed i pid illuſtri oh

d Nalia ſolamentè, ma ancora de ſogu, ds

ſaggetti, perchè in tal modo e ſ%i ſarebbe 4%.ſecurato di coloro, che potæano a popoli oſſir Ca-

Pi in occaſion di rivolta, e avrobbe guudagna-

20 Jamon di tutti, participando à tutti il go-verno. Suggerimento aggiunſe, di far Cit-tadini generalmente i ſoggetti popoli; e cidher lovar loro il ſoſpetto di volorgli come ſorvi,e perchè invigilaſſoro alla cuſtodia doll Impe.rio come di coſa anch propria, ed acciochècompagni voramonte frdtli divoniſſero, e Roma

riguardaſsero com la vera,& ſola Cittd, le

patric loro quaſi villaggi riputando.

II conſiglio di Mecenate di far capaci an-

che gli eſterni del Senato, abbiam' or ve-duto poſto in pratica ſotto Claudio riſ-petto a Galli. Non è da credere, che ſen-Zza ragionevol motivo tal novità foſſe intro-dotta. Le nazioni barbare confinanti con!Imperio non laſciavano d' agguerirſi conti.nuamente, e moltiplicando a diſmiſura, diandarſi rendendo ogni giorno pid formida-bili, e più feroci. Videſi da più ſaggi, quan-to coll andar del tempo doveſſero temerne1 Romani. Nel mutar poſitura le coſe, enell aumentar di potenza i vicini, conob-bero la neceſſità inevitabile di creſcer diforze per mantenerſi. Non eſſendo in prontodi far conquiſte, e queſte ancora poco utili

a ciò conoſeendoſi, fu penſato, che ſi potea

creſcer di forze ſenza creſcer di Stato: eciòcon intereſſar tutti, e con fare, che non.nati a Roma ſolamente, ma foſſe ugualpremura di tutti il conſervare a Roma 5Imperio. Conſiderarono, che in occaſion diguerra non ſarebbe ſtato poſſibile difenderda tanta moltitudine, e cãconſer var Provin-cle, in cui ſi teneſſero i popoli indifferenti,

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e pronti ugualmente a pagar la pigione achiunque della caſa ſoſſe per rimaner ſigno-re. Fecero però acquiſto di tutti i euori conpoca ſpeſa, ammettendo a Cittadinanza 1paeſi in corpo; e non ſolamente gl Italia.ni, ma facendo gli eſterni ancora capacidelle dignità, reſero l Imperio tutto per ſe

impenetrabile, ſe non aveſſero poi reſo inu-

tile sI bel trovato i diſordini ſopravenuti, egli errori

In virtꝭ del ſudetto civil ſiſtema Vero-neſi non mancarono, che ſaliſſero in Ro-ma a i ſupremi gradi. Veroneſe fu' inſi-gne Poeta Tragico Lucio Pomponio Secon-do, come fi moſtrerà, ove tratteremo de-gli Scrittori. Abbiam da Tacito, com einell' anno di Roma 80g fu Legato, cioèPreſide della Germania ſuperiore, e comein eſſa riportò vittoria de i Catti, che aveanpreſo à faccheggiarla, per la qual coſa glifuron decretati gli onori Trionfali, i cheequivaleva allora al Trionfo, in tempo del-la Republica a i Cittadini conceduto. Ag-giunge lo Storico, che con tutto queſto e-gli fu aſſai pid noto alla poſterità per la glo-ria della Poeſia, che per queſto fatto. Mae ſoſlenue ancora in Roma la ſomma di-gnità del Conſolato, e perd Poctæ Conſolarefu chiamato da Plinio Secondo; e ſi diſtin-ſe grandemente per ogni conto tra pid illu-ſtri Soggetti della ſua età, per lo cheiſteſſo Plinio ſcriſſe la ſua vita, e in duelibri la ripartli, come dal giuniore s' impa-ra. Facea menzione in eſſa d' una cena dalui data all' Imperador Caligola. Anchenel Dialogo degli Oratori, o ſia della cor-rotta eloquenza, affermaſi, che Pomponionon la cedeva a- primi Perſonaggi di Roma per dignità, per fama. In qual annofoſſe Conſole, impariam da Dione, in cuiſi ha, come in quell' ultima cena di Cali-gola, poco dopo della quale fu ucciſo,Pomponio Second allora Conſols intervenne;e dopo l' ucciſione ordind inſieme col Col-lega a tre Coorti Urbane di ſtar di guardia,e chiamd in Campidoglio il Senato, doveſi trattdò, chi foſſe da far Principe, o ſe foſsemeglio rimetter Pantico governo.*bile, ch' ei foſse de' principali tra questche acremente perſiſterono pet bonRepublica al ſuo primiero ſtato,. 5

5 5 di Claudio d' eser con-tutto il prometter di 1 r fal nultento del ſolo nome, e di non 1 5la d' arbitrio ſuo, ma. Parer delSenato, voleano opporſi 16 armi a' ſol-dati, che Per farloImperadore Pavean por-tato fuor di Roma a gli allogiamenti Pre-toriani, come diſtintamente racconta Gio-ſefo. A Caligola ſteſso il noſtro Secondoera ſtato Soſtituito nel Conſolato, e 1 Col-

ega

Aun. L I2.L. Pen-Poaius Le-gatus r.

Decretuſque Poin-poniotriump ba-lis honos.

5 7. 6. 19.

. 3. eb. 5.

J. 14. c. 4.

lib. 59. er60.

Bell. l. a.6 20