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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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139-140
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J. 1. 9 7ber uni-verſamn 2cum uſ=que in i-pas foren-ſes e clu-

ſivs.

Cent. t. g.p. 263.

Fgllibusetiam Te-mi et La-gan!

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O ColoniaOcQuem-dam muni cipemmeum c.

110 C. 12.Colonia,gu, et inVeronædi idbu 0Peg · 19.

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gilare per tutto il lago quanto gira, e ſino allerive benchè eſterne, cioè d' altro Stato, eſ-eludendo ſolamente le rive iſteſſe, cioòla terra. La Val di Leder fu altresl di no-ſtra ragione, ſapendoſi, che gli Scaligeri viaprirono una ſtrada nel ſaſſo. La Val diTemi, diviſa dal fiume Varone, eſſere ſta-ta un tempo del territorio Veroneſe, im.parafi dal Proemio del noſtro vecchio Sta-tuto; come eſſerne ſtato Torbole ſi ricono-ſce da pid memorie. 5

Lungo l' Adige, che ſi ſtendeſſe più ol-tre il noſtro diſtretto, Io moſtrano Il Bor-ghetto, Avi, e Brentonico, che alla Dioce:i Veroneſe ſon tuttavia ſottopoſti. Veggonſiin oltre due Epiſtole del ſommo PonteficeGiovanni ottavo, in cui afferma, eſſer diragione del Veſcovo di Verona alcuni averipreteſi da quel di Trento nella villa Aſiana.dove& credibile debbaſi leggere Aliana, eintender d' Ala; quale col rimanente dellaval Lagarina diventò ancora un' adiacenzadel Veroneſe, quando per teſtamento d'Azzo Franceſco di Caſfelbarco nel 14 10ne rimaſe erede il dominio Veneto. Roye-redo reſtò poi anneſſo alla Contea del Tiro-Jo, e alla Reggenza d' Inſpruc per l' iſteſſaPace del 1517. ma non mancan motivi dicredere, che tutta quella florida Valle foſ-ſe già ſtaccata dal Veroneſe, ſin da quandoIImperador Corrado ne fece dono a- Veſ-covi di Trento, da' quali poi ne fu gran

parte infeudata a diverſi. II Proemio del no-

ſtro Statuto tra i paeſi la regiſtra, che fu-

ron di queſto territorio: ebbe già il nome

da Lagaro, luogo nominato da Paolo Dia-cono, di cui orma non reſta, ehe ci ſia no-ta. L Itinerario detto d' Antonino nel viag-810 da Auguſta a Verona fra Trento, e Ve-rona, 36 miglia da queſta, mette ad Pala.um Rimane il nome di Palazzo ancoraad alcune reliquie d' antichi muri preſſo 8.Margherita di la da Ala; ſito, che in oggfſi calcola poco più di trenta miglia diſtan-te da Verona, ſecondo la differenza dell“antiche miglia da noi oſſervata Le cartedel Magini mettono quivi Maniſon, il qualnome moſtrerebbe eſſervi ſtata Manſione.Dalla parte di Levante Cologna, ch' orafa governo da ſe, era di noſtra ragione atempi di Catullo, che deſiderava gettarda quel ponte certo ſuo patriotto, e che ementova le fangoſe acque: cos giudicd ilGuarini nel ſuo co mento, poco felicemen-te avendo penſato il Cluverio, doveſſe in-tenderſi di Mantova. Del Aſtrerto di Horoala dice Rolandino Padovano, e tal ſi vedeancora fin nelb anno 1411 in un documen-to citato nel Sommario die' riroli del Mona-

FINE DEL LIBRO SESTOG.

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DELL ISTORIA DI VERONA LIBRO SESTO.

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ſtero di S. Giorgio ſtampato a Venezia. Ve-dremo nel decorſo per una memoria di vi-ſion di luogo fatta in occaſion di litigioper confini„come da quella parte fin ne-baſſi tempi confinava il Contado di Veronæcon quel di Monſelice, donde ben ſi puòconoſcere, quanto allora foſſe avanzatoProcedendo oltra' Adige, è probabile,che ſi ſtendeſſe quivi il Veroneſe ancor pidinnanzi, poichè Ferrara, e Rovigo, conle quali al preſente s' incontra, ne tempiRomani non v'erano, e il ſuo confine eracon la piccola Città d' Adria, nominata daStrabone in diminutivo. Della Badia, chefi, diſſe gi di Vangadicia 5 ed è ora undee principali Caſtelli del Poleſine, diceſinel primo libro de' noſtri Statuti, che incontinuas ions del noſtro ant ico poſſeſſo, non poſ-ſa l' Abate porre, o ricevere Podeſtà in luo-go alcuno di ſua ragione, che non ſia Ve-roneſe. Luſia villaggio a otto miglia da Ro-vigo era del Veroneſe nel 1079, quandoil Capitolo di Verona lo diede a livelloal Marcheſe Azzo da Eſte. Non faccia dif.ficoltà alcuna per la regola altre volte danoi fermata il non eſſer queſti luoghi ſog-getti al Veſcovo di Verona, perchè eſſen-do il Poleſine provincia per la maggiorparte nuova, e formata dalle alluvionidell' Adige, e del Po, le pid delle ſue ter-re nacquero aſſai tempo dopo l' antico, eprimo ſtabilimento delle Dioceſi. Termi-beremo con oſſervare, come il Proemiopremeſſo alla prima ſtampa de' noſtri Sta-tuti fra' luoghi più inſigni, chi erano allo-ra, o erano ſtati di giuriſdizion Verone-ſe, e compreſi nel territorio noſtro, oltrealle Valli Lagarina, e di Temi, nominaRiva, e Peſchiera, e Lonato: Deſenza-no non era ancora si groſſo Borgo, com-

25noſt ramaui quam

Peſſeſſio-

Nin.

Ant. Eſſt.P. 47.

poi divenuto, onde meritaſſe ſpezial

menzione. Annqvera parimente Oſtia, Co-logna, Legnago, e la Badia: di tuttii qua-li ſette luoghi ben con ragione diceſi qui-vi, eſser meze Citta. Ora una 81 grandeeſtenſion di paeſe manifeſta J- antica gran-dezza, e antles forza di Verondpiu ſicuramente, che la magnificenza de-21 edifizj. Tra i contraſegni della floridez-Zza di Biſanzio mette Erodiano il diſtrettogrande, e felice. Libanio per eſaltare Antio-chia adduce il goderſi da eſſa molto terreno.In Italia per verità non ſo qual Città cosl am-pio territorio aveſſe. Nella Venezia certa-mente in aſſai minor confini riſtringeano A-quileia le proſſime Città di Trieſte, Foro Giu-lio, e Concordia; eriſtringean Padova dettada Strabone la pid inſigne del ſuo contorno,le vicine Città di Eſte, Altino, e Vicenza.

DELL.

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