Jil. 2.
gap. 27.
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tutte le Gallie, e per la parte d. Nralia colo.bnatiſſima, non d' altra ſi può intendere chedi queſta, e diſtintamente della Venezia,ovꝰ era ſtato Tiberio pid volte per occaſio-ne delle guerre co Reti, e co Pannoni, eco Dalmati. Ma con tutto queſto nonꝭ dapenſare, che quinci naſceſſe il denominareſpezialmente Italia queſta parte di eſſa, qua-ſi prevaleſſe a quella, doy' era Roma. Oſ-ſerviamo adunque prima d-altro„come l' in-tender con nome d'Italia queſte parti, eil cost chiamarle talvolta aſſolutamente 5non incominciò ſolamente con la coſtitu-zione delle due Dioceſi„come vien credu-to, ma molto avanti. Nazario ſcrive diCoſtantino, che l' abr rieuperata Ie Italia
Con la vittoria di Verona gli fece ſtrada a
4 15. 14.
J. 2 C. 20.
Hiſt. I. a.
liberar Roma. Vopiſco dice, che i poſteridi Probo abbandonaron Roma, e in Italiapreſſo Verona, ed intorno al Benaco, ed alLario ſi allogarono. Plinio il 5 lodan-do Aciliano, parria, dice, gli e Breſcia inquella noſtra It alia 5 che molto ritimns& conſor.b. ancora dell antica odd ia„ barſimonia, eſenmplind. Gellio, che ſerivea in Roma,afferma 10 5 AVer veduti in Italia certa ſortedi ſerragli fatti con tavole di quercia. Ta-cito narrata la tranquillità di Roma nellaguerra di Vitellio, paſſa a dire, che l'Ita-lia era fra tanto lacerata miſeramente, per-chè i ſoldati ogni ſceleraggine commettea-no in queſte noſtre Colonie. Dove dice Pli-nio, che il Benaco è un lago d' Italia, eche il pioppo è albero d Italia, e in pid al-tri ſimil paſſi ſembra non intendere altra-mente. Oſlſerviſi poi, che dagli Scrittorimedeſimi tutti queſti paeſi vengono altrevolte indicati col nome d' Malia traſpada.na: come pud vederſi frequentemente, talchè1 ſolo Phnio cosl gli nomina forſe dieci vol-
te. L abbiam veduto anche in una lapida,
vi abbiamo altresi veduto l' hũůwd b altraHalia per dir traſpadana, e ciſpadanaAbbiaſi però per certo, che dall' uſo di co-& chiamar queſto tratto, venne poi quellodi laſciar per brevità la ſeconda parola, edi dire Ealia ſolamente, ſottintendendo traſ-
adana, o circompadana: in queſto ſenſoDioceſi d' Italia fu detto. Non ſi vuol tra.
laſciare, che il nome d' Italia fu ſingolar-5 olta appropriato alla Ve.
mente qualche volta appnezia noſtra: cosl veggiam che fu fatto, edo al Sopraſtante della cafſa publica, ch-era in Milano, ſi diede nome di Propoſlode zeſori nella Liguria, e al Sopraſtante diquella, ch'era in Aquileia, ſi diede nomedi Prepoſto dt reſori nell. Italia; come nel11 delle dignità dell Imperio appa-xiſce. ö
Non ha I antica Geografia diviſion dell'
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nei: Verona, Padova
DELL ISTORIADIVERONA 17 2
Italia pid univerſale, e pid determipata diqueſta in dieciſette regioni, o provincie, cheabbiam poco fa recitate. Non ne hannocon tutto ciò fatto caſo i dotti Geografi, pereſſere ſtata fiſſata nel ſecol baſſo; ma perdeſcriver I. Italia ſecondo le ſuę maſſimevariazioni, tre diſtinzioni, cioè in Antica,Mezana, e Moderna non baſtano, e in pidfacce converrebbe metterla dinanzi a gli oc-chi. Sarebbe da rintracciar prima quantoſi può della prima Italia„ vale a dire diquel tempo, che Varrone chiamò Oſcuro,ed anche per la miſchianza delle favole Fa-
voloſo. L' Italia fu allora Etruſca, e Pe-
laſga. Potrebberſi raccogliere i pochi nomiGeœografici, che o negli Autori„o ne mo-numenti ne ſon rimaſi. Tito Livio a cagiond' eſempio ei ha conſervato quello d' Adar-naham nell' Etruria, e quelli d' Anxur, edi Camars, che a tempi de Romani furo-no poi Claſium, e Terracina. Sono di quel-la ſchiatta Arezzo, che fu Arez, Artena,Hadria, Aruns, onde i noſtri Aruſnati,Arnon, fiume anche della Moabitide, ed
raue
e
altri. Come la Geografia è un' occhio dell'2 5
Iſtoria, cos] queſti nomi, ed altri, che ſiſcopriſſero, potrebber ſervire di ſicura ſcor-ta a rintracciar origine de primi, che adabitar I' Italia ſen vennero. In tal primadeſcrizione ſarebbe da partir l' Etruria dimezo in dodici parti, in dodici parimentequella di la dal Tevere, e in altre dodiciper autorità di Strabone quella di qua dallApennino: già che gli Etruſci in ogni luo-90 ove ſi portarono, cosl ſi diviſero; bencon ciò dimoſtrando il patrio iſtituto, e divenire da quelle parti, dove in dodici tribꝭiS eran diviſi i diſcendenti d' Iſmaele figliuold' Abramo, e in altre dodici quei di Giacob-be. Della parte di qua il nome di Felſinaoi ha conſervato Plinio, che a tempi Ro-mani fu Bohonia. Sarebbe da far rifſeſſioneancora a i molti nomi di luoghi, e di po-poli, ch' ei dice pin volte erano già da grantempo mancati, e diſtrutti; einquanta trene recita, chꝰerano ſtati ſolamente nel La-210 antico, e de: quali orma non vera piu.Non ſi dovrebbe ancora laſciare inoſſervatoSolino. Ma Città, o genti Pelaſghe deb-
bonſi creder quelle, che in monetè anterio-
ri a 1 tempi Romani fanno i lor nomi incaratteri Latini, quali eſſer gl iſtelſi che queide' Pelaſghi, ſi& da noi moſtrato trattan-do degl' Itali primitivi, Sibari altresl, e al-tre Greche Città ſi nominano in Plinio, ein altri, come già da immemorabil tempoſvanite. Da queſta parte Greci, o Aſiati-ci popoli venuti fin nelle incognite eta, fu:rono oltre a gli Etruſci i Veneti, e Euga-Adria, Mantova
: do-
lib. F.
.. 15.
J 3. 4 F.
intortore
ine veſtisg.
ca. 7.
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1
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