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ſce da Tolomeo, il qual diſſe de Cenoma-
een hi, com' erano ſotro la Venegia. In oltre,
Obe. che foſſe al Chieſio il principio della Vene-
vi, Zia propria, pare poterſi arguire da una la-pida, che ſi conſerva a Bedizzolo, e fu qui-
vi ſempre, poco lontano dalla via maeſtra
d' oggi giorno, e dal luogo ove fi paſſa il
fiume. Fu queſta a onor di Valentiniano, e
di Valente dalla Venezia eretta; e dell' eſfer-
v. 15 ſi in un villaggio eretta memoria onorificaee a gl' Imperadori in nome della Venezia tut:Vegetis ta, non pare, ch'altra ragione addur ſi poſ-6% da, ſe non leſserquivi ſtata la ſua frontie-ra, e il primo Vico, che pafsato il Chieſio
ſi preſentava a chi per quella parte veniva
in eſsa. La larghezza della Provincia fu
tra“ Alpi, e mare, indi tra l· Alpi, e
Po; nè verſo il mare rimanea gia circoſcrit-
ta dalla prima delle foci di quel fiume det.
to Veneto da Properzio, ma ſolamente dall
ultima chiamata Padufa, foſsa, e palude 5
che s appreſsava a Ravenna: il che dimo-
Beli ſtraſi da Procopio, e da Caſſiodorio, l uno3.1.*. e. A dien 8G. e altro de quali dichiara, come arrivava
4 155. 5 9Var, l 2. la Venezia fino a Ravenna. Per tanta eſten-
24. ſion di paeſe cinquanta Città attribuiſce al-
ies la Venezia quella Deſcrizione in verſi giam-ee, bici, ch' altri rede di Marciano d' Eraclea,
n al. ccd altri di Scimno da Scio. Biſogna avver-des, tire, che in queſto quarto fecolo di cui par-
liamo, la Provincia cominciò a dividerſi in
alta, e baſsa, o ſia ſuperiore, e inferiore,
e a nominarſi però nel numero del piu. Le
G Jentzie troviamo adunque in qualche lapi-433. 4. da, e in Caſſiodorio, e in Sant' Ambrogio.Ib. 5. in Zolimo nomina Yu α li altra Vene xia;&
En, nella Notizia ſi nomina la Vencsia inforiors,
regiſtrandoviſi il Procurator del Ginecbo Ad ili.leieſe nolla Venezia inferior“. Giudicò il Pan-cirolo, che per inferior Venezia s intendeſ-ſe dal Tagliamento iu là; ma& credibile ar-rivaſſe fino alla Piave, o fino al Sile: peròil Paſtrengo diſſe poi, che la Venezia era
dall' Adriatico all' Adda, intendendo della
ſuperiore.
Inſigne lapida abbiam nel Mufeo, erettada un Centurione golla Coorte primæ di Citta.
2215 diu Romani Ingenui in onore di Cecilio Cid.Co Vicblegato della Provincia Rexia, VindiliN cia; e Valpenind. E qui da oſſervar prima,come tal valle non ſi nomina, che in que.
ſta lapida: quando non ſi voleſſe credere
cosl trasformato il nome della Valtelina,&
facile, che s' intendeſſero con tal nome i
. l. gioghi Penini di Tacito, el“ Alpi Peninedi Plinio, che venivano à congiungerſi conle Retiche Benchè nel marmo, forſe per
error, ſia ſcritto Poenina, con ragione ne-
ib, 21.
gd Livio, che tal nome ſi originaſſè dal pa-laggio de' Pen, e d: Annibale. E aſſai pin!
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credibile, che nella lingua degl' Itali primi-tivi tal voce ſignificaſſe ſommità, o coſa al-tiſſima; e che quinci il nome d' Apennino,e quinci rimaſe alla lingua Latina le voci dibpinna, e di pinnaculum. Pereiò nella più al-ta cima dell' Alpi veneravan que: popoli ilſimulacro d' un Dio(come erediam debbaleggerſi) cui nome davano di Pennino perteſtimonio di Tito Livio. Il noſtro marmo,che nominando il Procurators digli Auguſti,ſi conoſce poſteriore a gli Antonini, diſtin-guendo la Vindelicia dalla Rezia, moſtraquanto ſia falſo, che la diviſione delle Re-zie in Prima, e Seconda veniſſe da Adria-no, come parve al Velſero; poichè ReziaSeconda fu detta la Vindelicia quando alVicario d'Italia le due Rezie fur ſottopo-ſte, con che la ſua Dioceſi arrivò fino alDanubio, e la Città d' Auguſta compreſe.Siccome diſſe Plinio trattando dell' Italia,eller difficile per le replicate variazioni, po-ter fiſſare le origini, e i ſiti, cos! avvienmolte volte nell altre parti ancora. La Re-2ia fin ne prim' anni di Tiberio arrivavagià a confinar co Svevi. In tempo di Gal-ba era amminiſtrata da un Procuratore. VIſi tenea corpo di truppe ordinariamente,Ale,& Coorti Retiche nominando Tacito, edEſercito Retico avendoſi nelle Medaglie. Manon poco mette in penſiero l' eſſerſi trovatala lapida del noſtro Ciſiaco Vicelegato del-la Rezia, e della Vindelicia a S. Fiorano inValpulicella. Diſſe Strabone, che arriva-vano i Reti i all Italia ſopra Verona, 6 ſo-pra Como; e Dione, che tenevano fino allAſhi Trentino proſims all Italia. Ma dovre-mo arguire da queſto marmo, che al Preſi-de della Rezia una parte del Veroneſe foſ-ſe ſottopoſtaꝰ che quella parte foſſe vera-mente tenuta per Rezia, lo moſtra il famo-ſo vino, di eui parlammo nel fine delb' an-terior libro, il qual facea nel Veroneſe, eſi dicea Retico: nè com altri ha penſato, puòcrederſi, che cosl ſi chiamaſſe per eſſerſifatti venir dalla Rezia i tralei dell' uve, nelmodo che a cagion d' eſempio i chiama Ca-labreſe un vino, che fa in Sicilia; poichènon par credibile, che ſi foſsero cercate uvenell Alpi. Che il noſtro diſtretto parte foſ-
ſe computato co Reti, e parte co Veneti,
ſembra indicar Plinio, il qual forſe non dellorigini ma del ſito inteſe, quando diſse eſ-ſer Verona de gli Euganei, e de' Reti. Mala porzion di Rezia, ch' era in Italia, o cheall' Italia era contigua, ed anneſsa, nienteavea che far co Preſidi anticamente, ondeTrento, e Feltre furon di ragione della Re-gion decima; e non& poi da dubitare, ch.anche nella diviſion Coſtantiniana della Ve-
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Jil. 21fed ab eo,tenſummmo ſa-crat umverti ceOc.. aDeo
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Tac. Ann.eHit. J. 1.2
J. 3. 6. 5.
Lib. 4.
lib. 5a.
nezia non foſsero. Or come dunque a un
Pre-