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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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187-188
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Tac. Ann.J. 3·

PD. ib. 1.1. 1 6.

1 9.Cod. lib. 1.7. 40.

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Fam. l. 13.

2 62.

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vio, nè ſarebbe rimaſo in libertà di depo-ſitare i conti in altre Città pur che foſserodelle grandi. In tempo di Tiberio volleCecinna far decretare in Senato, che non ſipoteſsero condurre in provincia le mogli, manon fu ricevuta la ſua opinione. Se pren-diam per mano il corpo Civile, intorno a- do-

veri dee Preſidi in tre ſoli Titoli oltre a cin-quanta legęi ci ſi preſentano, niuna delle

quali reſidenza impone in una Città pid chein altra; ma ben s impone loro allincontro

d' andare in tutte, e in tutte eſaminar la

condotta de' lor Magiſtrati, e bamminiſtra-zione delle lor rendite; viſitar le fabrichepubliche, e far condurre a fine le incomin.ciate a miſura delle forze d' ogni Citta; of-

ſervare i magazini de' grani, e far perqui-

ſizion de i delitti: con che ben ſi manifeſta,come impoſſibile ſi rendeva il poterſi trat-

tener molto in veruna. Quindi&, che il fer-

marſi nella Metropoli nazionale non ſi aſcri-veva a merito, ma a delitto. Di

in Siracuſa; e poco dopo non meno, perchè

vi paſsava il pid caldo tempo della ſtate,

non girando, e non viagglando, com' eraſuo dovere, ſe non in tempo dolce. Veracoſa&, che nell' inverno conveniva per for-22 fermarſi, ma non ſi può inferir da cidreſiden⁊a per tutto Pannoʒ e tanto piu, chein arbitrio de' Preſidi rimanea la ſcelta delluogo, e che ſpeſso ſi dividea da eſſi queltempo ancora. Cosi del Legato Conſolarèdella Spagna Tarraconeſe dice Strabone,ehe ſoennaa no luogbi maritimi, e princi pal.mente in Cartagine, e in Tarracona, tenendbqulbl ragione. Cicerone mentr' era Proconſo-le di Cilicia, ęirò ſempre qua e la, comei vede dalle ſue epiſtole, e ſolamente perdue meſi e mezo d' inverno trattenneſi nonin Anazarbo, o in Tarſo, ch' erano le prin-cipali Città della Cilicia, ma in Laodicea,che fu un' accidentale appendice della ſuarovincia, cioè una di quelle Città d' Aſiache le furono quell' anno aggiunte, tra leuali ancora molto maggiore, e pid ſplen-dida Città era Apamea, come da Strabo-ne s impara. In Laodicea nè purꝰ era Pre-ſia Palagio publico, onde Cicero-

torio, o 3„ne in caſa d'un ſuo bene volo preſe oſpiaio.benchè ſe

Cos non era a Smirna nell Aſia,

ne chiamaſse Metropoli, onde andatovi An-

tonino mentrꝰ era Proconſole, in caſa di Po.lemonè aſsente ſi poſe, e ne fu fatto uſcirda lui, che tornò in quel tempo, comè rac.conta Filoſtrato. Secondo le idee preſentiil Rettor della Grecia a cagion d' eſempioſi crederehbe toſto, che riſedeſse in Atene,

DELL ISTORIADI VERONA

5 na a 1 queſtoCicerone accuſa Verre Pretor di Sicilia pillde una volta, e nelle ſettima inyettiva, ama-ramente Jo deride, perchè paſsava il verno

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Città, che primeggiava per ogni conto;quando in eſsa per eſser Città libera il Pre-ſide nè pure entrava.

L' evidenza di queſti fatti ho oſserva-to in ragionando talvolta, che fa ritirarechi pur vorrebbe alla univerſal prevenzio-ne ſalvar l' onore, nell età inferiori, conce-dendo, che cos! foſse nell alto ſecolo, macambiaſse poi procedendo i tempi: la qualritirata noi con I iſteſsa facilità renderemoinutile, e vana. Plinio il giovane ſotto Tra-ano fu Preſide della Bitinia, Provincia, cheſi ſtendeva ſopra; Euſino, e comprendeain quel tempo l' Iſole della Propontide, laPaflagonia, e gran parte del Ponto, e arri-vava da Oriente ad Amiſo, e da Occiden-te avea un piede in Europa per eſserle an-neſso Biſanzio di là dal Bosforo. Delle let-tere in tal tempo da Plinio ſeritte, le po-che nelle quali ſi riconoſca il luogo, lo mo-ſtran ſempre in Città diverſe, e quel ch'&piu, ne appar talvolta, come quelle dalliſteſſa Città non furono ſcritte ſeguitamen-te, ma che vi era tornato diverſe volte. Laprima dimora fu in Pruſa, prima Città,ch' entrando in Provincia, ſi preſentaſſe,dove a varie coſe provide. Dall' altra Pru-ſa par che ſeriva altre volte, e ſcrive anco-

ra trovandoſi in Amiſo, in Amaſtri, in

Apamea, e da Sinope, e da Giuliopoli, eda Claudiopoli, e da Biſanzio, e da Ni-comedia, e da Nicea, d' affari in ognuna

ſpediti facendo motto, e ſenza vederſi

indizio che nell' una pid che nell' altra ſitrattenelle: anzi& indubitato, che in Ama-ſia, in Eraclea, ed in altri inſigni Città pidcoſe avrà parimente operate, benchè me-moria nelle epiſtole non ne ſia rimaſa. Manon ſono in queſta ricerca da tralaſciare gliAtti de Marxtiri, ne: quali in per petuo mo-to ſi veggono i Preſidi, e ſempre in varieCittà. Oggi giorno tutti i rei, che foſſero invarie parti della provincia preſi; e che dalGovernatore doveſſero eſſer ſentenziati, ſipedirebbere toſto alla Capitale; ma allorafi riſerbavano in ogni Città fo alla venuta40 P, eſide, come parla!' Epiſtola delle dueChieſe Galliche ſopra il Martirio di S. Po-tino. Perciò Probo, che reggea la Panno-

nia, ricevuto da Diocleziano l' ordine per

la perſecuzione, ſimò di dovers andan giran-40 le circonvicinb Cittd, per farne perquiſi-zione, come ſi ha negli Atti di S. Pollione.Ne' pochi Atti raccolti dal P. Ruinart co-me pin ſicuri, e in Teodoreto, e in alcunaltro Martirii ſi veggono fatti eſeguir da-Preſidi in pid di quaranta Cittaà, che nonfuron mai Metropoli di niſſun genere. An-2i la neceſſità, che aveano d' andar giran-do, cagionava ſoyente, che ſi 1 con-T

Lib. 10.

Eu. Hiſ.Ec. l. 5.C. I.

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