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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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195Preh. gatia dblli Met ropoli ſotto Romani foſſi d. ef,8 ſer Cabit ali della Provincia,& ſedi dil Roma.

5375 20 Preſide, come inſegnò lo Spanemio tra

U altri, e ſi è ſtimato comunemente; e

quanto ſiano bem appoggiate le ſentenze in

quiſtwoni importantiſſime ſopra tal ſuppoſtofondate.

Non permette l'aſſunto d' inſiſter pid alungo in queſt argomento con farſi a ſven-tarè obiezioni, e difficoltà. Ma eſſendoquanto ſi& detto ſul general compleſſo dellantica Storia fondato, e ſu gl' iſtituti delgoverno Romano eſſenziali, e invariabili,e ſopra le leggi, non è da credere, checon pochi qua e IA ricercati paſſi poteſſediſtruggerſi, benchè oſcuri foſsero, e dif-ficili, poichè qualche volta la vicinità dellecoſe le fa in pid modi confondere inſieme.General riſpoſta alle difficoltà tutte ſi&,che baſta ſeparar le idee, e acutamenteguardarſi da equivoci. Non vi è luogo, cheà prima viſta ſembri a queſta verità pidcontrario, del decantato di Sparziano Ovedice, che avendo Adriano in odio gli An-tiocheni, pensò di ſeparar la Fenicia dallaSiria, acciochè Antiochia aon foſſe dortaMer ropoli qi tante Cittd. Loeſſerſi qui ſecon-do Puſo di Metropoli Romana inteſo hakatto imbrogliare molti grande uomini inſelve d' inviluppate quiſtioni; di che da

quanto nota ſopra queſto paſſo il Tillemont

Nose 23. pud prenderſi ſaggio. Ma dopo quanto ſi&in ddr. detto, chi non vede ora, che la Metropo-lità, cui voleva Adriano riſtringere, era lanazionale? il minorar la provincia Roma-na ſarebbe ſtato pid toſto offeſa del Preſi.de, che d' Antiochia. Le Città d' ogni re-8 gione ſolean comporre una Comunanza:NON Auinci nelle Medaglie;/ Comuns de: Mace do-

1, i Comunç de. Feſſali, il Comune de Gd.lati, il Comunò della Bitinia, e quincl ſeriſſeAntonino, come abbiam veduto, alla Co-munità d' Aſia. Anche ne pid antichi tem-3 pi g Lon per cagion d' eſempio eran tredi-vat, vl, ei Città per teſtimonio d' Erodoto, e forma. vano una Republica ſola. Concorrean pe-01 Deputas a ecaſioni, e quivi dopo ridotti ſotto il domi.

nio de Romani trattavano di ſolennità, difabriche, e di varie ſpeſe da farſi in comu-

ne; per lo che lo ſcemale i numero delle

Città ad una Metropoli tanto eta, quantoſcemarle onore, e concorſo. Anche un Pre-

ſide ſi trovd, o foſſe ſtraordinario Magi.

ſtrato, che tentò d' abbaflare Antiochia

con ſublimar Berea: ſe ne lamenta Liba-

Orot. 16. Dio, e dice, che ſe bene la ſua commiſſionnon era di turbar lo ſtato delle Città, conalzare la minor ſopra la maggiore, voleacoſtui, che Antiochia laſciaſſe il nome di

DELL IS TORIA DIVERONA

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Metropoli, e il ſuo Conſiglio foſſe a quel-jo di Berea ſubordinato: ecco b'effetto dital'onore. Che parimente di nome, e di-

nità anche Sparziano intendeſſe, e non direſidenza di Preſide, o ſimil cola„indicaegli ſteſſo eſprimendo, che ſpiaceva ad A-driano, foſſe detta Metropoli di tante Cit-tà. S. Gioan Criſoſtomo la chiama cabo 6madre di tutte le Città Orientali, e Liba-nio Antiocheno Metropoli di tutta I' Aſia;ma nel Panegirico che ne fa, e nelb altreOrazioni ove la eſalta, non tocca mai direſidenza fiſſa del Preſide Romano, cheſarebbe ſtato allora il pregio pid importan-te di tutti. Scrive Strabonèe, che vi eraPalazzo per chi reggeva il paeſe; ma do-vea eſſer gi fabricato da i Re, onde lochia ma Reggia, come col nome iſteſſo chia-ma il Palazzo, ch' era in Gerico. Mala-mente ancora fi fa ſempre forza in alcunepoche, e ęgrandiſſime Citta, le quali perJ infinita frequenza di popolo venivano acomprendere in ſe una gran parte della pro-vincia, e talvolta condizioni aveano parti-colari, come Aleſflandria, che per eſſer'uſaprima a vivere in ſervitù ſotto i Re, nonavea Decurioni, n& proprj giudici, ondein eſla un Giuridico riſedeva mandato dall:Imperadore; finchè ſotto Settimio Severogli Aleſſandrini formarono Conſiglio anch“eſſi, e ſi eleſſer Curiali. Un altro equivo-co pud altresi naſcere, di cui non ſi& fattafin qui parola. Non biſogna conſondere leProvincie con le Dioceſi, ch' eran compleſ-ſi di pid Provincie, ne ĩ Preſidi co Vicarj,o con maggior' ufizio, che a une altra ſpeziedi Capitali potè dar principio. Pin paſſiabbiamo ſpezialmente nelle leggi, cheinſegnano, come il Prefetto del Pretorio d.Oriente ſtava in Coſtantinopoli, quel dellIIlirico prima in Sirmio, poi in Teſſaloni-ca; quel delle Gallie prima in Treveri, poiin Arles; e quando Giuſtiniano iſtitul ilPrefetto del Pretorio d Africa, la ſua ſedt,

diſſe, ordiniamo ſia in Cartagine; è cosl vol-

le, che quel dell' Illirico in Giuſtiniana dalui fabricata ſi traſportaſſe. Ma queſto ap-punto moſtra, che molti teſtimoni nonmancherebbero anche delle ſedi decretatea Preſidi, ſe tal obligo aveſſero avuto. Or.dind ancora Giuſtiniano, che alcuni Duciſteſſero di preſidio in certe Città, e tra eſ-ſi in Cirta, o ſia OCoſtantina, ch: era la me-tropoli nazionale, quel di Numidia; manon potea da queſto dedurre il Noris, chedoveſle riſeder vi il Conſolare, ch' era cari.ca diverſa, n parimente potea dedurlo dallavere una volta ſcritto S. Agoſtino al Veſ-covo di Cirta, che trattaſse col Conſolare.Quanto a Vicarj delle Dioceſi non ſi vedein

Hom. 3.al Aut.

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Spart. inLo v.

lib. T. lit.30. cut uuðſede n 71.bemus e ſſeCant hagi-Ae ins.Nov. 11.

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