in Pſeu-Aon.
J. 29. c. 6.
99ne non primeggiaſſe ancora. Ma dentro ilſecondo ſecolo Criſtiano avanzò grandemen-te. I Marcomani invaſero I' Italia da quellato. Un paſſo di Galeno, ove tratta 4%li ſuoi, ci fa ſapere, come gl' ImperadoriMarc' Aurelio, e Lucio Vero paſſarono inquella Città tutto l'inverno, per eſſer pron-ti a primo tempo contra Germani, in eſſaeſſendo da loro quel famoſo Medico ſtatochiamato. Altro di Luciano in un de' ſuoiDialoghi c' inſegna, come gran rotta avea-no avuta i Ronlani con morte di venti mi-la, onde poco mancd Aquileia non foſſepreſa. Aſſediata in quella guerra la dice an-
che Ammian Marcellino, ed eſterminato
Oderzo. Ma poichè preſero miglior piegale coſe, Marco pid volte vittorioſo perſe.guitò i nemici in Pannonia, e ſoggiogd deltutto eſſi, ed altri feroci popoli, come dalcompendiato Dione. Lucio Vero incammi.nato verſo Roma, ebbe nel viaggio un toc-co d' apopleſia, e ne mor! in Altino.
Nel terzo ſecolo ancor maggiore diven-ne Aquileia, e ſorpaſsò di molto Padova,
e Verona, non meno per fiorirvi ſempre pill
il commerzio, che per eſſer da quel la-to il tranſito pin frequente. Quando Maſ-ſimino depoſto, e condannato dal Senatoper la ſua crudeltà, venne in Italia furioſa-mente, trovando abbandonata Emona, ein-ſe d' aſſedio Aquileia, che forte per ſitonon dubitò di ſerrar le porte, e di brava-mente difenderſi, come Erodiano deſcrive,
con ſomma fede verſo il Senato, talchè in
in Mar. etBal. qui æSFenatuant Gc.per omnes,reg tons.
tre luoghi ripete Capitolino, che tagliaſſe.ro alle donne i capelli, per fare a gli archile corde. Direttori della difeſa, e Coman-danti furon due Soggetti d' ordine Conſola-re, mandati a queſto fine da Roma, aven-done il Senato ſpedito molti per tutte le ro-gioni d' Italia, affinchè tutte le Città ſi met-teſsero in difeſa; dal che di nuovo ben ap-pariſce, come Preſidi nè in Aquileia erano,nè allora in altra Città, o parte d' Italia.Fu però innanzi le mura da ſuoi ſteſſi ſol-dati Maſſi mino col figliuolo ucciſo; dopodi che venne in Aquileia P Imperador Pu-pieno. Nel racconto che ta Erodiano di quel.la guerra, dice, che fu riferito a Maffimi.no dagli eſploratori, come grandmaCutd d. Italia chiamatæ Apuileia era chiuſa;e dice poi, come vi s' era raccolta quanti-ta di gente per rifugiarſi, benchè comegrandiſſima Citta 5 moltitudine a veſse 8¹⁴edi
proprio popolo, eſſendo quaſi um emporio
in Italia a comodo di tutte le genti IIliri.che, frequentato però da gran numero dimercanti, e di foraſtieri, per l'afffuenzadel vino, e altri frutti della terra, de' qua-i mancavano le Pannonie, e inſieme delle
DELL ISTORIA DI VERONA
200merci ſtraniere ſomminiſtrate dal mare. Mo-ri in Aquileia Quintillo: andò per eſsa inPannonia contra i Goti Aureliano: preſsoeſsa fu ammazzato Coſtantino il giovane,e in eſsa ſi fecero forti due Legioni con unaCoorte di Arcieri, quali eceitate da Nigri-no Tribuno, e favorite dal popolo, ſi di-chiararono per Coſtanzo, e ſi prepararono2 ſoffrir l' aſsedio da Giuliano, animando acid gli abitanti Italiani, dice Ammiano, conche moſtra, che ve mera quantità anche d
IIirici. Lo iſteſso Autore chiama quivi quel
la Città forte per ſito, per mura, e per for-tificazioni, operibuſ dovendoſi leggere, do-ve opibus hanno le ſtampe; e non nominan-do punto in tal occaſione il Conſolare dellaVenezia fa conoſcere, che in Aquileia nonriſedeva, come in tutte altre occaſioni purſi conoſce. Giuliano, che ſi trovava alloraa Naiſso in Dacia, ſentendo dire, che quel.la Città era ſtata piu volte aſsediata, manon mai preſa, mandò genti, che forte-mente la ſtrinſero. Come foſse da due par-ti attaccata, come dato ſubito in vano un'aſsalto, e non trovandoſi il terreno a propo-ſito per machine, e cunicoli, foſsero poifatte torri di legno piii alte de propugnaco-li, e poſte ſopra barche congiunte ſul Na-tiſone, che paſsava lungo le mura, veniſ-ſero con fuochi lanciati acceſe, e fatte pre-cipitare; e come di parte e d' altra ſi com-batteſse pid volte ferocemente, Ammianodeſcrive. Inteſa poi la morte di Coſtanzo,ſi Iaſciaron perſuader gli aſsediati d aprir leporte, e di conſegnar Nigrino, ch era ſtatoil primo autore di tanto danno. Coſtui po-chi giorni dopo fu legalmente ſentenziato,e cos due Decurioni Aquileieſi, da Mamer-tino, Prefetto del Protorio por lu Illirico, co-me lo chiama Ammiano pochi verſi dopo;i che merita rifleſſione. Nella ſteſsa Cittatu poi ucciſo Magno Maſſimo Tiranno, chedopo aver vinto Graziano guerreggiava con-tra Teodoſio. Quanto frequente foIse il paſ-ſaggio degl Imperadori, e la dimora inquel-J Gitte, moltrano le molte leggi quivida-te da Coſtantino, Coſtante, Graziano, Teo-doſio, e da Onorio, e da tre Valentiniani- Lafrequenza d'eſereiti a quella parte quaſi ne-ceſsario, e I affluenza del commercio reſefacile il battervi moneta, e tenervi caſsapublica: perd il Procuratore ulla ZeccaAgquileieſe, e il Prepoſito d. Toeſori q Aqui.leia veggiamo nella Norigia tra gli Ufizj dell.Imperio. Armata navale vi ſi teneva anco-ra, quando la ſteſta Notizia fu ſcritta, chenomina/ Prefetio alla Claſſe de Venti adAfluileia: non già perd fin da tempi d' Au-guſto, come credè il Pancirolo per avereequivocato dall oppido Forogiulisſe nominato8 da
Aur. Vic.Epit.
2 1. C. 12.Ir alicosinc
P ant. aNot. bag148.