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Bell. Goth.J. 2. 6. 7. g
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da Tacito, ch' è Frejus di Provenza„ al no-ſtro Forli Iulii: Auguſto non poſe Claſseche a Miſeno e a Ravenna. Con ragioneadunque la computò Auſonio tra le pid il-luſtri Città dell' Imperio, e non le antepoſein Italia ſe non Roma, Milano, e Capua,lodandone il porto, e le mura; ma avendo-le aſsegnato tra le diciaſette, di cui fece elo-210, il nono luogo, avvertl, che b avea meſ-ſa cos innanzi, non perchè doveſse vera-mente precedere a tutte quelle chi eran do-po, ma pel merito recente dell' eſser in eſ-ſa ſtato trucidato Maſſimo ucciſor di Gra-ziano. II miſerabil corſo dell' umane vicen-de fece, che cos! famoſa, e nobil Città amezo il quinto ſecolo veniſse da Barbaripreſa, e affatto deſolata, talchè cent: annidopo afferma Giornande, che appena ne ri-maneano i veſtigi. Della ſua ampiezza,ricchezza, e popolazione fecero memoriagli Serittori anche dopo la ſua ruina, comeſipgolarmente appare nel Proemio d' unaNovella di Giuſtiniano; il traduttor dellaquale falſi concetti per altro introduſse con
la ſua falſa verſione, che molto ei ſiam ſem-
re maravigliati, ſia ſtata ricevuta univer-ſalmente. Il Greco veramente ſignifica co-me ſegue: Aquileia, Cittd Occidentale gran-
aſima, e che ſpeſß volte fu dag. Imperadori
abitata; ma la traduzion Latina viene a dircos: Aquilbia, la pid grands di tuttè lo Cit.2% d Occidtnte, che molte volig co le fte ſſeReali Cittè contraſiò. Non ſeppe l' interpre-te, che il ſuperlativo in Greco, benchè ooſecondo caſo appreſso, non ſempre ha for-za comparativa come in Latino, InſegnaEuſtazio, che quando Omero chiama Chi-rone giuſtiſimo dg i Centauri, non vuol diregiuſto ſopra gli altri tutti, ma giuſto traeſſi. E già ſtato avyertito, ch' oye ha Tu-cidide voc altiſima di tutte, non altro vuoldire che molto alta. Poteaſi egli crederetanta ſciocchezza in chi ſteſe la Coſtituzio-ne, d' aſſerire Aquileia maggiore anche diRoma? e di ſognar ſuoi contraſti con leCittà, ch'erano ſtate ſedi de i Re? primadello Cittd Occidontali per grandes xa, per po-bolagione,& pon ablondanda arrivò a dir Mi-lano Procopio, ma do- Roma.
Qualunque però ſi foſſe Aquileia, che
Capitale di provincia Romana eſſer non po-tea, quanto ſiè detto rende a baſtanza chia-
ro. Vien' addotto per provarla tale leſſer-
viſi battuta Moneta, e tenuta caſſa publi-ca; il che per 1 iſteſſa ragione delle frequen-ki ſpedizioni nella Pannonia, e dell' eſſerluogo forte, fu comune anche a Siſcia, me-diocre Città al Savo, che non fu Metro-poli di ſorte alcuna: in Siſeia pure mettela Notizia un Procurator della Zecca, e un
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Prepoſto de i Teſori come in Aquileia. Vien'addotto, che quando il Senato Romano do-po b'elezion di Tacito diede parte in moltipaeſi delb aver ricuperato il glus di crear glImperadori, tra le gran Città, alle Curiedelle quali ſcriſſe, fu Aquileia ſecondoVopiſco: ma che a quelle non foſſe ſcrittocome a Metropoli Romane, ſi rileva dalleller tra I altre Atene, e Corinto, le qua-Ui erano della provincia medeſima. Cos l-Imperador Giuliano ſeriſſe a gli Atenieſi, agli Spartani, e a, Corintii. Si mandavanoanche le leggi alle maggior Città, e alleMetropoli nazionali, perchè da eſſe ſi pro-pagaſſero nellꝰ altre. Ecco però quale ſpeziedi Capitale foſſe Aquileia, benchè tal tito-Io dagli Antichi non le foſſe dato, e& purda Procopio, che a piꝭ altre lo diede, echeCitrta maritima, grande, e pitna di popolo ſola-mente la diſſe. Metropoli, e Capo della Ve-nezia la chiamarono ſolamente Giornande,e Paolo Diacono, o intendendo di Metro-poli regionaria, o perchè gli autori baſſi ſe-condo I' idea de' tempi loro delle antichecoſe favellano. Chiamaſi cos anche nelCronico Paſcale, conoſoiuto già da tutti
Zoſ. lib. 3.
Bell.Vand. J. 1.c. 4.
per un centone di varie mani con pid con.
tradizioni, e in cui crede il Goar aveſſeparte per ſona poſteriore a Fozio. Non è co-ſa da farne conto, fuorchè per Conſolati,che fu il motivo, per cui b adoprò Panvinio,e in queſti ſteſſi quanto ſia erroneo, oſſer-vd tra gli altri il Baluzio: pid lepidezze con.tiene quel capo medeſimo, ove Aquileia ſinomina. Non è per altro da dubitare, chequella Città Metropoli della ſua regione nonfolle, cioè de Carbi. Fuor dts conſini dellaVenbaia la diſse Strabone, il che fu ripetu-to da Euſtazio ſopra il Periegete. Ne' Car-ni, quali inſieme co Veneti diſse Mela abi-tar la ſiniſtra parte della togata Gallia, lapoſero parimente Plinio, e Tolomeo. Madopo computati i Carni co. Veneti, Aqui-leia fece figura di Metropoli anche dellaVenezia inferiore, e creſciuta a diſmiſuranel terzo, e nel quarto ſecolo, benchè Ve-rona, e Padova foſsero ſtate già gran Cittaprima che Aquileia naſceſse, le ahanzò tan-to di popolazione, di concorſo, e di Aechez.za, che venne a eſser conſidet:gionaria Metropoli della Vene tutta. Ma
per quanto è del governo Romano„ ſe foſ-1e ſtato in uſo di ffllar Capitali, non ſi ſa-rebbe nella Venezia ſcelta Aquileia, ch eranell'eſtremità di eſsa e troppo però contra-ria a quel comodo Ae popoli, che era il pri-mo ſcopo. Non pochi hanno arguita reſiden-2a di Preſide in una Città, per eſserviſi ſco-perta Iſcrizione à onor di Conſolare, o diCorrettore inalàxata. Se tale argomento va-leſſe,
4d lib. deMort.
lib. 5.
onſiderata come re.