Miſe. lib.15.
orn. et.6. 46. cumAuguflulo
perbit.
Jih. 16.
Pra. inEecb.
Haul.Didc. l. 2.c. 5 · Got hispoti u ſer-virs quamGræcis.
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to, o approvato, e che riconobbe il Sena-to Romano per fonte dell' eſier ſuo, e checontinuarono in tal grado i diſcendenti dicoloro, quai furon da Romani all' Impe-rial dignità ſublimati. Ceſſato tutto queſto,e cambiata lingua, luogo, governo, e co-ſtumi, diventò quel di Coſtantinopoli Re-gno Greco, formato bensi con provincie giàſoggette a Roma, ma il cui Imperadorenon eſſendo più capo del popolo Romano,e non mantenendo più con la ſua applicazio-ne, e col ſuo valore la libertà, e il domi-nio all' Italia, e a Roma, Imperador Ro-mano non potea mai pretenderſi ſenza unaridicola ripugnanza ne i termini. Vero&bens, ch'elſendo lor continuato aſſai tem-po il dominio di Roma, continuarono i ſom-mi Pontefici a trattar que Principi da capidella Republica, e come Imperadori Ro-mani; non però perehè foſſero, ma per ec-citargli a moſtrarſi tali, per averne difeſa con-tra Longobardi, per l' antica conſuetudine 5e per la neceſſità della ſoggezione. Queſtaverità, che ora forſe a taluno potrebbe pa-rer nuova, fu conoſciuta ottimamente ne-tempi antichi: poichè dove ſi parla d' Au-guſtolo, che ful ultimo degl' Imperadori oc-cidentali, I' Iſtoria Miſcella, Marcellino nelCronico, Giornande nell' opera di Caſſiodo-rio che compendiò, e in quella, che da ſeſcriſſe, chiaramente dicono, che con eſſoImperio Romano por, ed ebbe fine. Il Con-tinuatore della Miſcella, ſendo ceſſato allo-ra I Imperio dolla Cittd di Roma, cominciòa laſciar P epoca della ſua fondazione, e avalerſi della Criſtiana. Già con la ſola pre-ſa di Roma eſſerſi troncato all' Imperio Roma.no il capo, avea detto S. Gerolamo, e ſen-za capo non c'è piu vita. Vera coſa&, ch
1 Sreci cominciarono a chiamarſi Romani,
ea dar nome di Roma a Ooſtantinopoli] 1nomi avendo ritenuti ancora di Conſolo, e
d' altre digbita Romane. Ma ſe l' eſſerſi iGreci nel baſſo ſecolo cambiato nome, e ſeaver ritenute alquante Latine voci, poteaaver virtëᷣ di far diventare Italia la Tracia,e di trasfondere i diritti di Roma in Seaszio, virtù magica era coteſta aſſai piu mi-rabil per certo della ſognata una volta ne inomi. Perchè foſſe Imperio di Roma, do.vea ſenza dubbio imperar Roma e da eſſaderi varſi negl' Imperadori J'autorità: or CO-me dunque potea eſſere Impero Romanoquello d una ſtraniera naz ione, che metteaRoma in ſervitu, e che quanto poſſedea inItalia ſottoponeva a un Governatore? Con-tra Narſete diſſero i Romani 5 er loro Pilstilt ſervirg 4. Coti, che 4: Greci: giogo diſervit u quello de Greci era adunque, nien-te meno, anzi pin gra voſo di quel de Go-
DELL IS TORIADIVERONA
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ti: or come mai col titolo d Imperador Ro-mano poteaſi poi pretendere d'aver ragioneſopra P'Italia, e di farla ſerva, quando ilvero Imperador Romano libera all' incon-tro l' avrebbe coſtituita, e dominante ſu laltre genti?
Da tutte queſte premeſſe il Lettore ac-corto ben vede ciò, che per boriginaria Li-bertà di Venezia ſe ne deduca; e ben rico-noſce, venirne in conſeguenza neceſſaria-mente, che ſe negli ultimi reſpiri, e con-vulſioni, che pati la Republica da Valen-tiniano terzo ad Auguſtolo, e tanto pid ſedopo la morte di queſto, gente fu in Italia,che ſapeſſe raccoglierſi in ſito per natura, eper induſtria da ogni aggreſſione ſicuro, equivi fondar governo, ſtabilir leggi, vinco-lar ſozietà; quella ſozietà, e quel governonacquero liberi interamente, e giuridicamen-te: non potendo eſſere ſtati gravati di ſog-gez ione all' Imperio Romano, che non c-era pi, e non al Greco, ch' era dominioſtraniero, e non avea però in Italia altrodi-ritto, che quello poteſſe naſcer dall armi.Egli è manifeſtiſſimo, che preſa replicata-mente, e ſoggiogata Roma, e del dominioprivata, e dell' Imperio ſuo, nè Greco Im-peradore, nè Re barbaro gius ebbe in Ita-lia veruno, ſe non per via di conquiſta.Gius però, o dominio nell iſole Venete nonci fu chi aveſſe, perchè contra di eſſe for-ze maritime non ſi moſſero: e tra per la dif-ficoltà del ſito, tra per non venir conſide-
ata una Città, che nè pure avea proprionome ancora, e una gente, che si poco ter-reno occupava, e queſto per' avanti abban-donato, ed incognito, rimaſe il nuovo po-polo in piena balia di ſe ſteſſo; nè fu chiper nome di Principe alcuno all' inſtituzionedel ſuo governo, e all' erezione delle ſue di-gnità preſedeſſe. Alla dimoſtrazione, chenaſce dal tempo, altra ſe ne può aggiunge-re deſunta dalle perſone. Chi furon coloro,che a cos fatta fondazione poſero mano?furon gli abitanti d' Aquileia, di Padova 2di Verona, e dell' altre Città della Veneziapiii eſpoſte a' barbari; vuol dire Italiani,ch era quanto dir liberi per natura, e incor-porati alla Republica Romana diſtintamen-te, e fin dall'antiche età; e vuol dire Cit-tadini Romani di quelle Colonie, che ab.biam veduto da Strabone, da Polibio, eda Caſſiodorio, com erano le pi inſigni tratutte P'altre d' Italia, e di Nobili Romaniripiene. Or chi potrà negare, che sl fattagente, poichè Roma, ch era il capo dellaRepublica, ſi vide a terra, diritto non aveſ-ſe di uſare og arte per conſervarſi libera?Chi potrà negare, che ſe trovò modo d' aſ-ſicurarſi dall'armi, e dalla ſervitu de' bar-
bari,