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Africa, il Senato cred Imperadori in Roma
Labels Pupieno, e Balbino; e creandone due, ben. moſtro di ſtimare tal ſuprema dignità unMagiſtrato: cosl poi fece de' figliuoli di Ma-
criano. A. Conſoli dal Senato, e non dagl'Imperadori, furon ſempre date le inſegne,
cioè i Faſci, e il baſton d avorio, come in
n Aurel. uml epiſtola di Valeriano ſi legge preſso Vo-piſco. Per la elezion di Tacito ſei meſi dieſemplare, e pio complimento fecero tra
loro' eſercito, ed il Senato: eſsendoſi da
queſto poi mandate lettere in ogni parte,
Perch& tutti i Socii, d à tutte le nagioni ſi
Vb. in Faceſes noto, eſier tornata Ia Republicæ all' anti.% co ſtatoʒ le leggi dal Senato dbverſi prendere,al Senato indirigqar Is ſuppliche de i R& bar.
bari, e della pace, c dhlla guorra gſierſi pertrattare in Senato. Probo chiedendo, che
reſtaſse convalidata la dignità Imperadoria
lui da ſoldati conferita, ſeriſse in queſti ter-
mini: otrimamente Padri coſcritti l' anno ſcor-
% Prob. ſo avvenns, che la voſtra clemenda dliſie alMondo i] Pfincipe, e quoſto dil voſtro nume,
ro, che ſiete veramentc i Principi,& ſempro
Feſte, e ne poſteri voſtri ſarete. Rutilio, Am-.miano, Claudiano, Caſſiodorio„ed altri
di quel tempo, Reggia della libertà, Si-
gnora delle coſe, Padrona dell' Im perio chia-
mano ancora I'Italia, e Roma. Gildone,
che machinava nell Africa coſe nuove, fu
8 da Onorio accuſato al Senato, e da queſton condannato ſoyranamente. Alarico, chevolea Onorio depoſto, aſsediòd Roma, mi-nacciando aſpramente i Romani, ſe noncreavano altro Imperadore: il Senato ſtret-
to dalla fame eleſse Priſco Attalo Prefetto
allora della Città, e gli diede le Imperialiinſegne. Invanito coſtui, profeſsò il dl ſe-
guente di voler conquiſtare tutto il mondo;
46% perd come ſi vede in Zoſimo, non a ſe, ma4 Romani. E queſta ſenza dubbio fu la ra-gione, perchè nè Odoacre, nè Teodoriconon vollero chiamarſi Imperadori. Chemancava a Teodorico per eſser tale nellOccidente? e quanto volontieri non l' avreb-bero acclamato i Romani; e non ſi ſareb-bero con ciò mantenuti nell' antica giuriſ-dizione? Re valoroſo, che non ſolamentepoſsedea l' Italia, cioè il vero fondo, e labaſe dell' Imperio, ma in appreſso la mi-glior parte delle Occidentali provincie: Pan-Jer. bonia con Sirmio, donde ſcacciò i Gepidi;5 5 Norico, ove mandd ordini; Dalmazie, eVas, III. Svevia, alle quali il ſucceſſore Atalarico50, er 16 mandò un de' ſuoi per Governatore; gran
ſubiuga-
24 Ce. Parte delle Gallie, che diſſe aver ſoggieg¹,,
IX 3. e nelle quali Arles lingolarmente fu da lui te-9 8 nuto ſempre; e la Spagna tutta, della quale
Hiſponiam, diede poſeia il nome al nipote Amalarico fan-Proc. Ciullo: in una parola ogni nazion d' Occi-
dente eſſergli ſtata in qualche modo ſogget-ta, diſſe Giornande. Ben ſi credette di ve-derlo fra poco Imperadore Ennodio, quan-do lo chiamd ſalute qblla Republica( ſalus pa-rendo doverſi leggere, dove ſtatus hanno leſtampe) e quando gli diſſe, ch' era ſtatoPreparato 4 governo de Mondo: ma poten-
o egli in virtù delle ſue conquiſte gioire dautorità diſpotica, ed aſſoluta, non volleaſſumere un grado, il quale giuridicamen-te altro non era che un Magiſtrato, e la-ſciava per natura in Republica l' Italia, eRoma.
Riluce da tutto queſto perfettamente,quanto falſa ſia quella volgar'opinione, cheCoſtantino traſportaſſe l Imperio Romanoa Coſtantinopoli. L'Imperio non era in ar-
bitrio di Coſtantino, nè conſiſtea nella ſua
perſona, nè era poſſeſſion ſua, o del ſuolangue: conſiſtea nella Republica, ed eragius del popolo, e del Senato, di cui egliera Generale, e rappreſentante. Anzi nul-la avea egli di ſuo, fuorchè il particolarpatrimonio, che come abbiam veduto ſidicea Fiſco privato. Sede naturale ed unicadella Republica Romana fu ſempre Roma,nè altra eſſer potea. Gl Imperadori non eb-bero reſidenza determinata, e fiſſa, perchèconveniva loro ſecondo il debito dell' ufiziotrattenerſi, dove l'oαοœ/᷑,Fza delle guerrepiu richiedeſſe. Che però Coſtantino ſti-maſſe poter pi facilmente far' argine allenazioni Orientali, dimorando ſul bosforoTracio, e ingrandiſſe per queſto, e nobili-taſſe Biſanzio, qual virtuũ potè mai ciò ave-re per privar Roma del proprio, inſito, edinſeparabil diritto? Potè per queſto Coſtan-tinopoli eſſer mai altro, che una Colonia diRoma, come la confeſſa Pletone? e nonebb' eſſa per grazia di conſeguire il gius Ita-lico, e che le foſſe rinovato da Valentinia-no, benchè già da tanto tempo un degl Impe-radori foſſe ſolito di far quivi dimora? Com-era mai poſſibile di traſportar la RepublicaRomana, e la giuriſdizion ſua ſenza traſ-portar Roma? anzi nei tempi antichi,quando incendiata Roma da- Senoni, e ri-
dotta un ammaſſo di ruine, ſi trattꝭ di mu-
tar ſito, e di paſſare nella Città de“ Vel,moſtrò Furio Camillo, non eſſer ciò lecito,e non poterſi trasferir la Republica ecol traſporto di tutto il Popolo, 185 5 551 Magiſtrati. Or da cid che ſegue. che
uando da ſtraniere nazioni fu finalmentedebellata l' Italia, diſtrutta la Republica,ſoggiogata Roma, IImperio Romano pe-ri, ſi annulld,. eſtinſe. Non continud, enon reſtò vivo in Coſtantinopoli; perchè ilſignor d' Oriente non fu Imperador Roma-no ſe non fin tanto, che da Roma fu elet-
to,
C hot. J. 1.
6. 12.cap. 59.
in Paneg.
Zonar. J.13.
Sn ννBeree vrAer EXN
Orat. debell. Pel.
C. Th. I 1.de i v. It.
Liv. J. 5.