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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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265-266
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Pell.

cap. 32.

J 3. e. 34.elevatus

e Oc.

J 4.0.1 4.

VA. c. 24.

cap. 3.

mentre facean contraſto ancora tante Città

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Pellegrini può vederſi: ma nate dalla falſaprevenzione, ch altro che da Longobardieſſer non poteſſe fondato. Pereiò trovando-Io anteriore ad Autari, rinegaron l' autori-

r— 9

tà di Paolo Diacono, e lo diſſero ineomin-

ciato da- Longobardi nel 568; quaſi nel me-deſimo anno della partenza dalla Pannonia,nella Venezia, e nella Liguria, aveſle laloro armata fino all' altra eſtremità dell' Ita-lia potuto portarſi. Ma perchè dal codiceCaſſineſe di Leon Marſicano ſi vien' a de-durre, come a Benevento era già Duca nel567, fu penſato ancora, che forſe vi foſſevenuta qualebs conturia di Longobardi avantila general moſſa della nazione. La doveſenza tali ſtravaganze la coſa toſto ſi ſvela,avvertendo, come il primo Duca vi era ſta-to mandato da Narſete; ond è, che il Dia-cono non dice, che Zotone poſtovi per Au-tari foſſe il primo aſſolutamente, ma chefu in Benevento il primo Duca Longobardo.Morto Autari in Pavia con ſoſpetto diveleno, i Longobardi permiſero alla vedo-va Teodelinda di rimaner nel trono, e diſceglierſi per conſorte chi le foſſe in grado.Col conſiglio de pid ſavj reſtò eletto da leiAgilulfo Duca di Torino, che fu ben toſtoinalzato ſecondo il coſtume a Milano. Re-gnò coſtui dal 590 al 615, ed ebbe molteguerre, non ſolamente co Franchi, e co-Greci, che Roma, e Ravenna, e molt'altre Città dominavano, e co quali pocoſtette in pace, ma ancora con pid Duchidi Città, i quali gli ſi ribellarono, e ſpe-zial mente di Bergamo, di Treviſo, di Lici-no, e con quel di Perugia, ch era paſſatoal partito de Greci, e finalmente con Zan-grulfo Duca d' Veroneſi, che non meno de-gli altri vinto ne rimaſe, ed ucciſo. Pocodopo da contagioſo mor bo furon grandemen-te afflitte Ravenna, e Verona, di che Pao-lo, ed Agnello fecer memoria. Agilul fo fi-nalmente s accinſe a ſoggiogare alcune Cit-tà della terraferma della Venezia, che s'eran mantenute ſempre, e col preſidio Gre-co contra Longobardi difeſe. Ef. pugnò dun-que Padova, e laſciati andare i bravi ſol-dati, che weran dentro a Ravenna, la fe-ce barbaramente abbruggiar tutta, e di-ſtruggere: gli abitanti ſecondo il Dando-lo parte a Ravenna, e parte ſi trasferironoa Rialto, ad Olivoja, e all' altre iſolette,che la nuova Città di Venezia andavan for.mando. Ottenne non molto dopo anche iCaſtello di Monſelice, che per eſſer forte,come ſituato ſopra un dirupo, comincid al-lora a conſiderarſi molto. Mandò gente adepredar I' Iſtria tenuta da Greci, e infe.ſtata nell iſteſſo tempo anche dagli Avari,

e 266da Schiavoni. Fece pace, e ricevè in ami-t i Duchi di Trento, e di Forogiulio; malece dar morte a quello dell' Iſola di S. Giu-lio, che ſi era unito co Franchi: I' iſolettaL nel piccol lago di Orta poco lungi dalMaggiore. Entrato novamente in guerraco Greci, e ſoccorſo dal Re degli Avari

oon milizie Schiavone, preſe Cremona, e

la fece iuteramente atterrare. Berſello re-

td abbandonato da- ſoldati, poſtovi primaII fuoco. Preſe poi Mantova, che ancor ſitene va, gettati con gli arieti ſue mura aterra, c permettendo al preſidio d' irne ſal-vo a Ravenna. L. anno 64, in cui paſsda miglior vita S. Gregorio, nota Paolo Dia-cono, s grande eſſere ſtato il freddo, chene morirono quaſi in ogni parte le viti. Da-gli Unni chiamati Avari, alcun anno dopogran calamità ſofferſe il Friuli, ſaccheggia-to miſeramente dopo eſſer rimaſo ſul cam-po il Duca Giſulfo. Romilda ſua moglie,ei Longobardi ſopravanzati ſi fecero fortiin pid luoghi di quella regione, che ancorſulliſtono; e ſpezialmente nel Caſtello Foro-giuliano, perduto poi per tradimento di Ro-milda ſteſſa, che del Re nimico pazzamen-te s incapricciòd. L' affetto alla patria ope-rd, che lo Scrittor delle coſe de Longobar-di molto parlaſſe del Ducato del Friuli; etanto più, che per eſſere a confini fu pidvolte guerreggiato dalle proſſime genti. Neabbiam però, come i figliuoli di Giſulfoda Gregorio Patrizio, qual ſi trovava inOderzo, e s' era offerto a fare con' uno d-eſſi Ia ſolennità, uſata in Italia fin da tem-pi Romani, di tagliargli la prima barba,furon traditi miſeramente, ed ucciſi. FuAgilulfo il primo, che a perſuaſione di Teo-delinda abbracciaſſe finalmente la religionCattolica, ed& credibile, che col ſuo eſem-pio il ſimil faceſſe la maggior parte de' ſuoi.

Niegli ultim anni di lui mori Secondo illu-

ſtre, e pio Soggetto in Trento, che laſciòſcritta un' Iſtoria de' Longobardi con mol-

to danno perduta. Dopo queſto Re, cheper 25 anni tenne lo ſcettro, fu meſſo introno il figliuol ſuo Adaloaldo fanciullo conla madre Teodelinda; ma impazzito poi,ſe al Diacono ſi dee credere, o ſparſa talvoce per Arioaldo, come il Ba beneepiſtole di Onorio Papa race e in*trd queſti, e regndò fino al 63 6. Pochiſſimi.e confuſi fatti ſotto queſti due 185 8 dif-ficoltà ſi poſſon raccogliere dag N dr,Paolo, Sigeberto, Giona Monaco, e F e-degario Succeſſor d' Arioaldo fu Rotari,15 d' Arioaldo Gundeberga„ ſe a Frede-gario ſi dee preſtar fede. Queſti ſi reſe ce-lebre ſopra tutto per le ſue leggi, eſſendoſtato

er elſere ſtato preſo per marito dalla ve.

cab. 3.

cap. 29.

cab. 30.

ibid.

af 40.