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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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1, 325

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Fred.Ruin. p.643 i nuee Dacibus

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non foſſero ſe non gli ſtati de Duchi Provin-ciali, e nelle Città dal lor Duca rette conſiſteſ-ſe il patrimonio Reale. Ma per verità può du-bitarſi, avere in quęſti diviſamenti avuta aſſaiparte l' ingegno; mentre ſembra, inſtituto eſ-ſere ſtato della nazione, di dare a qualcuno,quaſi in modo di Feudo da reggere qualunqueCittà piccola o grande che li foſſe col ſuodiſtretto, e non alcune ſolamente; e pare,niun Duca eſſere mai ſtato ſoggetto ad unaltro, e muno ſecondo ordine avere avu-to maggior dipendenza dell' altro del Re,e niun Ducato pell' inſtituzione originaleavere abbracciato gran provincie, ma tut-ti una Città con ſue appartenenze. Ab-biam da Paolo, come alla morte del ſe-condo Re le trentaſei Città de: Longo:bardi avean tutte il Duca; e conſiderando ipaeſi, ne quali ſi erano fino allora avan-zati, piccole e grandi eran certamentecompreſe in tal numero. Abbiam dal me-deſimo, come ſi& già veduto, che ſotto1 primi Re ebbero Duca Pavia, e Ve-rona, ov'eſſi fecero lor dimora: qual Cit-ta adunque non P'ayrà avuto, e qual ſa-ra ſtata d' immediato dominio de i Re,ſe queſte non erano, ove facean reſiden-za? Ma in cke dunque, diraſſi, conſiſtea ilregno? conſi ſteva nella ſovranità genera-le, e nell' autorità di creare i Duchi, edi valerſi in occaſion di guerra di eſſi, edelle lor forze. Cos era negli antichi po-poli Germanici, dove, come abbiam ve.duto da Ceſare, i villaggi, e le regionitutte eran parimente ſotto la giuriſdiziond' alcuno in particolare; e dove, comeoſſervammo da Tacito, la podeſtà de iRe era pur dipendente e riſtretta. Potreb-beſi opporre ancora: e dov' eran dunquel entrate, e dove le Regie ſoſtanze?Queſto ci vie inſegnato dal Diacono op-portunamente: quando i Primati dopo 1interregno inſtituirono ancora lo ſtato Re-io, ed eleſsero Autari, narra egli, co-me perchè aveſse onde mantenerſi, e conche tener Corte, e nodrir tanta gente, cheoccorreva per ſuo ſervizio, e decoro, tut-ti i Duchi, che allor vi erano, conven-nero di contribuire al Re la metà dellelor rendite, e delle lor ſoſtanze, e in que:ſto modo formarono iI patrimonio Reale.Riſulta da queſto, come mund Citta eraimmediatamente de i Re, e come 1 Du-chi quanto all' autorità d'ugual condizio.ne eran tutti. Una falſa inter punzione hafatto credere vederſi il Regno ſeparatodalle Città Ducali con nome di ruove dice Fredegario, che la Regina Gun.deberga, qual ſecondo ogni apparenza erain Pavia, fece venire a ſe un Duca, che

DELL ISTORIA DI VERONA

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ſi tratteneva allora nel territorio di Bre-ſcia: niente oſta parimente, che per caſoſtraordinario foſse una volta dato al Du-ca di Trento anche il Ducato vacantedi Breſcia. Che poi in progreſso di tem-

o Città e regioni ſi riteneſsero i Re oricadute, 0 conquiſtate ſopra reel, que-ſto& credibile; ma le frequenti vicende,e la poca accuratezza degli Scrittori nonlaſcian modo di diſtinguere in cid a ba-ſtanza; ed è altrettanto credibile, che ſo-pra quelle Città non ſarꝭ ſtato creato Du-ca. Per altro in Verona a cagion d' eſem-pio vedeſi il Duca fino à gli ultimi reſ-piri del regno Longobardo per Giſelber-to, che fu a tempi di Paolo Diacono,e cos in pid altre Città piccole, e gran-di ſi vede. Quanto al trovarſi alcuni Du-chi ſignori di provincie, e molto maggio-ri de gli altri, non per queſto& da pen-ſare, che quei di Città foſsero ad eſſi, oal Re in particolar modo ſottopoſti; enon& ſtata ben conſiderata la cagion della differenza. Protrebbeſi oſser var prima,come tra' Provinciali alcuni ſi computa-no, che non ebbero propriamente piu dun territorio, o di una regione della Ve-roneſe, o della Breſciana niente pi am-pia, benchè la lor ſituazione, e gli acci-denti faceſsero parlar di eſſi frequente-mente, e pid luoghi nominare in eſſi com.preſi, che niente però eran pid di piccoliCaſtelli, o villaggi. Ma vuolſi avvertirpoi, come nell“ iſtituzione a ogni Ducafu data una Città con ſue dipendenze;però da una Città ſi denominarono ugual-mente tutti, e cos i due fatti poi sI gran-di, cioè di Spoleto, e di Bene vento: maquelli che ſortirono il Ducato confinantecon altri Stati, guerreggiando i vieini,crebbero qual piu, qual meno. Nulla pe-1d Kingrandiron mai quel di Verona, diBreſcia, e di Milano benchè maggiorCittà dell' altre, perche i lor diſtretti erancircondati da dominio Longobardo, nelquale non ſi permettea ſar guerra. DiZotone primo Duca Longobardo di Be-nevento, il qual Ducato occupò dipoiquaſi tutti i paeſi, ch ora formano iI Re-gno di Napoli, dice Paolo Diacono, chetu per vent' anni Principe non di provincie,ma di quella Citta: ma trovandoſi quellaregione at torniata da ſtati Greci, e que-ſti poco difeſi per ſoggiornar cos lontano] E-ſarca, diè principio Cotone ſteſſo a ſcorrer dintorno, ſapendoſi tra l' altre coſe, che ſac-cheggiò, e gettò a terra MontecaſſinoArichi ſecondo Duca ampliò poi grande.mente lo Stato, e cos i ſueceſſori di manoin mano con replicate conquiſte Anche il pri-

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