295 DE LEDLEISTORIA DIVERONA 2.96
lomanno, venuta a ricoverarſi da lui con due
figliuoli; i quali avendo ragione ſu la me-tà del Reame, ſperdò di poter con eſſi cagio-nar diviſione, e rivolta in Francia. Procu-rd perdò a tutto potere, che foſſero unti, edichiarati Re dal Pontefice Adriano primo,il quale non volendo con cid inimicarſi, edirritare il Re Carlo, Deſiderio andò con ar-mata ſopra gli ſtati della Chieſa, e gia mi-nacciava dattaccar Roma: ma nel prepa-rarſi Adriano alla difeſa, ſpedi con celeritaa dar parte d' ogni coſa a Carlo, invitando-10 a venire in Italia per liberarla una voltadal dominio de' Longobardi, e per fare ac-quiſto di si bel Regno. Carlo per pid vitto-rie, e conquiſte gia potentiſſimo, vennꝰ ſen·2a frappor dimora I; anno 773 con nue:ſo eſercito. Si oppoſe Deſiderio all imboc-cature de monti; ma per non ſo qual con-fuſione, e terror panico nato nella ſua ar-mata, abbandonò poi con precipitoſa riti-rata tutto il paeſe a' nimici, e alla difeſa didue ſole piaz ze ſi riduſſe; Pavia, dove an-dd egli a rinchiuderſi, e Verona, che per„ Hag, detto d- Anaſtagio era fortiſſimæ ſopra tutie le
for ine Cittd d: Longobardi, e nella quale venne a
p omni
Stel. ricoverarſi il ſuo figliuolo Adelchi già dichia-terihus rato Re: vennero con lui la vedova, ei dueLongobar⸗ 5. a 5—
7 figliuoli di Carlomanno, con Auctario per-ſonaggio Franzeſe, che gli avca accompa-gnati. Di Adelchi niuno Scrittore fa mot-to, che foſſe dal Padre ſtato preſo per col-lega nel regno; ma ſiccome trattando degliantichi tempi abbiam veduto, come pit co-ſe inſegnano le Iſcrizioni, e le Medaglie, chedagli Autori non ſi hanno, cosl d' ora innan-zi molte notizie vedremo ſtarſi rinvolte nel-le cartepecore, e da i documenti degli ar-chivj doverſi trarre, che in darno ſi cerche-rebber nei libri. Le membrane adunquequeſta verità inſegnan tutte: otto ſe ne con-
ſervano preſſo di noi originali, oltre a un'antichiſſima copia, ed ognuna ha nel prin-
„ Docum. cipio Regnanti: Re Deſiderio, et Adelobi,
5 overo, Regnanti i ſgnori noſtri Deſiderio, eil di lui Hgliuolo Adelchi: ne porremo alcunea piè dell' Opera per fede di verità, e percompiacere al genio del ſecolo. Vi s' impa-ra altresl, come fu proclamato Re nel ſe-cond' anno del regno del padre, eſſendo que-ſte carte ſcritte G aum del rigno loro ſeſto, equarto, overo ſeſlo, e too, ſecondo i diver-ſi meſi; e col duodecimo,, nono, decimoſe.fo,& dtcimoquarto, dpcimoſottimo, quindi.cem Il nome di queſto Re dagli Autoriſi ſerive Adalgiſo, ma ne- documenti Adel.chi. Uno pero de' noſtri dice Adilgis, On.de appare, che la varietà di queſti nomipaſceva dalle diverſe pronunzie popolari.Venne dunque a Verona queſt' ultimo
Re, quaſi per celebrarvi i funerali del re-gno de Longobardi, come vi era venuto 11primo, quaſi a portarvi la fondazion di
eſſo in trionfo.
J Duchi tornarono alle lor Città, e umi.liandoſi al Papa, cercarono d- aſſicurarſi colſuo favore; ma Carlo cinſe Pavia di ſtrettoaſſedio, e paſsd in eſſo tutto h inverno, alfin del quale, vedendo l' impreſa tirare inlungo, ſi portò rapidamente, ſe ben con
molfta comitiva, a Roma per la ſolenni-ta Paſcale, dove fu ricevuto come in tri-onfo. Pochi giorni vi ſi trattenne, e tor-und a Pavia per conſumar h impreſa: pri-ma d' altro però ſentendo, che Veronapure ancor ſi tene va, preſo ſeco un groſ-0 diſtaccamento di gente ſcelta, vennead attaccarla. Ma poche Longobarde mi.lizie in eſſa eſſendo, e non avendo volu-to gli abitanti prender I' armi per conſer-varè un dominio, nel qual eſſi niſſuna par-te aveano, fu forza, che Autcario abban-donaſſe ogni difeſa, e co figliuoli di Car-jomanno ſi rimetteſſe nelle ſue mani. Co-me ſi conteneſſe Adelchi, e che di luiavveniſſe, Anaſtagio non racconta, ma fug-gl per acqua, e ſe n' andò a Co ſtantino-poli, il che Agnello, Eginardo, il PoetaSaſſone, l' Annaliſta di Metz, e Sigeber-to ben fanno comprendere: n& laſcid poidi ritornare, e di far' in vano qualche ten-tativo. Cadde quaſi negli ſteſſi giorni Paviaparimente, avendo forſe! eſpugnazione delluna di queſte Città tolto b animo a chi di-fendea l' altra: rimaſovi Deſiderio prigione,fu condotto in Francia, ove il rimanente deſuoi giorni privatamente conduſſe vi fu conlui condotto tra gli altri anche Paolo Dia-cono, ſerittor dell' Iſtoria de Longobardi.Variano quanto al tempo Anaſtagio, e i mo-derni Scrittori; ma il penultimo documen-to, che da noi a diſteſo ſi adduce, fu roga-to nella Città di Verona, regnanti Deſids.rio, et Adelebi gli anni dll lon rgno diciotto-ſimo, e dheimoquinto, indidion duodhcima, nelmeſe d Aprils. Ecco però, come giunſe ilmeſe d' Aprile delb anno 774, avanti che nePavia, nè Verona foſſero preſe, e Deſide-rio, et Adelchi perdeſſero il regio nome, e' autorità; ed ecco come a Verona non ven-ne Carlo nel 773, ne Prima del viaggio diRoma, contra ciò che la vita d' Adrianoci rappreſenta, e che da tutti finor ſi& cre-
mento ſcritto in Verona di que giorni, connote di tempo cosl certe, e cos! preciſe.
In tal modo ſignori di queſto regno rima-
ſero i Franchi, e il dominio de Longo-
bardi in Italia ebbe fine. De molti Duchi,
ſotto quali fu ins lungo tempo Verona, treſoli
v. Docum.
duto, per non eſſer pi dato fuori monu-