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rona per errore fu aſcritta, come abbiamooſſervato altrove. Mandato poi al Italiaun Eſarca, ed occupatane da: Longobardicosl gran parte, ciò che rimaſe a. Greci diqua dal Tevere fu detto Eſarcato, che an-
dò però mutando pid volte i confini. Non
pochi Ducati gli erano ſottopoſti, de'quali nomina I' iſteſſo Autore fin negli ulti-mi tempi quelli di Fermo, d' Oſimo, e d'Ancona, Se dobbiam preſtar fede al Porfi-rogenito, alla parte meridionale un altroPatrizio ſi mandò poi da: Greci per Gover-natore. L' Italia de: Longobardi non ſi di-viſe in Provincie, amminiſtrandoſi da Duciper lo pid di Città in Città: grandiſſimo ſta-to diventò ſolamente il Ducato di Bene.vento, che moltè regioni abbracciò, ed icui limiti ſecondo le guerre andaron va-riando: dopo queſto fu quel di Spoleto,di cui pud quaſi dirſi il medeſimo. An-ehe la dignità di Conte ritennero i Longo:bardi; e queſti ora gli vediamo Rettori dipiccol Iuogo, come fu il noſtro Conte di La-garo, or di gran Città, come quel di Ca-
pua, due de' quali pomina il Diacono. Stra-
no pare, che acquiſtata Capua dal Duca diBenevento, non paſſaſſe a riſedere in eſſa,
e non la faceſſe capo del ſuo dominio, ma
forſe per l'iſteſſo riguardo nol fece, per cuidi qua fu antepoſta a Milano Pavia, cioèd' anteporre le Città forti alle grandi. Fu-rono in quel tempo i Gaſtaldi ancora, no-me, che il Ferrari crede derivato dal Lati-no, e chè' altri deduce dal Tedeſco: furonpropriamente ciò che in Latino ſi diſſe Valli.cus, nel qual ſenſo nello ſtato Veneto uſia-mo tal nome ancora, e furon negli ſteſſi Iuo-ghi ove Duca comandava, o Conte, ondenon ſi computarono con le prime dignità de-Longobardi da S. Gregorio, ove diſſe, che8 egli aveſſe voluto dar mano a far di loroſtrage, non avrebbero avuto pin 20 Re,u Duchi, ub Conti: ma dalla cura della caſſafiſcale, e delb economico paſſaron poi piiivolte ad eſſere anche Rettori, e giudici diCittàa, e paeſi. Uſo fu delle nazioni Ger-maniche di denominar ſovente le regioni dal.la poſitura riſpetto a: quattro venti cardina-Ii: quinci abbiamo l' Auſtria in Germania,che in quella lingua vien' a dir paeſe orien-tale; la Normandia in Francia, che ſigni-
fica paeſe ſettentrionale; e fu già diviſa la
Francia tutta ne- regni d' Auſtraſia, Borgo-gna, e Neuſtria, cioè parte occidentale.Anche i Longobardi però chiamarono Au-ſtria, e Neuſtria la Lombardia, come dai proemj d' alcune leggi ſingolarmente s-.impara; per Neuſtria intendendo la parteoccidentale, cioꝭ principalmente la Liguria,e per Auſtria la orientale, cioè la Veneꝛzia.
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Strano però parendo di trovar l. Auſtria inItalia, equivoci ſono ſtati pid volte pre-ſi. Narrando Paolo, che Alachi dal Pave-ſe ſi portò per Piacenza nell Auſtria, Lin-debrogio, e gli altri editori cambiarono inIſtria; del qual errore ben potea fargli ac-corti il nominarſi quivi, come Città dellAuſtria Vicenza, e dopo Treviſo. Sbagliofu del Baluzio ancor pid grave, dove neiCapitolari fece parimente in una legge diPipino diventar' Iſtria la Neuſtria. Auſtriafu poi ſingolarmente nominato il Friuli, co-me parte più orientale della Venezia, e fuancora con tal nome indicata molte volte laſua principal Città Cividale, come alla Cit-tà, e alla regione fu altres comune il nomedi Forogiulio. Ma i nomi d' Auſtria, e diNeuſtria poco furon ricevuti dagl Italiani,e perd non ci ſon rimaſi, ma ſi diſperſero;e in que tempi ancora non eſſendo fondatiin ſiſtema di governo, non ne furon diſtin-ti i confini. Vuolſi avvertire in oltre, che nonſi obliteraron mai i nomi Romani delle re-gioni Italiche; di eſſi, e dell' iſteſſa diviſio-ne menzione avendo fatta, ed uſo PaoloDiacono, e pid altri dopo lui, come di nor-ma Geografica pid regolata, e pid fiſſa. Lamedeſima ſi ritenne parimente nell Eccle-ſiaſtico, di che bel documento ci preſta ilSinodo Mantovano dell' 827, diſtinguendo-ſi in eſſo i Veſcovi dell' Emilia, e della Li-guria, e della Venezia; dov' è anche nota-bile, che il Veſcovo di Breſcia ſi computanella Liguria, e quel di Verona nella Ve-
. 5. c. 39.
7.1. p. 543.
Cauc. t. g.c. 659.
nezia; con che ſi conferma, chie il Breſcia-·
no non fu della Venezia propriamente, ma
come adiacenza, e appendice. Confine tra
una e b'altra provincia non era però il Min-cio, com' altri ha ſcritto, ma il Chieſio,come ſi èdimoſtrato a ſuo luogo. Tanto pidrimaſero i nomi delle Città, e de' Caſtelli:eſſerſi mutato quel di Verona in Berna, ma-lamente ha credutotaluno per qualche ſcrit-tura Tedeſca, dove la falſa pronunzia fececos trasformar queſta voce. Ma non occor-re intorno all' Italia de mezani tempi affa-ticarſi di vantaggio, dopo che il dottiſſimoBenedettino da noi poco fa nominato cha data una cosi bella Carta, e con tantabravura illuſtrata. Impreſa era h 1tentata ancora, e non poco malage vo edardua. Avea promeſſo la Seen 8na il Cellario, ma ſe ancore e 9=appare in pid luoghi, ch'egli inten ea contal nome la Coſtantiniana. Originale d perdP Opera di cui parliamo; e vaglia il verotante importanti ſcoperte in eſſa& incontra-no, e tante nuove notizie, ed utiliſſime oſ-ſervazioni, che dee ſenza dubbio tra quel-le, che fanno più onore a queſta età, com-
pu-
Rer. Ir.7. 10.