Fag. 64.
p. 52.quod Ro-nana lite-715 ſeriptæerat
———
333
je ſteſſe leggi delle varie nazioni a riſervad' alcune lor coſtumanze particolari dalleRomane eſſendo pur tratte. Scrive il P.Mabiglione ch'ei ſtette ambiguo un pezzonello ſtabilire qual foſſe il carattere Lon-gobardo, ma che final mente lo ſcoperſenelle antiche Bolle de' Papi. Or come maipoteaſi credere, che lo ſcriver de' Longo-bardi aveſſe appunto fiſſata la ſua ſede inRoma, dove i Longobardi non furon mai?e che ſi foſſe abbandonato più che altroveI' uſo Romano appunto in quella Corte, ed
in quella Chieſa, che della lingua Latina,
e delle Romane tradizioni continuò ſemprea eſſer madre, e nutrice? gli Eccleſiaſticifuron tutti Italiani per lungo tempo, e ri-tennero i nomi, le leggi, e tutti gli uſi Ro-mani. Da un paſso per I' iſteſſo Mabiglionequivi addotto appare, come nel ſecolo delmille quel oſcuro carattere Romano venlvaſtimato, e chiamato, non Longobardo.Ma come mai perſone, che tanti antichicodici rivoltarono, non conobbero da eſſichiaramente, come i differenti generi diſeriver Latino, vennero dall' iſteſſo fonte,e dagli uomini ſteſſi ſi praticarono? imper-ciochè avvien non di rado di trovar nel ma-nuſcritto medeſimo i diverſi generi di ſerit-
tura, eſſendo il corpo del libro in corſivo,
en titoli, e alle volte il primo verſo anco-
ra in maiuſcolo: tale è fra' noſtri Capito-lari quello che contiene la collezion di Ca-noni di Creſconio. Diranno qui, che lavo-raſſero unitamente un Longobardo, e unRomano? Ma egli avvien talvolta di ve-dere un codice principiato in maiuſcolo de-clinare in minufcolo, indi paſſare al corſi-vo, e cos continuar ſino al fine. Abbiamtra! noſtri I' opera d' Iſidoro de ſummo bono,dove dopo cinque carte di maggior caratte-re fi paſſa al minore, e quaſi ſtampatello,indi a poco a poco ſi viene in corſivo ſchiet-
to, e benchè alcuni capi ſi comincino an-
cora fin con ſette verſi di maiuſcolo, purſi ripiglia di nuovo il corſivo. Qual dimo-ſtrazion pi certa, che non da diverſità diſecolo, o di nazione tal variazion veniva,ma dalla pigrizia di quel che ſcrivea, odalla fretta, che gli faceva abbandonare ilcarattere pi faticoſo e tardo, e paſſare alpid agevole, e pid ſpedito? Cosi ne' noſtricodici in maiuſcolo piu ſontuoſi ſi veggonpiù volte pagine ch erano reſtate in bian-co, coperte di corſiyo d- ogni maniera, a.vendovi qualche buon uomo di que tempivoluto mettere ora pezzi di libri ſacri, oradi apocrifi, onde ſi pud conoſcere, che talcarattere nè vien da quelle quattro nazio-ni, n& Forenſe, Ravennate, Lodovicia-no, Longobardo vecchio, Longobardo po-
E IBR OU NDE CIM O.
334
ſteriore, Semigotico, o con quanti nomi èſtato nella grand Opera Diplomatica con-traſegnato. eTermineremo queſto ragionamento conavvertire, come col ſiſtema qui propoſtodi dividere in Maiuſcolo, Minufcolo, eCorſivo, tutti ſi vengono a comprendere imodi d' antico ſcriver Latino, varietà ſo-lamente apparendo talvolta, per trovarſimiſchiati inſieme pid d' uno di eſſi, e ſpe-zialmente i due ultimi, nello ſteſſo ſcritto.All incontro co cinque generi, e coi tantinomi per lo paſſato uſati confuſion ſi gene-ra, e la maggior parte de codici non ci reſta-va altramente compreſa. Mancato il corſi-vo ne proſſimi ſecoli, gli ſi ſoſtituj il minuſco-lo con breviature, che rieſcon talvolta piddifficili del corſivo antico, il quale ha fi-gura certa, regolata, e uniforme. Cosl nelGreco la diviſion legitima ſarebbe in Ma-inſcolo, Rotondo, e Abbreviato. II ro-tondo corriſponde al minuſcolo, e da eſſofu preſo il carattere per le ſtampe; Pabbre.viato& il corſivo, che cos può chiamarſiper la frequenza delle breviature: abbiamglà detto, come gli fu dato nome d' acuto.Sotto queſti tre generi vengono a compren-derſi parimenti tutti i caratteri de Greci;e oggi giorno ancora in Levante ſi diſtin-guon da Ca logeri le ſcritture de' lor codiciin Rotonde, e in Acute; e men bene peròmanca queſta diſtinzione nella Paleograſia,dove in vece ſi fa ſpeſſo menzione del ca-
g οοοτανιαν0%
rattere quadrato, ch è termine ignoto a
Greci, è che non eſprime il vero. Cos inaltrꝰ opera l'iſteſso Autore dice ſpeſso eſſerei codici ſeritti in carattere quadro,& roton-do, il che ſe non è un miſchiar quadratarotundis, come colui dicea, non ſo qualſara. Nome di carattere quadrato fu uſatoſpeſſo anche parlando di codici Latini ma-juſcoli, come delle Pandette Fiorentine,alle quali veramente convien pochiſſimo,e meno ancora quel di carattere Piſano,ch' altri lor diede. Il termine di letterequadrate non ſi trova uſato anticamente,che una volta per iſcherzo da Petronio Ar-bitro di due parole ſeritte ſul muro. Macon queſta idea molti sbagli anche 9veranno faciliſſimi per altro a 5 10 lperchè non ci ſarà pid chi giuclieht kerittu-ra diſcordante in fe ſteſsa; e dubiti dellantichità di queꝰ codici, 0. Ovnell iſteſse parole vegga lettere a ampa-tello miſchiate con altre oſeure, e imbro-gliate; ne fi fara di cid maraviglia, ſapen-do come tutto è carattere Romano, e co-me nel corſivo non tutte le lettere ſono ſtra-
ne, e diverſe, ma alcune ſolamente con
le attaccature loro, rimanendo I' altre purf belle
*
Bibl.Coil.9.24. 113.186. 241.
v It. Iral.
Dipl. p.636.
v. P. erm.4e Vert.
Has rr.
b. 450.