IIII Non.Aug.
Conb. 2.19.
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quelle di Placidia Vergine, regiſtrata an-che nel Carpſo: b uniformità del nome lafece gi credere Placidia di Valentiniano.L antichiſſimo Martirologio dato fuori Sdottamente dal Fiorentini, e quel di Not-Kero, ed altri mettono in Verona il Nata-le, ch' è quanto dir la morte, di Felice, eNicerio, o Niceta Martiri, ignoti a' noſtri,e deꝰ quali non è qui rimaſa notizia. Nelprincipio del ſecolo decimoquarto ſi comin-cid a parlare d una Santa Toſca, detta ſo-rella di Procolo, della quale a noi non ſi&mai preſentato monumento alcuno. Venen-do nella ſua vita in verſi miſchiato Oſual-do Re d' Inghilterra, ben videro i PadriBollandiſti, che non potea eſſer viſſuta atempo di S. Procolo, e penſarono, ſe for-ſe un ſecondo Procolo aveſſe tenuta que-ſta ſede nel ſettimo ſecolo; ma veramentealtro di queſto nome non la tenne. Con
Toſca ſi uniſce in que verſi Santa Teute-
ria, che ſi trova notata in Calendario pre-meſſo a un aſſai vecchio codice Canonica-le. Del tempo, e della vita non ſi pud pa-rimente render conto alcuno, già che laperſecuzione patita da Oſualdo, detto daBeda uomo caro 4 Dio, e pid altre circo-ſtanze di que racconti troppo ripugnano:la piccola Chieſa a queſte dedicata non&dil antica ſtruttura, che poteſſe eſſer con-ſecrata da Sant' Annone; anzi ſi ha, che inſua vece una cappella già foſſe, congiuntaalla Chieſa de' Santi Apoſtoli. Tra le no-tizie, che in queſto genere dieder fuori dinuovo molte in tempo di Tebaldo Veſcovonel decimoquarto ſecolo, fu quella di San-ta Conſolata, o ſia Maria Conſolatrice ſo-rella del Veſcovo Annone, della qual ſi rac-conta, come foſſe da lui mandata a Trie-ſte a procurar l'acquiſto de corpi di S. Fer-mo e Ruſtico. Ma noi abbiam veduto po-co fa dall' Iſtoria della traslazione anneſſaa gli Atti, come il ſanto Veſcovo andd pertal'affare in perſona a Trieſte, non vi man-do la ſorella. Di eſſa non ſi vede ne vec-chi Calendarj menzione. Ma ben ſi vedenel teſtamento del noſtro Veſcovo Raterio,che abbiam preſſo noi ricopiato dal codicedi Friſinga, menzion triplicata della Chie-ſa di Santa Maria Conſolatrice. L' eſſerpiu Chieſe alla beata Vergine dedicate,rendea neceſſario il diſtinguerle con qualcheſopranome; quinci avvenne, che ne' po-ſteriori tempi ſi traſportaſſero poi tali ag-giunti qualche volta dalle Chieſe alle Im-magini; la qual coſa il Concilio di Rovanodell anno 1445 ſtimd bene di proibire, af-finche gl idioti non credeſſero eſſer tal vir-rü di far grazie, e di conſolare in queſta oin quella immagine. Di S. Metrone, cele-
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matrice: di cid v
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bre preſſo i noſtri, non ſolamente ſi ha ilnome nel Carpſo, ma ancora proprie anti-fone, e non comuni. Vien creduto d' aſſai
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baſſo tempo, e di nazion Tedeſca; ma il Murg,
nome parrebbe pid toſto Greco, e il tem-po è molto credibile ſia da riferire al danoi in queſti libri compreſo; poichè eſſen-doſi poco fa ritrovato, e dato fuori un ſer-
mon di Raterio ſopra queſto Santo, Veg-
giamo, che ſe ben' ei ne riferiſce il volgargrido, ſi querela però di non averne noti-zie certe, e del non eſſerne ſtate ſcritte legeſta: molto anteriore par dunque ch ei foſ-ſe anche al ſecolo del 900; poichè le coſedelle proſſime età anche ſenza Serittori ſiſanno. Sembra, che Raterio I' indichi diqueſta patria pid toſto che ſtraniero, e ſivede che fin d' allora in S. Vitale era ſtatocollocato il ſuo corpo. Può da queſto pic-col ſaggio arguirſi, quanto poco ſia da fi-darſi della raccolta de' noſtri Bagatta, e Pe-retti, che fecero con merito ciò che ſecon-do le idee di quel tempo ſi potea fare; equanto deſiderabil ſarebbe, che veniſſe cri-ticamente depurata l' iſtoria de' Santi d-Italia in Italia, già che nelle lontane partinon è mai poſſibile averne informazion ba-ſtante; e la pregiabile univerſal compila-Zzione, che dottamente vien fatta, tralaſcia-to per le molte contrarietà l' inſtituto primie-ro, ſembra prendeſſe poi a raccoglier tut-to. Non ſi può parimente dire, quanto ſa-rebbe commendabile ed importante un' Ita-lia Sacra, o ſia un' Iſtoria delle ſue Chieſe,poſta inſieme con guſto ſodo, e con le fa-tiche di molti dotti nelle varie parti. Lodarnon ſi ſaprebbe a baſtanza il degno Sogget-to, che a tempo de' padri e degli avi noſtrifece a cosl grand impreſa la ſtrada; ma con-verrebbe ora, valendoſi del teſoro da luipoſto inſieme di tanti belliſſimi documenti,tagliarne le premeſſe alle favoloſe originidelle Città ſpettanti, aſſiourarſi della ſince-rità di non pochi degli atti, che gli furonmandati, e lavorar ſempre ſul fondamen-to de Dittici, o de' cataloghi da eſſi deri-vati, e d' autori coetanei, e d' antiche la-pide, e d' originali membraneDelle Chieſe di Verona la prima, che ſitrovi anticamente mentovata,& 1 1 8fano, quale abbiam veduto nom dallAnonimo Valeſiano a. Teodorico.Il ſapere, che tanti Veſcovi fur 8 ſe.polti, e il conſer varſi quivi cattedra Anticadi pietra, la indizio che foſſe già la Chieſaeramente non ſi trova nelſuo Archivio memoria, ma le carte nonvanno oltra il ſecol decimo: non favoriſceer altro tal congettura! Anonimo, quan-
do chiama tal Chieſa Oratorio. La ſecon-
da
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v. Lib. iu.ctv. Ver.p. 237.
Epiſ. Ver.Mon.
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