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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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VIII
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Corte lib.16.Moſe. lil.10.

cap. 18 6

(vn)

d J. Zeno intitolato Liber dierum iuridicorum Communis Veronę. All anno 1407.de menſe Octobri; die Lunę Magiſter Henricus Cęcus de Verona cępit regere ſcho-las in contrata Pignę. Notaſi all anno ſuſſeguentè: de menſe Octobri die Dominico28. Dom. Jacobus de Fabris incepit legere Notariam. Ii cominciò poi& ſtipendiarſolamentè alcuni Maeſbri per le pi neceſſarie ſcuole„come in ogni Citid ſi facea,gusſti aſſai ſpeſſo c hiamati da lontane parti, e de pid riputati in qus tempi; nò gid conPiccols morcodi, eſſendoſi per cagion d eſempio nes 1 50 ꝗſegnati 200 duct, I anno,che in quell eta era gran ſomma, 4 Franceſco F. lomaſo da Piſa, che ſi oferſe di farduc loxioni al giorno, una Greca, una Latina. Mu 10 noſtro publico Juudlio Forſe dalmentovato Pontificio diploma del 1339 nuova autoritd,& nuovo luſlro preſe, non pri-ma fondaxions obbe allora; poicbò ſul monumento d Antonio da Parma, conſer vd.ro nel Convento di J. Fermo maggiore in oſcuro luogo Proſſo 4a Chieſa, 10 lo vr ggo ſcol.bito in Cattedra, e ci veggo auc he fra gli udlitor- 60 ſembra ornato della moxbt-7% Dottorals. Queſto Antonio, che parse ſegnificarſi% Caſa Pallavicina, o ch cbboalmeno moglie di tal famiglia mord nel 13275 com dal ſeguonte epitaffio non maipublicato. 5 a 5

Hic ſitus eſt tanti vir nominis, ille Magiſter

Antonius, cui Parma ſolum 5 Pelacanaque proles.

Hic rerum cauſas, et felix tempora novit;

Alter Ariſtotiles non Ipocrate minor.

Sub tribus hunc novies rapuit mors mille trecentis.Magiſter Antonius ſupradictus cum domina Mabilia Marchioniſſa Pelavicina hicſunt incluſi. Nel aforiſmo d Ippocrate, ſcolpito i viſamente ſu i libri aperti, Arslonga, Vita brevis&c. e oſſer vabile I; errore della verſione antica, tempus acutum,nato dall aver la voce e doppio ſigniſicato,& di veloce, e d acuto. Liſteſſo cheM Antonio può dinſi di avarino, la ci arch ſi vode nella facciata di F. Pietro Mar-tire, e che por ragion dell arma ſi crode foſſe de i Creſcenxii. Cos nel 1275 leg-

gea qui Miedicina Guglielmo Piacentini di Jaliceto(creduto Heroneſe dal Chioccu) di

che egli ſteſſo laſcibò momoriæa al fine dell' opera ſua 2 hirurgica, edita nel 1502, i!vo/garig amento dblla quale vien citato dal He ocabolgrio ella Craſca. Nello Itatutoaltimamente ſtampato, anteriore al 1228, tra gli obligbi d ogni Podtſtd ſi ved quel.Jo di far venirèe un buon Maeſtro, che debba por quell' anno regere ſcholas in arteViſica, cis Fiſica, potendogliſi dar di ſtipendio fino à digento lire Heroncſi.

Mie ſtato ricercato, quando principiaſſe la ſtampa in Verona: anche queſto puntoin Iſtoria letteraria da non tralaſciare. Non ſop che de noſtri mi ſia palſato per le ma-ni libro pid antico dolla Batracomiomuachia d Omero tradottà dal Jummoriva„ ch

f impreſſa qui nel 1469. Huggita à quelli, c hanno fatto catalogbi dell' antiche,ftampe. Il Plinio di Verona del 1468 6c nominato da pi d uno, ma non ho ſaputorrovare chi] abbia veduto. Notabil però ò ſopra tutti il Valturio de re militariſtampato in Forona nobiſmento, correttamente nel 14 7. porcſò non fu opera d 9montano artoſice; ma di Veroneſe, il quale gid in quel tempo& intitola Mao ſtro ingueſt' arte,& non ſolamenie di carattori, ma di figure, dblla qual Be eparlarè ancora nel tomo ſalſeguente. Johannes ex Verona oriundus, Nicolai Cy-rugie Medici filius, artis impreſſorięe Magiſter, hunc de re militari librum ele-gantiſſimum, literis, et figuratis ſignis„ ſua in Patria primus ige.MCCCCLXXII. L ifleſs oe d. Roberto Haltir io d Rimini fu poi ſlampatagui di nuovo J anno 14835„ nell elſo remnpo pe, 0 ſteſſo Bonino da Raguſa in ducmoch; cioo in Latino con quell cpigrammu di Dante No,

Quiſquis funeſto validas ſub Marte cohortes,

Et ſequitur miſſas per freta ſalſa rates&c.c tradotta in volgare dal Dottor Paolo Ramiſio, obe vi notò nel fine Paulus 1us

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