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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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IX
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(IX)

ſius Ariminenſis dum Veronę a publico iure reddendo' vacarem, recognovi.Tra libri uſciti da noi in quoll'etd, ſiagolar fu il merito di chi diede Gioſcfo nel1480, di cbi fœce la prima edixion di Lucrexio nel 1486. Paulus hunc impreſſitFridemperger in Verona; e dopo/ anno, die vigeſimo octavo Septembris Calen.Octobris: dove i] Miaittaire negli Annali Tipograſici ha detto di non ſaper inten-dere il giorno, us il meſe; e il P. Orlandi, de die et menſe qui poteſt caperecapiat. II/ punto con tutto ci non ò cos aſtruſo: dopo ſegnato il giorno all. Arabicaper din com, volle] improſſorè notarſo auc he alla Romana, ma reſtarom nella pen-und le tre unit: III Kalendas Octobris, 00 3 vigeſimo ottavo di Jettem-bre. Andavano allpra gli Jtampatori qud c l con gli ſtrumenti loro, però anche% villaggi qualebe volia ſi lavorò. Pogliuuo ue diſtretto noſtro pub vantarſi dellibro de] Potrarca, che tratta digli uomiui illuſtri, vi fu impreſſo in Foglio conJul ſli vorſi nel fine. 8

Illuſtres opere hoc viros perire

Franciſci ingenium vetat Petrarchę.

Non ſcripto Calamo, anſeriſve penna

Antiquarius iſtud aere Felix

Impreſſit. Fuit Innocens Ziletus

Adiutor, ſociuſque. Rure Polliano,

Verona ad lapidem iacente quartum.

MCCCCLXXVI Kl. Obr.

Cos in Tiſculano ſul lago ſi ſtampò un tempo; e con carattere di vorſo dall àſuto,; per-ch rappreſenta ſcrittura A mano: nolla libreria dt noſtri Franceſcani Oſſervanti veg-Lonſi in tal modo] Eroidi q Ovidio con molti comenti dell anno 1 5 2 5.

Non laſcerò d avvertire, e io metto nel mio regiſtro] Veſcovi noſtri, quando han-no ſeritto, bench nativi di Verona non foſſero; M perch divenner figliuoli di quoſtaPatria per adox ions, e pereh non potrebbeſi raccog lior pid comodlamente' ultrovsla notixia dll. Opere loro. Mietto altre alcuni pochhi, che non Fauron per naſcita be-ramentꝰ Horoneſi, ma per abitaxlone,& cittadinanxa divcunes tali,& per aue trat.tato diellèe coſe noſtro, tacerſi non poteau ſenxa anno q taulo piii che not. Tie gqudſi ſam-pre particolari tal mend ions portd ſeco. Non laſcio per altro di auvertir fedelmente,obe di eſſi tratto, la vera lor patria: angi perchò di alcuni ſi fa memoria, che ambi-gui ſono, e gli ſcritti parimentè dé quali ſon poco certi, tale incertex xa, ed ambiguitdſi accenna parimente, nò con aſſeveranga ſe nb parla, niun piacere avend io ſaputotrovar mai fuor della veritd; in effetto di ohe non pochi tenuti finora per Veroné ſidalla matricola noſtra ho eſcluſi. Dirò ancora, come alguanti u bo tralaſciati, vt-duti gid da me quando à queſto penſiero non abba] animo, por non potermi ora de-certare con rivederneè i libri, o gli ſcritti, ouvero con oſſervarne le menxioni in volu.i fatte, che qui non ſi trovano; ma ò piccol dauno per eſſer poco conſiderabili, 2importanti. Ben non poche momorie tengo di libri, che mi ſarobbe molto caro a poterPer que ſto conto oſſervare, ina ora ſi vol per for xa, 6 ſenxa dilaxioue queſl 5% 25gqualunquè ſiuſi, e comunque ſtiaſi. Per vbritd biſogna confeſſare, che obi non voleſſedare al publico n fatte compilaxioni, ſe non quando ſon ridotte à non Porerciſi aggiun.ger nulla, non ſi darebber gid mai. 5 3

Eſſendoſi à noſtri 5 ſvegliata particolar dilettag ions Melle, pnoderns 7eil maggior Frutto di eſſs conſiſtendo forſe nel darci notixias e uo e 75 0 vedere, gievera dtgli uomini illuſiri di quoſt ultimi ſecoli, io non 50 creduto gungen Piccoloornamento all Opera, con motter qui dinanxi 4 9. ooc bi quelle de noſtri Autori;he mi ò riuſcito di rinvenire. Poche ſon veramenie, ma ſicure, conſervando jo di

guaſi tutte uc mio Jrudio gli originali. Di molio maggior numero àurci 1 15 rap-——.— preſentar