comode abitazioni fornito, ſi mauiſeſta au-cora, perchè era ſolito di dar- alloggio aCeſare, quando veniva in queſte parti; ilche potea ſeguire a Verona, ed in Sarmio-ne ancora, dove vediamo nell' antico Itine-rario, ch' era la Manſione di chi viaggia-va, O ſia il ripoſo tra Verona, e Breſcia.In Roma ebbe amicizia con pid Soggetti
illuſtri, e fra gli altri con Cicerone, rin.
Het. CA..N
J. 5. 6. 20.J 19. c. g.
Vrt. Pomp.At.
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428. e. 2.
Dial. 10.
graziato da lui, probabilmente per averlopatrocinato, poichè Io loda nell' iſteſſo tem-po di eſſer· Avvocato ſuperiore à tutti. Fucos ardito, che pungentiſſimi verſi fece,e laſciò correre contra Ceſare, il quale pe-ro ricevutane ſoddisfazione da lui, cioè ufi-210 di ſcuſa, ſi riconciliò toſto pienamen-te, e lo ſteſſo giorno l' invitò a cena.Come de' pid antichi che abbiamo, co-5 fu Catullo tra gli autori Latini deꝰ pid ec-cellenti, potendo dire di non aver ſenſo perla Poeſia chi rapir non ſi ſente dal ſuo ſtile,e dag incomparabili tratti, che in alquan-ti deꝰ ſuoi componimenti s incontrano. Pęc-
cato che non ci ſian giunti tutti, ma in par-
te ſolamente; e queſti ancora deformati elaceri, talchè ne' luoghi mancanti più ver-ſi abbiam nelle ſtampe ſuppliti per altramano: e peccato ancora, che la gioventù,e la diſolutezza de tempi il traeſſero talvol-ta a ſcherzi dell' ultima oſcenità. Gellio chia-mollo/ piu eligante di tutti Poti; e que:Greci appreſſo lui, che diſprezzavano ĩ Poe-ti Latini in paragon d' Anacreonte, e deglialtri loro, eccettuavan Catullo. A Cali.dio, cui pur giudicava eccellente Poeta,Cornelio Nepote non accordò la palma fragli altri, ſe non dopo la morte di Lucregio,ediCarullo. Marziale, il quale nel ſuo genereſi anteponeva a tutti, dichiarava di cederea Qatullo ſpontaneamente. Che pid altrePoeſie ſcriveſſe, Nonio, Servio, ed altridimoſtrano, paſſi di lui citando, i quali ne-compouimenti che abbiamo non ſono; Pli-nio altres!, ove nomina i ſuoi verſi incan.tatorii, o ſia l' Incanto amoroſo; e Teren-Ziano, che trattando de' metri quattro ver-ſi ne adduce di ſtruttura particolare, quainel libro che ci reſta non veggonſi. NarraLilio Giraldi, come Aldo, ed Eraſino pro-
fellavano d' avere un Poema di Catullo in.
l i cui non s' è avuta mai al-titolato Ver, di cui no 41
t ella.IIa il noſtro Poeta uon fu Poeta ſola-
mente, fu dotto ancora; poiche tal lo di.cono a modo di ſopranomèe Ovidio, Tibul.40, Marziale, e Terenziano. I Pocla dbtrodiſte Marziale, come i Porta Veronoſe Ma-crobio, per far intendere Catullo. Bizarrofu il penſier del Barzio, che per dotto fldebba intender laſcivo. Traſpariſce la ſua
E GLI SCRITTORIVERON RSI 4
erudizione nel grand' uſo che fa de' PoetiGreci, nel poſſeſſo dell' Iſtoria favoloſa, enel compiacimento che moſtrò nel com-pendio di Storia univerſale fatto da Corne-lio Nepote. Egli per altro mor a Roma
in età freſca, benchè non ſi poſſa giuſtificar-
ne il preciſo.
II noſtro dialetto Veroneſe voce ha pro-pria ſua, e non comune nè pure a Vicen-tini, o ad altri confinanti, cioè Progno perTorrente. Non ſia chi la ſoſpetti nata re-centemente, perchè uſala in Latino il no-ſtro Statuto nel principio del libro quinto:rorrentibus ſius prognis; benchè manchi nel
Gloſſario del Cangio. Chi è impreſſo dell?
eſſere i dialetti varj, e la volgar lingua for-mata dalla miſchianza con le parbare, laderivazione di queſto vocabolo cercherànella Gotica, e nella Longobarda: noiche diverſamente crediamo, abbiam percertiſſimo, derivi dalla voce Latina pronus,che vale lnelinato. Quinci un cenno d' anti-ca lingua Veroneſe ci par di riconoſcere inCatullo, che quattro volte uſa queſto no-
me, e due di queſte appunto nel ſignifica-
to corriſpondente al volgar noſtro, cioè percoſa che va precipitoſamente all' in gidi, ilche non mi ricorda avere negli altri anti-chi Scrittori oſſervato:
Nunc eum volo de tuo ponte mit tere pronum.avea detto poco avanti, de tuo volo pont Irepracbipitem. E del pomo, che cade di grem-
bo alla fanciulla, quando in fretta ſi leva:
Atqus illud prono praccupt agitur decurſu.La prima edizione di queſto Poeta, perquanto finora ho potuto rinvenire, è quel.ja del 1472. Molto rari furono i ſuoi eſem-plari a penna, e ſecondo una nota di Mat-
teo Palmieri, riferita dal P. Andrea Scottco
nelle Oſſervazioni, folamente nel 1425 ne
fu ſeoperto un codice; che queſto foſſe por-
tato a Verona, pare ſi affermi in un epi-gramma, che ſi vuole del Guarino, ripor-tato dal Pignorio. Ma in Verona aveaſiCatullo fin dal ſecol decimo, perchè io tro-vo in uno degl' inediti Sermoni, che ho preſ-ſo me di Raterio, venuto d' oltra monti aqueſto Veſcovado, com egli leſſe qui Ca-tullo, aon avendol letto pen I avanti; e tro.vo, che Pavea alle mani nel decimoquarto
ſecolo Guglielmo Patrenge, Cittadin na.
ſtro amico del Petrarca„il quale nell'Opera ſua, di cui parleremo a ſuo tempo,
7 1 0 1 Jverſi ne cita in due oghi. Tra le molte
edizioni di queſt Autore diſtintamente ſicelebrano quella del Voſſio, equella di Giu-ſeppe Scalgero; ma per veritù maggior' o-bligo ha Catullo al Partenio, che prima vipoſe mano, ed a i Guaripi, Battiſta che lemendò, e Aleſſandro, che il comentò,ben-
Catulluuusnunquamantea le-
Aum Oc.
Pag. 16.688.
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