J. 10.6. 1.
Fab. Orat.**
11 DE GLI SCRITTORI VERONEsSI 12
nel tempo del ſuo eſilio, ed aveano già paſ-lata inſieme buona parte delb età, e fattoinſieme un viaggio; dove il noſtro EmilioMacro non era da Ovidio giovanetto ſtatoconoſciuto ſe non già vecchio, e quanto glileſſe le ſue Poeſie. Diverſi furon però ſen-2a dubbio queſti due Macri. Quintilianoaccoppid il noſtro con Lucrezio, perſuaden-done la lettura, ma con avvertire che pec-cava l' uno nell eſserumile, I'altro nell eſ-ſere oſcuro.
Del noſtro Autore nulla rimane, fuor de
frammenti da noi qui ſopra indicati. IITrattato in verſi dille virtis doll: erb piuvolte ſtampato col ſuo nome, avverti RiaLilio Giraldi non eſser ſuo. Non è peròtanto recente lavoro quanto alcuni han cre-duto, poichè libro di Macro% Firibiis Ner-zarum vien regiſtrato dal Paſtrengo. Gau-denzio Merula affermdò d' averlo veduto incodice molto antico col nome di. um cortoOdone Modlico. f
RU V0
Olta probabilità favoriſce il far noſtro
VI Vitruvio, detto Veroneſe anche dal“
Merula, e dal Sabellico. L-anno 1476 fupreſo dal noſtro Publico di fabricar Ia Log.gia in piazza, e le Sale del Conſiglio; diche fa memoria uno Storico anonimo nel
M. Saibante 1304. Soſpeſeſi per qualche
tempo d imporvi H ultima mano per diſpu-
ta, ſe dovyeſſero nella cima col locarſi le ſta-tue degli uomini illuſtri di Verona; il chevera chi diſapprovava per non averſi d'al-cuni certezza. Breve ragionamento fu peròdato fuori da un Pietro Avvogario per ri-
ſolvere tal'ambiguità, e moſtrar quai foſ-
ſero i noſtri Illuſtri. Tra eſſi come indubi-tati, e non conteſi regiſtrò prima Catullo,Macro, e Vitruvio; le ſtatue de quali peròſi collocarono inſieme con quelle di Plinio,e di Nepote. II Saraina ſeriſſe eſſer quantoa Vitruvio paſſata tal notizia per invetera-ta, e univerſal tradizione, qual prende for.2a dal non trovarſi menzione alcuna preſſogli Antichi della patria di queſt Autore,niuna ragione, o motivo avendo avuto, co-me notò anche Filandro, chi bha dettoRomano. Ma A fatta tradizione nè parmiſia finora ſtata ben impugnata, ne bendifeſa.
Parte d' Arco antico ottimamente archi.tettato ſuſſiſte in Verona, ſotto il quale ne5 lati a belle ed antiche lettere, benchè nongrandi, ſi vede inciſo:
L. VITRUVIUS L. L. CERPDPOARCEHITECTOUsSMen bene giudicò I Alciato poter queſto
eſſere il famoſo Vitruvio: ma peggio ſiſoſpettò per altri, avere i Veroneſi ſcolpitequelle parole poſteriormente, per far ſuo il
principe degli Architetti. L' Iſerizione&
antica, e ſincera. Non fu per certo antica-mente permeſſo„come non ſarebbe oggigiorno, di porre il nome degli Architetti infronte delle fabriche, o in coſpicuo luogoa gran lettere; ma db inciderlo con tal mo-deſtia non fu vietato. Però all' iſteſſo modoper I appunto nel lato d' unantico Tempioſi vede intagliato il nome dell ArchitettoLucio Cocceio a Pozzuolo. Ridicolo& ilpenſare, che per dinotar' il Vitruvio cheferiſſe, altri Paveſſe fatto incidere con di-verſo cognome, e di condizion diverſa, cioòlübertina. Non parlo del prenome, perchènon è certo, ſe ſi portaſſe dallo Scrittore queldi Marco, o di Lucio, mentre la ediziondi Firenze, che venne da i Mi, ha Lucio,e Lucio ſcriſſero J. Alciato, ed il SarainaOr da queſta Iſcrizione ſi puòd prima molto
ragione volmente dedurre, che Veroneſe
folle eſſo Vitruvio Cerdone, il quale ol-tre a queſta altre opere qui fece, come in-
v. Erut.227. 2.
dica la maniera ſteſſiſſima; con che per
noſtro, e per inſigne Architetto ben ſi pa-leſa, e meritevol perd d' eſſer fra gli uomi-ni illuſt ri annoverato
Ma ſe ne può in oltre con buona congettu-ra arguire, che Veroneſe foſſe anche il cele-bre Scrittore d' Architettura; perchè la gen-te Vitruvia non fu delle illuſtri, e diffuſe, e
moltiplicate, come la Valeria, la Corne-
lia, la Claudia, e cent altre, de cui nomii mondo Romano in ogni parte era pieno:fu cos riſtretta e particolare, che nell' an-tiche memorie rariſſime volte& incontra.Nell ampiſſime raccolte del Grutero, e delReineſio una ſola Lapida con tal nome ſiregiſtra, ed anche trasformata in piu mo-di, onde non affatto certa: Fabretti, e Spo-nio non ne hanno veruna. Nomina Lam-pridio un Vitruvio Secondo, il quale talcognome per congiunzione co Secondi Ve-roneſi potè aver preſo. La ſingolarità adun-que di tal nome gentilizio può ragionevol-mente far giudicare, che Cerdone non d-altri che del famoſo Vitruvio foſſe liberto,avendone ſecondo b'uſo nell eſſer fatto li.bero aſſunto il nome. L' eccellenza nell ar.te moſtra altresi, che ſuo diſcepol foſſe, emolto probabil rende, avere avuta P'iſteſſapatria col ſervo, e diſcepolo i padrone, emaeſtro. Corre la ragion medeſima, ſenon immediatamente, ma liberto di liber-to, e diſcepol di diſcepolo foſſe ſtato co-ſtul. Nè dia faſtidio alcuno il veder nella
cornice del ſudetto Arco modiglioni, e
dentelli, il che ſi erede riprovato dal vec.chio
zin Comm,