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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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e 14. Ia ſteſſa ei dice, eh' era hen munita d abita-gn. lors, cl Autore citato da Giornande, ch-

li da m.

Jer: beco- andi cis uoimini nodriva anmemti, ho per cer-

ra magisquam Ho-

mines alir. duca, come giudicò anche Andrea Scotto

Sol ech. 2. Roma ſi rammenta da Solino. Mela, e

Trin N10.

Ovidio, che da lui ſteſso già vecchio gli fu-

9 L IBR OP RIM O. 18

10 alcuna contrarieta, perchè di quell'Iſo-

to, chꝰ opera di Nepote in quel Iuogo ſi ad-

nel comento à ĩ frammenti del detto Stori-C0 da lui raccolti, benchè ſenza averne av-vertite le pid forti ragioni. L' opinion di

epote intorno all' anno della fondazion di

Plinio portano la ſua autorità pid volte inmateria di Geografia, e di miſure, e di- fſtanze: ma queſt'ultimo regiſtrando il ſuonome tra gli Autori, da cui preſe, a piedi tredici dee ſuoi libri, e nella pid parte diqueſti trattando di coſe naturali, fa indi-2io, ch'anche di eſse Nepote aveſse ſcritto.A queſt Autore ſono ſtati in alcune ſtam-Pe malamente attribuiti que' libri, che por-tano il nome di Darete, e Ditte, e la ver-ſione di certa Epiſtola, che Pparla dell' In-dia: cos! il libro de Viris illaſtribun, che faPriucipio da Proca, e ſi tiene ora d' Aure.lio Vittore, il quale forſe da Nepote preſe.Tal libro a Nepote veniva aſcritto ancheda i codici del Paſtrengo ſopranominato,dicendo lui Lhrum edidit d. Virim Nlſſri.bus: e appreſso: ſcripſit& Julis Casſaris vi.ram,& fempora; il che da nun altro ſinota. II medeſimo Faſtrenge fu d' opinio-ne che l' opera di Nepotè accennata daQatullo feſse ampia coſa, e inteſe le treCarte per Volumi, e ad eſsa paragona quel.la de un Bencio da Aleſsandria Cancellierdi Can grande primo, e de nipoti, il qua-le Volume immenſo di Storia univerſale aveacompilato. 5

MACRO

Uſebio, o vogliam dir S. Gerolamo,

all' anno di Roma 737: Emilio MacroPosta Veron ſe muorb in Aſia. Ser vio ſopra l-Egloga quinta: per Mlopſo S intonds EmilioMacro, pocta Voroncſe, amico di Virgilio. Trat.tò in verſi dell' erbe, e de' ſerpenti veleno-i, e degli uccelli, le quali opere atteſta

ron lette:Sache ſuas Volucres Iigit mili gramclion ac vo,Quad us nocet Serpent, quàs juver Herba,Macor.Ma d' altre ſpezie ancora di coſe natu-rali 10 penſo che ſeriveſse, poichè Plinioregiſtra Emilio Macro tra gli Autori da cuitraſse, non ſolamente a piè del libro deci-mo ove tratta de' volatili, ma del nonoancora, in eui de peſci, e dell' undecimoin cui degl' inſetti, e del decimoſettimo in

cui degli alberi. In fatti Servio cita EmilioMacro in propoſito dell' Api.Dall' opera ſopra gli uccelli queſti dueverſi cita Ilidoro:Oenus in alſpiclis ſæmpen lastiſſimus ales:Hunc optant nautas, quia ſe non mengitin undas.Equeſtꝰ altri due da quella ſopra i Serpenti:ſels terga enſpirant fumantia virus,Seu ferram infumat, qua toter labitunAngliis.Nelle ſtampe ſi legge ſhumantia, e fumat:ma chi ha piu inteſo ierga ſpumantia, e an-guis terram fumat? Verbo veramente pocofrequentato& infumare, ma forſe era fami-gliare a. Veroneſi, poichè tre volte l' uſaPlinio nel libro decimottavo per diſeccareal fumo. Del noſtro Macro ſei paſſi citaCariſio nel libro primo, e tra queſti unverſo dalb opera ſua Oupladv de li antido-7, come da tutti ſi è ricevuto; ma lo cre-derei, che andaſſe letto Onpνfñv de Sorpen.%, O delle heſtis velenoſs; poichè di que-ſte ſappiamo che egli avea ſcritto, ma nonſappiamo, che aveſſe ſcritto de medica-menti, e quel verſo parla del ſibilo, chedal lungo collo d' alcuni animali riſuona:longo roſonantia fibila collb. II dir Quintilia-no, che Macro avea imitato Nicandro,non baſta a far credere, ch'egli aveſſe ancheſeritto nellꝰ iſteſſo ſoggetto, dicendo lui qui-vi, che lo imitò anche Virgilio, il qualenon per queſto trattò de medicamenti. Co.olè ſtato corretto, in Orait he, cioò dhliegeb raclos dle gli lcceſls, il titolo d altra ſuaopera, di cui cita Nonio Marcello il libroprimo, e Diomede il libro ſecondo, eſsen-doſi prima letto Theoggoniat. Non credo an-cora, che ben ſi legga in Priſciano, eſsereun verſo di queſto Poeta, eh'egli apporta,tratto dal libro dhcimoſeſto degli Annali; nonfacendo men ione alcuna Ovidio di tal'ope-ra, che ſarebbe ſtata la pid conſiderabile.Citaſi quelb iſteſso verſo di Macro da Dio-mede ſenza menzion d' Annali. Forſe ſiequivocò per Licinio Macro citato da Li-vio, e da Macrobio, e di cui GuglielmoPaſtrengo: Liciniut Macer Anunalium ſeriglitlibros. Ho oſservato liſteſso equivoco 11ſtampe di Nonio, ove citaſi un paſso delOrnithogonia di Licinio Macro, edubbio riporſi Emilia. 1Crinito, Giraldi, e gli altri 9 oro,col Brokuſio ſopra Tibullo, e a ottiſ.ſimo Fabrizio ancora, ſtimarono eller Iiteſſo Macro, quello che avea ſeritto in ver.1 11 proſeguimento della guerra di Lroja.

EM. I. 1.

Orig. L 12.

lib. 10.

Lib. v.

Pag. 44.

dee ſenza 2h U. Pro-

e

Ma nelle due Epiſtole a coteſto Macro da 4 Pon d.

Ovidio per Via della e ſuo congiun-to dixette appariſce, com ei vivea ancoranel

„O. Amo“,2. 4 8.