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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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27 DE GLI SCRITTORI VERONEST 28

golarmente 11 punto dell eſſere ſtati meſſi

inſieme, e finti, e publicati dal noſtro Gua-rino queſti Sermoni, e il non eſſerſene prima

avuta mai notizia, o menzione alcuna. La

qual coſa con tutto il conſenſo di tanti,quanto ſia erronica e falſa, con poche paro-

le farem conoſcere.

Falſo è prima, che dal Guarino veniſſe NI edizione di queſti Sermoni, non dati in lu-

ce prima del 1508, che vuol dire intorno acinquant anni dopo la morte di lui. Bensper publicargli ſi dicon traſcritti da volumsaul ichiſimo trouato in Verona dal Guarino nol-la Biblioteca del Veſcovadb. Ma per vederequanto ſia lontano dal vero, che da niunoli meatovaſſero i Sermoni di Zenonè avantiGuarino, baſta legger I operetta di Gugliel.mo Paſtrengo contemporaneo del Petrarca;perche egli non ſolamente! annovera tra gliSerittori, ma recita il catalogo de' ſuoi Ser-moni, e cita di eſſi teſtimonio pid vecchiodi lui, cioè Giovanni Prete Manfionariodella Chieſa Cattedrale, il quale arrelavaG auergli letii tutti. Coctaneo a queſto fuPier de' Natali, che parlando del noſtroZenone annoverò parimente i Sermoni; edalquanto anteriore fu Pietro Calo, che rac-colſe, e compendidò in due gran volumi levite de' Santi. Dagli ſcritti di lui traſſero 1Padri Bollandiſti una leggenda della trasla-XII April. zione, e miracoli, a piè della quale cosi egli

notò ſcripſit autem S. Leno traltatuſ ultra oc fo.

ginta&c. e di poi: quos tracfatus et cpiſtolas, ac

cpoſitioneſ pulcro, et ſaltili lilo editas cg vidi

zn duobus voluminibus apud F. Zenonom ds Ve-

rona. Non dunque ſolo fu Guarino, e non

primo, e non fu unico il codice trovato

Poi da lui nella Libreria Capitolare, ma al-

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tro ven era in quella del Monaſtero di S. Ze-

none. Anche Giagopo Prete, i verſi del qua-

le tratti da un mſ Zenoniano ſono ſtati pu-Cui dies blicati da Bollandiſti, lodò in que' tempieleqbi ne. i] Santo ſingolarmente per' eloquenza5%% Ora una ſua vita abbiam noi di nuovo da-ta fuori a piè dell Ittoria de Diplomi, Pau-tor della quale può congetturarſi viveſſe nelſecolo del 1100, o in quel torno. In queſta s:introduce il fanto Veſcovo parlante al popo.10, e gli ſi fanno dire alcuni pe de 5 ſteſſSermoni ſuoi. Ma queſto non baſta. Fiori nelſecolo del oo Raterio Veſcovo noſtro, 0 pergli ſeritti celebre, e per la vita. Que 5 intre delle ſue operette cita un paſſo dal er-mone ſopra Giuda Patriarca, e nell Epi-ſtola Sinodica lo cita con premetter queſteparole:& cum ſpecialis noſſen Doc for ali,Probiſor, beatus atiqus Zeno dicat in Sermono,guem ds Jia plio ſacob,& Thamm nuru ip.Hus elgganliſime conpoſuit&. C& di meglioancora. Hincmaro, creato Veſcovodi Rems

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nell' 845, fece dono alla Libreria di S. Re-migio d un codice contenente queſti Sermo-ni con titolo di Trattati di S. Aonone Voſco-0 Veroncſe, il qual prezioſo codice conſer-varſi ancora oggi giorno, fanno fede i dottiBenedettini editori di Sant' Ilario, e altres!iI P. Ruinart. Non ſolamente adunque finnel ſecolo dell' ottocento i Sermoni di Ze-non Veroneſe anche in lontani paeſi eran

noti, ma non è da credere ſi ſoſpettaſſero

punto apocrifi, qua e IA rapiti, e lalſamen-te denominati, poichè un Prelato di tantelettere, qual fu Hincmaro, gli ſtimd me-

ritevoli d eſſer da lui donati a un' inſigne

Biblioteca. Ecco però quante teſtimonlan-ze, e quanto anteriori a Guarino. Nè jodubito punto, che altra ancora non ne aveſ-

ſimo pid antica, e pid manifeſta, ſe il li-

bro trovato da lui nella biblioteca Capito-lare non ſi foſſe miſeramente ſmarrito, poi-chè afferma il P. Caſtellani, primo editorde i Sermoni, conb era antichiſſimo; e fud'una libreria, nella quale quaſi tutti i co-dici erano in carattere maiuſeolo, ed anchemolti ſecoli fa riputati antichi.

Jo credo però giuſtificata a baſtanza Jautenticità in genere de Sermoni del noſtroVeſcovo. Cheè tra eſſi ve n' abbia, che ſuoinon ſono,& deſtino alle raccolte di Sermo-ni comune che alcuni ſien pezzi informi,e potè venire dalla confuſione, ed arbitriode copiſti, e dalb eſſer talvolta raccolti dal-la ſua voce anche pochi periodi in qualchefunzione proferiti. La diverſità di ſtile cheſi decanta, non ſi verifica generalmente,perchè in gran parte di queſti monumentiLiſteſſo genio appariſce, e I' iſteſſo modo.Le difficoltà ſopra alcuni paſſi ſi riſolvonocon abbandonar h errore di chi l' ha credu-to del terzo ſecolo, e de tempi di Gallie-no, ſopra di che veggaſi l: Epiſtola aggiun-ta danoi a Veſcovi Veroneſi nella nuova edi.zion del Ughelli. Che viveſſe verſo la finedel quarto ſecolo, ſi rende patente a chi bencobſidera in primo luogo la condizion dique tempi in queſte parti, e I' uniformitàde fatti ne paeſi adiacenti. Si rende indu-bitato poi dall' eſſer Santo Zenone ſucce-duto à Gricino, e queſti a Lucillo, che nel347 ſoſeriſſe al Concilio Sardiceſe. Nientemen forte è hargomento„che ſi trae dallEpiſtola di Sant' Ambrogio al noſtro Veſ-coVO Siagrio, perchè Jo riprende in eſſa dinon aver àuhto per innocente una ſacraVergine aflolta gid, e fantificata dalla be-nedizione di Zenonę ſanta memoria: conche fifa chiariſſimo, che Zenone era ſta-to ſuo anteceſſore. Ma che occorrono altrePruove, quando dice egli ſteſſo nel Sermo-ne della Continenza, come gl'inſegnamen.

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