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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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Petr, Fon.5

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qualunque materia. Abbiamo per altro inoggi un noſtro Gentiluomo, il P. D. Mare:Antonio Zucco Monaco Olivetano, chenon ſolamente improviſa con ſomma gra-2a m argomenti cOmuni 5 1185 con tutta fe-licità in qualunque ſoggetto filoſofico e do-ve ſia difficile 10 ſpiegarſi anche penſata-8 Smente. E poichè g' improviſanti Saneſi,traꝰ quali il celebre Cavalier Perfetti, han-10 melo in uſo di riaſſumer per ultimo, 8epilogare i maneggiati argomenti, egliPer diſparati che ſieno, gli uniſce allora conpaſſaggi cos mirabili, indi gli compenetrainſieme tanto ingegnoſamente, Che Penſar nolPot ria chi non I O udlito. Aggiungaſi, ch'ei non improviſa ſolamente cantando„com'd uſo di tutti, ma con aſſai maggior mera-viglia cento terzetti dirà un dopo P altroeguitamente ragionando e recitatigliFut e pin Sonetti, con le ſteſſe rime, periſtrane che ſieno, immediatamente riſpon-de. Queſte giocondiſſime pruove ſembranoIMpoſſibili, anche quando attualmente ſiTeggsono, e ſon doni che per verità fuor d'Italia non trovanſi. Ma in Italia ancora neſi era udito pid improviſar per piu ore inſoggetti varj ſenza canto„ nè in aſtruſi, edottrinali argomenti.

GIOVANNI PANTEoO,8

DISCEYOZT I

Iovanni Antonio Panteo leſſe il gius8 Canonico in Padova; fu Segretariodel Veſcovo Ermolao Barbaro, indi Arci-prete d' Ogniſanti, poi Canonico di Tre.viſo. Scriſle da giovane un- opera in dialo-90 ſopra i bagni di Caldiero, nel qual ar-Somento avea prima ſcritto Aleardo Pin-demonte, Medico inſigne. Tratta in eſſa varjpunti d erudizione, è ſi moſtra bravo Greci.ſta. Fa la dedicatoria in verſi ad Andrea Ban-da Qiuriſconſulto, Podeſtà di Legnago: all-iſteſſo mentro era Vicario della Cala de' mer.canti dedicdò altra operetta d Iaudl us Pero.26, nel principio della quale tocca, com-era ſtato ſuo condiſcepolo ſotto Antonioda Brognoligo. Feceſi ancora dal Panteo ilproemio a gli Statuti de- mercanti, indiriz-zato a Franceſco Diedo Podeſtà di Vero-na, ſtato poco prima Ambaſciadore a Siſtoquarto, di cui ſi ha elegante epiſtola di riſ.pregiabili di Dante terzo, d- Agoſtino Ca-pello, di Giacopo Conte Giuliarl, e di Vir-gilio Zavariſe.

Erano queſti ſtati ſuoi diſcepoli, e di eſ-ſi varj, e unghi componimenti ſi hanno in

BR TFN.

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verſi Latini, recitati a un Accademia 8anno 1484 tennero in onor del Maeſtronella piazza de- Signori con molta pompa.Pud dirſi il pin antico eſempio di cosi fattefunzioni. Fu queſta eſpoſta, e riferita dalGiuliari diſtintamente con titolo d. ActioPanthea, e ſtampata nell iſteſsꝰ anno; quallibretto abbiam mentovato, e mentovere-

80 nel Labbe, che ſi conſervava un libro d-epigrammi ne teſti a penna della LibreriaNaudeana. Opgſculum Com, a Htelariisſi mentova dal Tomaſini ne- Ms di Pado-va, dove dee ſcriverſi A Iuliariis

Nell ultimo Poema, ch è del Zavyariſe,ſi nominano ſopra 40 Soggetti Veroneſi,che in quel tempo ſi diſtingucano per lette-re, ela maggior parte de quali avea ſcrit-to. Dice egli del Panteo, che in ogni gene-re di Poeſia era maraviglioſo; e dice di ſeſteſſo, come ſi ocοava nello ſtudio dell'Ebrea lingua, e dell: Araba, il che in quell'eta era molto ſingolare. Fu Cancellier dellaCittà, e ſi ha di lui un KReportorio degli At-ti publici, e delle Ducali, e monumenti alpublico governo ſpettanti. In quanta ſtimaegli foſſe in quel tempo per la Poeſia dimo-

Bibl. Mg.P. 62.

ſtra Franceſco Rocociolo Modaneſe, che

nel proemio al ſuo riſtretto in verſi delle Sa-tire di Giuvenale ſtampato in Modena nel1503, cosi parla a Verona:LJaſuper haud alio cenſori nomine dgnumHergillum oſtenras, qui rauto Fulta AccorCarmina Caſlallis ardens depromit al un-Ar niſi primę vum ib! Mantua Protegat(tas,Grandliſong rapiat novus hic pręconia Muſę.Di Dante terzo cos! parla il medeſimo„do-po aver favellato del primo:Efſgiom culus Maſaſgus hoc lempors Dan-egExprimit, ot ſortus rocte numeratun ab1100 5Ordins, ſed proauum ſaperat grabitateLatini 2Carminim, et logultur Ciccrousi dechutiue400 5Abbiam 92 8 oye degli Aligeri, comequinto veniva ad eſſere dall antico, non8 van Epitalamio di PanfiloSaſſo per le nozze di Giacopo Giuliari conEliſabetta Chiaramonte, cui ſi premetteEpiſtola Latina di Pier Antonio Occhide.

Cane.

LAC.