107
Hec nos rura manent, hoc nomus incoletQuiſquis porpotuis fervet amoribus;Guiſcuis po lorc molli
Incluſas aluit faces.
Ergo iam qubrulis parse doloribus,Neu maſtis violts funera fletibus.Viuvum, Milphia, vulgus
Plores, ſi ſapias magis.
Quotiss nitontes Milphig ms genas,Frontemqusc cerno lucidam;Ingene ſub imis oſſibus crôſcit calor,Et flamma pte tus macbrat.
Vir coutinere ſe poteſt domons amon,Et impetus cupidinis,Iniciat amibas quin ſtatim collo manus,Et rapta carpat oſcula.Verum moratur ie venerandlus Pudor,Tautumque diſſuadbt nefas.Pudlore victus ſgvit inf renden amor,Magiſqus ferbet, ac magis Ec.
L' iſteſſo codice 358, che contiene una
gran raccolta di Poeſie Latine, oltre a mol-ti autori da noi altrove riferiti, queſti no-mi ancora ad alcuni componimenti premet-te. Gerolamo Dioniſi. Antonio Montanarilodato da Panfilo Saſſo per Aſtronomia.
Gerolamo Bagolini. Pier Franceſco Bra.
Guglielmo Guariente. Mattia Zucco. Ber-nardin Volpino. Franceſco Recaleo. GioanFranceſco Segala. Filippo Murnovo. Bian-co Ceruti, e alcun altro, che laſcia in dub-bio, ſe foſſe Veroneſe, o no. Nel 718 epi-grammi ſono di Giovanni Lagarino, e diGiacopo Guariente detto Philomiſus. Adalcuni di queſti, e a molt' altri Veroneſi in-dirizza epigrammi, ed elegie Panfilo Saſſo,quale come appare dalla raccolta ſtampatadelle ſue Poeſie Iatine, fece qui buona partedella ſua vita. Non pochi de' noſtri Lette-rati di quel ſecolo ei nomina nel libro ele.giaco de laudibus Vorong. Di ZennovelloGiuſti, che avea ornato tutto il ſuo palaz-20 delle Stelle d'eleganti diſtioi fa menzio-ne il Rocociolo. D un Aurelio di queſtaela avea Poeſie il Torreſani. Di TomaſoTurco eleganti epigrammi conſerva il no-ſtro Mſ n. 36. fMario Filelfo figliol di Franceſco non fuveramente Veroneſe per naſcita; ma poi.chè il fu in certo modo per elezione, e poi-che di lui nè Giraldi, ne Voſſio conobbe.ro ſcritto alcuno, diremo, comèe nel codi-ce Saibante 3 56 ſi ha un' elegia, nella qua-le ei recita l opere ſue in numero di 60 incirca, la pid parte in verſi, talchè affer·ma, niuno mai averne fatto tanti.Me hrevior Naſo, meque Maro hrevior.E notabile, che dice aver fatto Tragedie,
DE GLI SCRITTORI VERONEsSI
e Comedie, e niun genere di Poeſia eſſer.
108
gli ſtato ignoto. Sua Satira è nell' iſteſſo li-bro contra la facilita allor venuta di farConti Palatini, e Dottori, e Poeti lau-bei bComes eſſe o quiſquit anbelas,At Egues, aut Bob for, genibiis te oſten.
dito flooeis;
Quod cupis, illud erit: concurrit turba,nec lillus
Hinc bcluſus abit. Comitum esgo occurrisuubiqul,
Navigiis. aurum preſio ſit, nec tibi natusUllus erit ſins legs, paten, ſuccrdt in om.22Poſteritaris opes; Comitum quem cura fo.vo hit,Tegitimus iet, noc in orb tabollio rarllisc.
Afferma Mario altrest d' aver tradottoin verſi la Teogonia d' Eſiodo, e d' avertradotto Omero, benchè non ancor ter mi-nato, e alcuni libri d' Ariſtotele, e di Pla-tone, e d' avere ſcritti epigrammi, e lette-re in Greco, e la vita di Dante in Latino;e come volgarizava allora Strabone, e nonavea ancora quarantacinqu' anni. II Mf257 contiene ſua lunga opera in verſi eſa-metri, diſtinta in tre libri, ed intitolataVerona, nella quale tratta di tutti i pregidella Città, e territorio, e fa menzionedelle pid conoſciute famiglie. Se ne racco-glie foſſe qui condotto per Maeſtro publico:
Surgimus, ot rediiſſe iuvat, Veronaq uereo kia
Inſegnita ſlis placot: his requisſcoro men eſt,
Donbc gratus erit populus mibi, nec labor45
Incipiet anus: delec kant præmia, laudes Oc.
Seguono dell' iſteſſo terze rime ſopra il la-go. Sua traduzione dell' Uficio della Ma-
donna, e d' altri ancora, co Salmi, preci,ed inni, tutto in terza rima, conſervarſiin bel teſto a penna della libreria Trevi-
ſani, fu già da me avvertito ne? Tradurto-
11 Haliani. In volgare compoſe ancora unRomanzo: Glicefila Ninſæ Bolagneſs. Fupoi condotto per inaeſtro in Mantova, do-ve ſeriſſe ii Tritemio, che mori nel 1480,e nota, che fece Orazioni, e trattato d-arte Rettorica. f
Non è da tacere, come improviſator fumirabile in Italiano, e in Latino, e d' in-eredibil memoria: narra il Giraldi, che pro-poſtigli da cento perſone(forſe I usò pernumero indeterminato) argomenti varj, eigli ripigliava tutti per ordine, e ſopra ciaſ-cun verſeggiava. Maraviglie intorno acid narra Matteo Boſſo anche di PanfiloSaſſo, e cosl del trattar prontamente di
qua-
V 2. ep. 3 8.