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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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Huræ nec infenſo doncgat ill mibisAdvolat enternis Jama pollectus ab oris,

Aqus huius ompos munoris hoſpes abit.A ego, qui f. O a, qui muro claudon ab uno,

Deſpectus tanto non fruar ipſe bono?

ANTONIO BECCARIA

Ortò dalla madre queſto cognome, efu Teſoriere della Chieſa Cattedrale,di che veggaſi I Ughelli. Di eſſo il Boſlo:apud Epiſcopum habet ur primis Honoriſus An-ronlus Brccaria, qui ſane magna cum laudl⸗ 40ſidue virit, arqut conſentit, iuſtitutiis 5 Lati.nis et Orgie poragregie litoris, er alla VicroriniFelirenſis olim ſchola Aſcipulus paucis inforion.In altra epiſtola ad Ermolao Barbarò iſteſ-ſo, in cui ſommamente lo loda per la ſcel-ta de miniſtri e de' famigliari, che erantutti d'inſigne virtꝭ dotati, chiama il Beccaria compagno de- ſuoi ſtudj, e grave ſe-condo Poccaſioni, e faceto. Altamente ſen-ti di lui il Panteo nel primo dia logo. Anto-ius ille Beccariat Voeronen, omnium orudlito-Tals noſiro ꝑvo tam Gręeg quam Latiuę FacilsHicopr. Gli ſcriſſe una lettera FranceſcoFilelfo nel 1459.

Traduſſe dal Greco Dionigi Geografo

detto Periegete, qual verſione fu publi-cata in Venezia nel 1477, e ancora nel1478, e poi pid volte; benchè nella edi-Zione de- Seografi minori non venga no-minato il Beccaria dal Doduello. Tra-duſſe ancora qualche vita di Plutarco; eſtampata quella di Pelopida. Di queſt- Au-tore il Sig. Cancellier Campagnola poſſiedein teſto à penna tre lunghe, ed elegantiOrazioni intitolate Achiones. Altre ſimili,ſe non era altra copia delle medeſime, ſov-vienmi aver gi offervate ne: Mſs Treviſanicon queſto titolo: Orationes defenſori? Ant. Bec.carif Vor. Sac. babitg Veron coram ipſius Civita.710 Prgſals Herm. Barbaro advbnſus quoſdlam,gui dicebant cloſusntiam, et gentilium libros,. marius Poctas, nom eſſe Iegendos. A queſto allude l Axion Pantea ſopranominata,ovye dice del Beccaria:

Qui probat antisuos Centile eſſe Iagendos,Lerrarum bro wvibuschartis incluſcrat orßem.or anche pare, che con tavole geograficheacc paRnaſſe la ſua verſione del Periege-te. Nel mio codice 36 fi ha un libro d' ele-gie amoroſe di queſſ: autore, nelle quali inprima eta, e avanti che ſi faceſſe di Chie.las eſercitò lo ſtile. II libro e indirizzatoa Lodovico della Torre. Periiſi a ino Lodb-Dic Oc. In altro mſ preſſo 1 Padri di 8.

Fermo vidi già ſue Egloghe. Ne; catalogliide Mis d'Inghilterra ſi annoverano alcune

E.

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opere di Sant: Atanaſio Latinizate da queſt-Kutore f

8*

IL ARION E* Monaco Benedettino Virgi-110 Zavariſe:Huarion Ndanacſus quoqus„ Fontanella

Propago, N a

. Ooptimius inror pres„Dates, Oraton et idem.Vien lodato queſto Harione Monaco Vero-neſe da Giuſeppe Scaligero ne: Prolegome-ni all' Emendagion ae temp, e nel libro ſe.ſto dell'iſteſs Opera, ove Cita una ſua dot-ta Ehpiſtola ſcritta a Greci in Greco. E ſſen-do ſtato chiamato a Roma da Siſto quar-to, ſi veggon premeſſi all edizion del Da-maſceno fatta dal Fabro verſi di Celſo Vero.2g(dalle Falct) Abate di 8. Giorgio inVenezia, ad Hilarionom Momachum contærra.cum, ne quali cos! parla: 5I meu Hlariom, cuctus ſpes maxima noſtrĩ,I batris lumen, perpetuumqus dhcut.Mor a Rodi, mentre paſſava in terra San-ta. Traduſſe dal Greco Doroteo Archi-Mandrita, e benchè tal verſione poco pia-

ceſte al Rainaudo, ſi vede inſerita nel to-mo quinto della Biblioteca de' Padri conlettera premeſſa di Lorenzo Monaco. Tra-duſſe gli ſcritti Logici, e Fiſici di Giovan:di Damaſceno, e la ſua traduzione fu Publicata da Giacopo Fabro nella edizion diquel Padre. Traduſſe un compendio dellaRetorica d Ermogene, ſtampato in Vene-zia, in Friburgo, e in Argentina. II Voſ-io cita di queſt Autore unꝰ appendice alleVite de Santi del Voragine edita in Mila.no nel 1494. la vita di S. Simeon Monaco,e un libretto della traslazion di&. Giorgio.Nel tomo primo della Grecia Ortodoſſadell' Allacci ſi ha: Hlarionis Monachi Oratisdialeckica de pume Crgcorum myſtico, et Lati.drum ar mo. g b 5

DOMIZIO CALDERINIL

ö E ſi chiamò Domenico de 1 Caldari 24 come ſogndò il Baillet, nꝰ 1 1Caldiero, come il Giovio ed altri eſeritto, ma in Torri ſul e 5 3Roma nel 1477, per Ae asione 1 FraFilippo da Bergamo, m 550 0 8 325, CO.me parlano gli Epigrammi in ua mortef compoſti, E ſingolarmente quello di LucioFosforo, Veſcovo di Segna, che lochiamaReſtitut as Literasum. In un ſolo di eſſi diceſi:Te ſeelorata 7 trietéride nondumBis, Domiti, elapſa mittit ad 881 che