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fragmenta ſpectatu digna, vaſa, paterę,lucerng, crateres, et membrum virile: ca.put Laocoontis artificioſſſimum ſimulacrummulieris ſedontis: duo alia capitibus trunca, etunam integram voſtitam. Ibidem eſt tabulamarmorca, in qua Circus enpreſſus eſt cumſuis metis, doliolis, obeliſcis, et altaribus; etalia tabula diſcumbentium in triclinio cumHntheſi, niſquam alibi maiori forma vel ar.icio crquiſitiors cornitur. In Hortulo ſuntdug ſtatug veſtitg ſinb capitihus, et alia mu-
lieris ſedentis, qug capite àc brachlis truncabt, cum Syringa, et Cupidine. Plurimà in
J. 3. p. 415.et in Ap-pend. Faß.
Labb. 7, 46. 786
Hoc palatio videntun antiquitatis monumen-ta, opitaphia, inſcriptionbſqus, et ciuſmodi
religuig priſc? vetuſtatit, quę miriſice dele-
H ant poritiorum artificum, et literatorumhominum oculos et ingenium encitant.
E pure troppe coſe tralaſcid il Boiſſar-do, che non erano del ſuo guſto; poichèſopra tutto inſigni furono in queſto Muſeo1 Mͤ S. Uno ne celebra il Panvinio pid vol-te, in cui ſi avevano i Faſti Romani ſcrit-ti in carattere maiuſcolo, e cosl ne parlanelle premeſſe all Appendice. Liber literis,qua maiuſculas vocant, in mombranis voncran-das votuſtatis ſcriptus eſti Romas: cuius mibicopiam fecit Achillos Maffous antiquitatis om-nis poritiſſimus: quem in antiqua, et vetuſto-rum codicum rofortiſſima ait Bibliotheca in-venit, quam à maioribus inchoatam vin opti.mus, idemque doc fiſimus Bernardinus Cardi.nalii mirum in modum locuplstauerat. Si val.ſero di que codici Paolo Manuzio per I' o-pere Filoſofiche di Cicerone; Achille Stazioper Catullo; il Sirmondo per le ſoſcrizio-ni del Concilio Calcedoneſe. Eravi un eſem-plar di Varrone pid intero di tutti gli al.tri per teſtimonio d' Antonio Agoſtini, eduno di Pompeo Feſto nominato dal Gotto-fredo La Notritia Imperii a que codici dee-ſi in gran parte, di che veggaſi il Pancirolonel fin della Prefazione Ma fu ancora in
uella Galleria quantità grandiſſima di Me-daglie, II Panvinio d' Achille: multos mib-
DE GLI SCRITTORIVERONES]I
dio ail Cardinals primo Maffeo.
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nummorum acervoſ commodavit, quos ſibi cummagnd ſtatarum multitudine fludioſs compara.vit. Smezio, e Grutero citano da quello
Studio una Medaglia di Pertinace. Ma il
piii raro mi reſta ancora. Le piii eccellen.ti reliquie, che per h antichità Romana cireſtino, ſon le lungbe Iſcrizioni in metallo:di queſte, che in S piccol numero ci rima-ſero, ſupera in oggi ognꝰ altro Muſeo d' Ita-lia e fuori il Farneſe: ma di eſſe almeno
I. Faß
5
403.
Henot. p.
1
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ſei, furon già preſſo i Maffei di Roma,
come dall Orſini appare nella prezioſa rac-colta, che aggiunſe al Trattato dell' Ago-ſtini De legibus, et Senatus conſaltis e co-me anche nel Grutero ſi yede, Pirro Li-gorio, che ne ſuoi molti tomi conſerva-ti nella Real Biblioteca in Torino ſpeſſevolte de' Maffei fa menzlone, adducen-do li due rariſſimi monumenti Greci, ch-ora ſi cuſtodiſcono a Parma, gli dice 2.ole di brongo, che ſi trovano nel bello Stu-intende diBernardino, per diſtinguerlo dal fratel loMarc. Antonio. L' abitazione di coteſtiMaffei ſuole indicarſi a Aggripinas, e ſul.Capitolio. Eſſi fabricaron di pianta il Palaz-20 paſſato poi nella Sereniſſima Caſa d-Eſte, indi acquiſtato dal Marcheſe Accia-joli. Eranvi perdò fin poco tempo fa pidiſcrizioni, e memorie, e vi ſi vede ancoranegli ornati di pietra il mezo Cervo genti-Iizio in pid luoghi.
RR EN NI5 dalla Torre fu Lettore in Pa-
dova di Medicina, poi a Ferrara, e inPadova di nuovo. Ripuliva alcune ſue ope-
re per darle fuori, quando termind di vi-
vere nel 1506. In Padova gli fu recitata!orazion funebre, che ſi ha ſtampata, daPierio Valeriano: altra ne fece Piero Par-tenio. Correſſe il nono libro d' Almanſore,e iI comento fattovi da Ercolano. Aveapreparati comenti in Galeno, e Conſigli.
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9.7. Pp. 26.