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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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189-190
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40ů f. t. I. p.124.

p. 197.

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. Ven. 1557. à ſpeſe di Giacopo Strada,ſtampa tutta in maiuſcolo, con Indice iſto-rico ampliſſimo. II P. Gandolfi nel ſuo ca-talogo tralaſeid i cinque libri de Faſſi co-lor Commentarii 2 equivocando, com& da. Son queſta, che parrebbe I' iſteſs1 n queſta all' incontro dubito, ſe4 Puramente fatica del Panvinio, o trat-ta Per altri dagli ſeritti ſuoi.

XX A Bonticum Romanorum elogia,e magincs. Romę 1568.

De ritu ſepeliendi mortiio- apud voters1 1 5„et% corum cobometeruin. Romę

581.

De Epiſcopatibus„ Titulis, et DiaconiisCardinalium. Venet. 1557. Pariſiis 1609.

Bibliotheca Varicand. Tarraconę 1587.

De Triumpho. Venet. 1573.

Vita Gregorii VII in einque libri: vedi ilJandolfi. L. Aſſemani nella Biblioteca

rientale cita la ſua Vita di Giulio terzo.

Doe ludis Circenſibus. Patavii 1642. An-neſſo de Triumpho con illuſtrazioni dell“Argoli e del Pinelli.

De Inveſtitura Electorum: è nella raccol.ta di Diſſertazioni ſpettanti al gius publi-co di Gottofredo Bukiſch. in Praga an.1689. Molte edizioni d' opere del Panviniorecita il Draudio.

Con qualche diverſità nomina egli ſteſſoalcuni de' ſuoi libri nel Catalogo che ne fanelle Antichità Veroneſi: come à dire Bi.bliothocg libri ſex. De antiquis oſſicus et Ma.giſtratibus S. R. E. De varia creations Ro-mani Pontificis. Antiquarum totius torrarumorbis Inſcriptionum.&c. Il Labbe nella ſuaBiblioteca de Ms recita del Panvinio: Epi-tome de Pontificis Romani varia croatione.De aucdoritate, et iuriſdictions CardinaliumSede vacante. Spocialia in elections RomaniPontificis. Notabilia ſuper electione ciuſdem.Quid agendum Farnoſio Cardinali in oled tio-nc futuri Pontiſicis. Modi, ſeu formę ohſervg.1% in election ſummorum Pontißcum à S. Po.ro ad Iulium III.

Seritti di queſt Autore ſi conſervano ſpe-zialmente in Roma nella Vaticana, e nell“Angelica: altresl in quella di Vienna, e inquella di Monaco in Baviera, dove alcunin' ebbi già in mano, quando da queſto ge-nere d' oſſervazioni molto era alieno, e lon-tano. Non laſcerò di ſoggiungere, che d' al-tre ſue fatiche, o peritèe, o da taluno ufur-pate, io dubito non ci manchi anche la no-tizia. Oſſerviſi ciò ch egli ſcriſſe nella pre-fazione al Rito di ſepellir tra- Criſtiani:

aver lui de li uſi antichi in tal materia„Ro-

mani, Greci, Ebraici, Egizj, e Barbaritrattato in libris„ 7 ſcraginta Auliquita-rum Romanarum ſcripſi; e di ciaſcuna di

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quelle genti avere illuſtrato il coſtume com-Hbutariis, et tabollis gneis rer ipſas cnpri-moentilbeis. 5

II gran merito di queſto Scrittore puꝭdrender non diſcaro, ſe qualche conſidera-alone qui aggiungaſi. Gli Annali Eccleſia-ſtici lavorat i con tanta gloria dal CardinalBaronio, furon prima intrapreſi, e moltoaVanti condotti da lui, Scritto han già mol-ti, a lui doverſi le fila maeſtre delbimmor-tale orditura, Carino Latini trattando del.la Cattedra di S. Pietro, rimette all- Iſto-ria Eccleſiaſtica del Panvinio Egli ſteſſonella dedicatoria al Cardinal Farneſe dell.Indice, o ſia della Cronica de' Papi, eCardinali, afferma, che per comando delCardinal di Santa Croce, che fu poi Mar-cello II, fu coſtretto a laſciar' imperfettaJIſtoria Romana, ed a rivolgerſi tutto all-Eccleſiaſtica, che giaceva ancora in oſcuretenebre: per lo che dic egli aver con infi-nite fatiche, e pericoli raccolti li antichimonumenti d'ogni genere, e da moltiſſimilibri ed archivii copiato, e fatto copiare, etravaglioſi viaggi aver' anche per ciò fattiin diverſe parti d' Italia. Le eſſerſi lui di-lettato di peſcare anche nell acque vaſtiſſi-me degli Archivj, ben ſi riconoſce tra l'al-tre opere nel ſuo Cronico Veroneſe, dovepaſſi, e notizie cita di carte non mai ſtam-pate, e da niuno avanti tentate. La mortedel ſudetto Pontefice fu di gran danno all-impreſa, ch' egli però proſegul valoroſa-mente: rotius autem inſtituti mei ratio eſt, hi-ſtoriam univerſam Heclſiaſticam tam Cręcamquam Latinam alia rabions, alqus Scripto-res Crgci feccrunt, à Chriſti natali diè adnoſera uſqus tempora perducors. Tocca la ne-ceſſità di tale Iſtoria per eſſer perduti Ege-ſippo, Papia, Quadrato, Ariſtide, Da-maſo, ed altri, e non meno gli ſeritti de-Notarj Romani antichi; e parimente per-chè Euſebio, e gli altri ehe ſi hanno, po-co parlano del Occidente, e vengono pocoavant!

Notiſſima coſa è a chiunque penetròè al-quanto addentro nelle migliori lettere, 15nella vera erudizione, come il fonte 8 5curo e pid ampio delle notiziè 0 Ku-le Lapide, e le Iſcrizioni. Or quelto

a f.; he al Panvinio,dio a niuno è più debitore, c 8 öe da niuno mai fu tanto. 5 Ehemoſſo. Strano parra il mie ce: 1 5 8be L iſtoria dello tudio Lapicario, l 578eruditamente ſi& provato di fare nella Pre-

fazionc alla ſeconda edizion del Grutero,ne verun di que' tanti, che in varie oſioni coloro eſaltano, i quali in tale appli.cazione ſi occuparono, del Panvinio men-zion pur fanno, o ricordanza alcuna. Nonpertan-