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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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pag. 401.

ro, che non foſſero già publicate dal Pan-

zioni tutte, che in quell' eta eran date

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tanto la coſa ſta pur cosi: poichè in pri-mo luogo, dove avanti di lui non altro fe-cero i Lapidarii, che copiar le Iſcrizioni,e metterle inſieme, egli fu il primo, cheadducendole ſempre in alcun propoſito, nemoſtraſſe J uſo, e ne additaſſe il frutto.Da eſſe però egli ritraſſe la Cronologia detempi Romani, la ſerie de' Conſoli, edegl' Imperadori, la notizia della religio-ne, de: coſtumi, del governo, delle digni-ta, degli ufizj, delle tribu, delle legioni,delle vie, degli edifizj publiei, de' Magi-ſtrati municipali, de' Giuochi, e di quan-to a · pid importanti punti dell erudixione iaſpetta. Egli ancora interpretò quelle, chenon ſi erano prima inteſe, per ſaggio di

che veggaſi nel Grutero la pag. 442. In ſe-condo luogo laſciando le pure raccolte, niu-no mai nell opere ſue nè tante, nè cos!

ſcelte Iſerizioni adduſſe, e publicò; poichè

ponendo inſieme quelle, che ſon ne cinque

libri de' Comentarj a 1 Faſti, dove puòdirſi compilato un corpo delle Conſolariſincere, e delle Imperatorie allor conoſciu-te; e quelle, che ſon ne tre libri della Re.publica Romana, e nelle Antichità Vero-neſi, e altrove, noi troveremo poche iſcri-zioni inſigni e importanti eſſer nel Grute-

vinio: e leggiadra coſa perdò&, il veder quan-te e quanteè volte notaſi nel detto corpo, cheſien preſe dagli ſcritti del Metello, del Pi-ghio, del Cluſio, dello Smezio, del Ver-derio, Iſerizioni già dal Panvinio ſtampa-te, e qualche volta pid correttamente, in-contaminate per lo pid eſſendo le da lui ri.ferite; benchè nel Grutero alcuni paſticcidicanſi talvolta gratuitamente e Panvinia.nis. II Sigonio con pid verità molte Iſeri-zioni, di cui ſi vale a propoſito del giusItalico, profeſſa dal Panvinio aver ricevute.Egli ancora primo oſſervd gl impronti demattoni, e og altra reliquia. Ma ſi ag-giunga, ch' egli avanti ogn altro intrapre-ſe di ridurre in corpo, e di publicar le Iſeri-

fuori; anzi s grand' opera egli ſenza aiuto

altri glorioſamente conduſſe a fine. Peròabbiam nel Cata logo altre volte mentova-to: Antiguarum tot ius be. orbis Inſcri-ptionum librum. Nel ſecondo ſopra i Faſti,ſcuſando il non indicare iluoghi, ove ſi con-ſervano le citate Lapide, ele Medaglie, o-A ſcrive: Magnum Inſcriptionun, totius orbisopus adorno, quod quamprimuins Deo auſpicecvulgabitur, in quo omnia ſingillatim Iyſcriptio-num loca accuratiſſimo de ſcripta fnt: e nellapagina ſuſſeguente accenna con quanta dili.genza ſi foſſe in ciò occupato, non gia le altruiſchede, come ęli altri editori fecero, ma gli

DE GEI SCRITTORI VERONESI

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originali de' bromzi, e de marmi in Romaſingolarmente, e in altre parti dell' Italia ac-curatamente traſcrivendo. Ecco però comedell' immortal corpo delle Iſcrizioni egli eb-be il merito, altri la gloria: e troppo credibi-le per certo&, che il ſuo Manuſcritto aveſſenella raccolta, e publicazione dal Grutero

i fatta, gran parte; poichè dove gli al-tri ſuoi feritti in Roma, o altrove pur ſiconſervano, di quello delle Iſerizioni nonſi& mai ſaputo novella, da che può arguir-ſi che foſſe trafugato: e ſe pud eſſer lecitoper varie conſiderazioni di far congettura,10 inclino a credere, che la raccolta di Mar-tino Smezio, ch'è il fondo del Grutero, eche ſi ſtampd nobilmente dal Plantino nel1588, ſia appunto quella del Panvinio, intempo del quale lo Smezio ſerviva a RomaII Cardinal Pio. Anche il titolo& iſtefſo:Autiquarum Inſcriptionum Librum denomina-va il Panvinio la ſua fatica, come ſi vede nelCatalogo, e Inſcriptionum Antiguarum Ii.her ſi legge in fronte alla ſtampa delloSmezio. 5

Non poſſo qui tralaſciare, di moſtrar quan-to a torto ſi leggano nel primo Corrigendadel Grutero, in propoſito di certa Iſcrizione,queſte ereticali parole: cone kum a Panvinio,it alia multa: e ſopra l' Iſcriꝝ ione iſteſſa:Scaliger vult ab Onufrio fictum. Non& malin primo luogo da crederè, che tal detto ſiadello Scaligero, perpetuo celebratore delPanvinio in ogni occaſione. Ridicola coſa& in ſecondo, voler finta da lui un' Iſcrizio-ne, ch' era già regiſtrata dal Feliciano, edal Marcanova nelle lor raccolte ben centanni avanti; che ſi ſtampò dal Mazochiodieci anni prima, che il Panvinio naſceſſe, eda Bartolomeo Marliano altresl nel 1534da Lucio Fauno. Indegniſſima per fine& lataccia d' averne anche i Panvinio finte molt-altre, mentre Letterato non fu mai pid dilui ſincero, e niun ſi trova, che in tantonumero di Lapide si poche n' abbia di fal-ſeʒ e quelle poche trionfavano allora in tut-ti i libri, come trionfano ancora, e trion-feranno finchè un' Arte Critica Lapidarianon le conquida, e ſi vedeano ſcolpite inpietra. Non è perd il pin lodevol luogo delFabretti, dow egli alla ſudetta calunnia parche ſoſcriva per occaſion d'altra lapida, ch-10 poſſo far vedere in un Manuſeritto ante-rior d' aſſai al Panvinio, come non& perdoppia ragione il pid plauſibile quello dal.ro grandꝰ uomo, che d' aver finti certi Con-ſoli ſoſtituiti gli oppoſe. Di qualcuna ancoraei ben conobbe il vero fonte, e Jo indicd,come a cagion d' eſempio della Gruteriana343. J ove le parole ſoprapoſte ſon preſe

bag. 305.

244. 6.

Col. Trai.P. 237.

da lui ne Faſti, benchè ſenza nominarlo. pg. 220.

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