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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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e di Guglielmo Servidei Diaria vide il Tor-reſani. Di Gerolamo Nogarola orazione inverſi, recikata all' Imperador Maſſimilia-no in Vicenza, regiſtrò il Frehero nel ſuotomo ſecondo Rerum Cermanicarum.

Di Gabriel Saraina, che fu diſcepolo dellAlciato, ſi hanno Adnotationes in Philip-um Decium do regulis iuris. Lugduni 1563.Stette aſſai tempo in Parigi, dove pare fa-ceſſe Avvocato: in quella Città dimora-va, quando fece l edizione delle Coſftitusio-ni di Sicilia. Raccolſe gli Autori, che avea.no ſeritto 4% Hadicatu. Emendò ancora, ediede fuori altre opere d' inſigni Legiſti,eome può vederſi nella lunghiſſima ſua De-dica del volume intitolato Singularia. Von.1557. nel quale molte giunte in oltre ſi han-no fatte da lui, e da Nicolò Pignolati,altro Giuriſconſulto Veroneſe, all' opere

di Lodovieo Romano, e di Matteo Mate-

Rlano. De Sualicatu ſeriſſe anche AgoſtinoDolcetti, riporkato nel tomo ſettimo de-Trattati Legali:

Di Franceſco Morando Sirena, ſeolarodell' Aleiato, e grand, amico del Sigonio,molto parla Franceſco Pola nell opera inedi.ta. Aldo il nipote gli dedicd l' Ortograſia, ediſſe nella Lettera: nunquam odero auſus eſ.ſem, niſi tua inò ſingularis aubtoritas, Frandi.ſe Morands, vir omni laude orgſtans, in hancmontem impuliſſet: cur enim tibi non obrem.Perarom, cuius et ſubtile judicium, et evi.miam doctrinam quotidis pater mous in ortBabes. Spiegò per ordine publico i libri de-Feudi in Padova prima di conſeguir la lau-rea dottorale. Fu poi chiamato à leggerviJ Inſtituta. Seriſſe Cautionum libros, ma nongli perfeziond. Fu peritiſſimo in Architet-tura. Compoſe molte poeſie Latine di va-rio genere, e principiò in verſi eſametri unbro d invontionè vbteris, recentioriſquechartę. Nel 15 70 Aldo il Giovane divulgòdi lui due epiſtole in verſi, una delle qualial Veſcovo di Padova Ormaneti. Orazio-ne, e verſi Latini fece in morte di GaleottoNogarola. Fu per altro nimiciſſimo deldarè alla ſtampa. Recitò in nome publicoalla preſenza di ventidue Veſcovi, e d' al-tri Prelati un' Orazione applauditiſſima alCardinal Navagero. A lui, e inſieme ad Al-berto Lavezola, e al Fumani, fu data cu-ra d emendare il manuſcritto delle Anti-chità Veroneſi del Panvinio, ma non nefu poi fatto altro: Mori nel 1575, e pochimomenti prima di ſpirare dettò queſt: epi-taffio: Franciſcus Morandus Sirena J. V. C.cui magna ſempor ſpectanti fortuna ſacpe,

voluntas nunquam defuit. II Panvinio an-

noverò tra noſtri Scrittori Benedetto Mo-rando, che fu Bologneſe. f

Camillo Pellegrini fu fatto Dottor diCollegio nel 1573. Eſſendo mancato di vi-ta l Auditor di Rota Veneziano a Roma,richieſta la Città dal Prinoipe noſtro ſecon-do I uſo di proporre aleun Soggetto, pro-poſe lui, e il grido ch' egli avea ebbe tan-ta forza, che reſtò in Senato ſuperiore a

tutti gli altri ne i voti per eſſer nominato.

Altre cariche importanti gli furono ancheconferite dal ſommo Pontefice in Roma.Laſcid le ſue Deciſioni a Monſignor Venti-miglia in teſtamento, ma molte ancor neconſerva tra gli ottimi libri da lui raccoltiil Sig. Bertoldo Pellegrini.

Nell' Indice de libri Legali di G. B. Zi-letti Ven, 1599. ſi veggon regiſtrate opered: Alberto Alberti, di Paolo Antonio dalBene, e di Nicolao Pignolati. D' Agoſti-no dal Bene ſi diede in Iuce dal Pola' Elo-gio: fu Conſultor di Stato, e ſeriſſe un li-bro in materia delle Cenſure, che per or.dine ſupremo fu ripoſto nella Segreta. Siha di lui J. Orazione al Doge Leonardo Do-nato nell Ambaſciata, che per la patriaſoſtenne. Nella venuta del Cardinal Cor-naro a queſto Veſcovado fu publicata unOrazion Latina di Dionigi Cepolla giuriſ-perito. Col nome d' Aleſſandro Liſca giu-riſconſulto il Goldaſto nel tomo terzo deTrattati in favor della giurisdizione Impe-riale publicd uno ſcritto contra il Baronio,e contra la Corte di Roma amaramente in.titolato. Vari componimenti di queſto ſihanno, e due Orazioni volgari al DogePaſqual Cicogna, e la vita di VeſpaſianoGonzaga Duca di Sabioneda in Latino Ver.1592. Mor! nel 1610 in età decrepita: neparla il Pozzo ne Dottori di Collegio.

Trovaſi O/piani Ulpini Verononſis Contro-verſorum liber Patav. 15 56. Parimente D-fato, et hominis poteſtato; nella Dedicatoriadi queſt operetta, ch' è tratta da Aleſſan-dro Afrodiſeo, ſi chiama Uipius Ulpianus;e nel frontiſpizio Nianus Veronenſis.

Giacopo Ormaneti Veſcovo di Padova,della libreria, e de i Mis del quale pid vol.te fanno menzione gli editori del. diGraziano, fu di nobil famiglia 5 25eſtinta nel paſſato ſecolo in 5 5pitano ſotto Aleſſandro da Monte 1 el.rale in Savoia. Studiò in Padova;. 9 5

5 3 di Bovolone; maca età fu fatto Arciprete il ftchiamandolo aſſai pin lIontano 1 uo grantalento e zelo, dal Cardinal Reginaldo Po-lo fu condotto in Inghiltera, dove per loſpazio di quattr anni con grandiſſimo ap-118 e con ſomma diſintereſſatezza ſi2doprd in miglioramento del Clero, e beneficio delle Univerſita. Nel Concilio di

Trento fu iſtrumento principale a compor-re