Buch 
Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
Entstehung
Seite
5-6
JPEG-Download
 

Popola.

Tione

Genie

3 C APO PRIM O. 6

o ſia di latitudine. Della longitudine nonvogliam parlar per ora, avendo gb inter-rompimenti, e gli accidenti ſopravenuti im-pedita piu volte l' oſſervazione, che doveafarſi con gran cannochiale, e con ottimoorologio a pendolo, dell' emerſione del pri-mo ſatellite di Giove, ſtandone in atten-Zzione nelb' iſteſſo tempo il Marcheſe Gio-vanni Poleni in Padova, il Dottore Euſta-chio Manfredi in Bologna, e Monſignor Bi-anchini in Roma; con che ſi accertava lalongitudine interamente. Meditavaſi altre-s la coſtruzione d' um eſatta Meridiana co-perta, indi la prolungazion di eſſa per tut-to il diſtretto, da una parte ſino al Po, dallaltra fin preſſo a Trento. La declinazioneche fa qui la calamita, ſi trova ora venire2 14 gradi.

II numero dell' anime in queſta Città,computando anche i Monaſterj, e luoghiPii, e compreſi gli Ebrei, nel preſente an-no 1730, ſecolare dalla gran peſte, di cuinon ſono ancora riſtorati j danni, ſi& cal-colato a quarant otto mila, ma ſenza i ſol-dati. Vien però ad eſſere la prima Città delloStato, ſuecedendo Padova, poco lontana dallequaranta mila, indi Breſcia, che ſi dice arri-vare alle trentacinque, benchè nell' Italia Sa-cra non ſe ſi dia, che il numero di trentamila.Poche Citta hanno nella popolazione prova-to maggior vicende della noſtra; poichè ne-ſecoli anteriori, e fin nel 1400, di troppomaggior numero, e di mirabil frequenza ſihanno riſcontri: ma nel principio del 1500ſcemdò fieramente per la lunga guerra, eanche per contagio. Nel 1595 ſettanta-mil' anime racconta che ci ſi trovavano Teo-doro Monte nelle Livellagioni, benchè glianni avanti mortalità aveſſe regnato, e pe-nuria. L' iſteſſo numero di ſettantamilatrovo regiſtrato l' anno 1612 in una Rela-zione Eccleſiaſtica portata a Roma, nellaqual però non tutte' anime eran compre-ſe. Ne ſuſſeguenti anni venne alquanto de-gradando, finchè la peſte del 1630 tanti inpochi meſi ne rapl, e ne diſtruſſe, che nonpiù di ventiſeimila perſone raccolſe in regi-ſtro, chi ſi adoprò due anni dopo nel rifaci-mento dell' eſtimo.

I' indole de- Veroneſi& per lo pid viva-ciſſima, ed atta a riuſcire in ogni coſa, mal ſingolare eccellenza in ogni genere diſtudio, e di lettere; corteſe altresf e facile,e ſommameate amica del foraſtiere, cheben toſto ſi ammette a famigliarità. Chi adiſpetto di queſte, e di molt: altre ottimequalita vuol dirne alcun male, oppone, manon credo con ver ita, che gran danni al publi-co, ed al privato qui apportino alcune paſ-ſioni, che ben ſarebbero vergognoſe, cioè

Vor. Illuſt. Parte III.

U

̃ ͤ ͤtl¹ͥę D ö

ädvl ͤÜö ¹ꝛðÄrSlß 4 ůßjr5³1e

2VVVVTVTVTDTVDTDVVTDVTFTFTUUFTTTVTVTVTTVTTTTTTTTTTTWWTWTTTW+TWW+TTTͤWTTT(TTGTTTWTTWTVTTTTTTWTWwwwwww

invidia, pigrizia, e gola. Oppone ancoragenio facile a litigare, e ad oſtinarſi nel con-tendere, e nimico della fatica, e dell' ope-roſità. Altri veramente potrebbe ſoſpetta-re inclinazion nel popolo all' ozio, e allacrapula per ſettanta oſterie, che ſon nellaCittà non d' alloggio, ma di bagordo, fin-chè ci ſaranno le quali regnerà ſempre ilVI2Zio in cambio dell' arti. Quinci poi quellaſparutezza nel veſtimento ordinario di mol-ti della plebe, e quella improprietà d' al-

cun' altro, tanto diverſa dalla pulitezza

di pid altre Città principali d'Italia: altri la

crederebbe povertà, quando è pid toſto go-

1 poltroneria. Tutti i meſtieri di fatica,benchè di non piccol guadagno, ſono eſer-citati da' foraſtieri. Molti artigiani hannoper regola di non lavorare tre o quattro dlcontinuati, e molti di diſmettere alla gior-nata con gran prontezza, e per qualunquepreteſto; però vien rimproverato, che ilavori generalmente aſſai male, e che dapochi induſtria s' uſi e fatica per riuſcir conriputazione nel lor meſtiere. però è dacredere, che manchi in Verona chi in al-cune arti con ſingolar lode ſi diſtingua: mageneralmente fino il negoz io, e la mercatu-ra, perchè ricercano applicazione, ed aſſi-duità, non molto ſi coltivano da terrazza-ni, onde gran parte de' pid facoltoſi nego-zianti d' altro paeſe ci venne, ſingolarmen-te dalle parti di Bergamo, e di Trento an-cora; nell' oppertunità del ſito, e col favo-re de: noſtri prodotti, facilmente arricchi-ti, e da tenue principio con la fede, con laparſimonia, e con la continuata attenzio-ne e laborioſità in tale ſtato venuti. Nellordine nobile per appigliarſi alla milizia, oper entrare nella carriera Eceleſiaſtica, -innata pendenza alla diſoccupazione fa fin-gere, e ricordar con applauſo inſuperabilioppoſizioni, e difficoltàa. Molto adattatoall' inclinazione è parimente quel bizarroinſtituto, che da poco pid di due ſecoli favenne prendendo piede, e del quale niunoè ſtato all' Italia piu fatale, cioè che il vi-vere in ozio ſia il primo requiſito alla nobil-ta. In molto diverſo ſtato con maſſima di.verſa è venuta l' Inghilterra, dove un fra-tello va Lord nel Parlamento, J altro nelliſteſſo tempo attende al nego nel banco.Molto differente fu altres! lo ſtato di que-ſte noſtre Città, quando reggendoſi 4 popo-lo, non potea entrar ne Conſigli chi nonprofeſſava alcun eſercigio, e non poteanoentrarvi i Grandi, aver parte al gover-no, ſe non ſi marricolavano in qualche ar-te, o profeſſione; quaſi non meritaſſe diparticipar della publica autorità, chi nonmoſt rava di contribuir con) opera ſua qual-A 2 che