Buch 
Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
Entstehung
Seite
7-8
JPEG-Download
 

Albou.and

7 NO HL EFER ALI 8

che coſa alla ſocietà civile. Malamente ineidò è ſtato interpretato, e malamente am-

liato l' uſo, a cui venner ridotte le pruo-e di nobiltà nelle religioni Cavallereſchedi Malta, e di Santo Stefano. Camminabene, che non s' impieghi in altro meſtie-re quella perſona, che aſſume obligo di pro-feſton militare; ma perchè gli altri di quel-la caſa, che occupazion non hanno, dapublici affari, da reggimento di famiglia,e che non hanno apertura di prender ſervi-2io in guerra, o genio per farſi di Chieſa,perchè dico, non potranno ſenza degrado dicondizione impiegarſi nel traffico, o in ar-te ingegnoſa, o in meſtier di penna? Som-ma diſgrazia a queſto modo vien' ad eſſerein pid paeſi di chi naſce Gentiluomo, quan-do inſieme non naſca ricco, perchè d' uſci-re dalla miſeria ogn'adito da ſe ſi chiude.In queſta Città pare da qualche tempo, coninfinito pregiudizio non privato ſolamente,

ma publico, ſi ſdegni ancora lo ſtudio le-

gale, fonte in ogni tempo di ſupreme di-gnità, e di grand' onori. La Medicina fulempre qui ęſercitata, benchè con decoro,anche da perſone nobili, e d' antiche fami-glie: perchè mai dopo tanti ſecoli deve oramutarſi l' idea, ed eſſer guardata qual me-ſtier mecanico, ſerrando una delle pochiſſi-me vie, che ci reſtino di paſſare da pover- a ricchezza? Queſtꝰozio ambizioſoè ca-gione, e fonte di troppo maggior mali, chaltri non crederebbe. Ma non eſſendo que-ſto il luogo d' entrare in ciò, diremo ſola-mente, come celebrandoſi, e per verità nona torto, lo ſpirito de? Veroneſi, ſarebbe daconſiderare, come il vero ſpirito& quello,che non laſcia ſtar la per ſona ſenza operare,

e ſenza ſpecular coſe utili, e ſenza occupar-

ſi. A queſta proprietà dee la nazion Fran-Zeſe la ſua gloria, e la ſua ricchezza. Mapoichè dell' indole, che queſto clima,abbiam favellato, aggiungeremo ancora,come molto gioviale, e converſevole è il ge-nio; per lo che regolate, e continue conver-ſazioni, e ragunanze, e feſteggiamenti, eballi non mancano: il che ignorano certa-mente que- ſtranieri nobili, che viaggiandoper piacere, trapaſſano ſenza fermarſi, equelli ancora, che fermandoſi qualche tem-po, non v'intervengono: mentre bon ſonomolte in neſſuna parte le Citta, Ove tantonumero di Dame ſi ſoglia vedere inſieme,e dove maggior ſia la facilitaà dell' acceſſo.

La Città, e il paeſe d' ogni coſa neceſ.ſaria al vivere abbonda, e d' ogni genere didelizia non meno. Pane fa il Territorio quan-to baſta, non tutto eſſendo magro, o ſaſſo-ſo, e non pochi eſſendo in eſſoi terreni fer-tili, e pingui; ma in oltre il proſſimo Man-

77 A TPbVbCVTbTGTPThTPTPTTTſThThTſTſTThTTGTſTſTſkſGkſkſbTſTVTſTſTTſWVſhWWW+aeẅʒßſ d 8

tovano, e il Ferrareſe con le lor puglie digrano c inondano. Ogui ſpezie di biada ſi hain copia; ma il riſo ſingolarmente fa qui dimiglior qualità che in verunꝰ altra parte, co-me pi groſſo, e pid conſiſtente, e durevo-le. Beſtiami, e carni a ſofſicienza; cosl polli,colombi, uccellami d' ogni genere, e ſalva-ticine: negli uccellami però& piii abbondan-te il Breſciano, ed il Bergamaſco, ed i ſal-vatichi, ch erano un de' pregi particolari diqueſto paeſe, vanno mancando tutto gior-no per la barbara diſtruzione de' bofchi.Olio ſi fa nel paeſe quanto baſtar potrebbeal bifogno, e quanto non ſi vede fuor diToſcana, e delle parti pid meridionali d'Italia. La ſua qualità è ottima, e non in-feriore a quella di verun altro, ove ſia fat-

to con diligenza, e di polpa, pregiudican-

do al ſuocredito I' induſtria non altrove pra-ticata di trarne molto anche da' nocciolidell' ulive.

Per frutti non ſo qual luogo in niſſunaparte poſſa competere, o ſi riguardi la quan-tità, e la varietà, o la ſquiſitezza. Il fo-raſtiero, che ſi abbatterà in propria ſtagio-ne, non laſci di portarſi una mattina pertempo nella piazza dell' Erbe, ove giocon-da veduta per queſto conto gli ſi preſente-ra, da non poterſi per avventura di leggie-ri ſperare altrove. I noſtri perſici(peſcheda Fiorentini) ſon famoſi da per tutto, ericercati da lontane parti, e di varie ſpezie;ma il ſapore, e dolcezza di quaſi tutte lefrutte, quando ſien mature, e nel lor buoneſſere, e ſcelte da chi h abbia guſto, è tan-to particolare, che le parti ancor più calded'Italia, non che gli altri paeſi, trovereb-bero che invidiare: ſingolarmente fichi ra-ri, e melloni(poponi preſſo Toſcani) fra-ghe, maroſtiche, verdacchi, pomi di va-rie ſpezie, ſparagi, carciofi di ſtrana gran-dezza, marroni, tartuffi d' eccellente odo-re, e altre molte. Pi ſpezie abbiamo an-cora, quali altrove non ſi veggono, comeulive varie da mangiare, delle quali fin Pa-

rigi annualmente ſi provede, le pere di Ma-

dama, le grandi e ſquiſite da inverno, e pidaltre noſtrali, che dovrebbero far vilipen-dere omai!' inſipide ſtraniere venute a oc.cupar per moda il terreno; e la delicatauva garganica, e la marzemina, che non& altrove s dolce, e che ſenza dubbio&la nerſſima, che ſi ſolea conſervare, fino atempi di Catullo. Non mancano altreslagrumi, limoni, cedri, aranci, e pid altridi tal genere, che fanno in gran quantitàſingolarmente ſu le rive del noſtro Iago.Particolar dote è parimente del paeſe lavarietà, e prezioſità de i vini. La balordaggined' alcuni oſti, che ſi eredono fare un regalo2

Frutti

J. 1. C. 14Aſſervand neger.rimis do-licætius1. 7.