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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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Pall. l. 3.

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21 concorre; poichè le ore intere dovrà pa-zientar qualche volta: IA dove anticamen-te in qualunque ſcontro proſeguiva ognunoil ſuo cammino; perchè doppia eſſendo laporta, e tenendoſi ciaſcuno ſu la ſua drit-te, chi uſciva non avea oſtacolo da chi en-trava, ed avrebbe potuto nell iſteſſo tem-po entrare un' eſercito, ed uſcir! altro. L-Architettura preſſo gli Antichi avea ſpeſſomire cos! diverſe dalle noſtre, ed avverten-ze tali, che per verità troppo ſiam lontanidal poteroi porre in paragone. Lodò ſom-mamente il Palladio tra le antiche ſtradequella da Roma ad Oſtia, che per eſſer fre.e fu, come oſſervò J Alberti,

iviſa in due da un corſo di pietre alquan-

to pid alte dell' altre: per una ſi andava,per I' altra ſi veniva ſchivando E incon-trarſi.

Oſſerviſi nel fregio delle due porte l-Iſcrizione talmente compartita, che i verſitrapaſſano ſe bene interrotti dall intervallo,come ben ſi rappreſentano nella colleziondel Grutero: nell' incavatura quadrata del.le lettere ſi conoſce, che fu metallo. L-iſerizione& molto notabile, e per pid ragio-ni importante, e fu ſcolpita nell anno di no-ſtra ſalute 265, imperando Gallieno. Di-ceſi in ella come furono allora fabricatele noſtre mura; ma quanto alla porta ſi2 giaà nell' Iſtoria conſiderato, come paredoverſi credere ci foſſe qualche tempo avan-ti, perche i molti ed operoſi intagli, ed or-namenti che ha, non la moſtrano lavoratain cosi gran fretta come fur le mura; ed al-tres perchè pare, ch'altra iſcrizione foſſe

rima nel fregio, abbaſſato nel raderla perIſcolpirvi la preſente; quale non capendovi,ſi ſpianarono per eſſa le due faſce ſuperioridell' architrave, che poſſono oſlervarſi in-tatte nello ſpazio fra le due porte interme-dio. Piaceſſe a Dio, che ſi foſſe fatto an-che qui come nel Panteon d' Agrippa, do-ve per la ſeconda Iſcrizione di dettimio Se-vero ſi poſe bens parimente in opera l' ar-chitrave, ma non ſi aboll la prima. L' Ar-chitettura di queſta porta, benchè vizioſaper l ecceſſo degli ornamenti, e per le li-cenꝛe in eſſa uſate, moſtra lb arte già gua-ſta, ma non perduta. A] Serlio diſpiacquetanto, che non volle ſtamparla con altreanticaglie di queſta Città, dicendo non me-ritare di ſtar con eſſe: e per verità la decli.nazione da i migliori tempi ben ſi ravviſa;ma con tutto cid ſe ne diſguſtano forſe gliocchi pid del dovere per la deformità Pro-dotta dall' abolizione della maggior partedell' architrave poſteriormente fatta, comeſi è detto, e dall' eccedente altezza, che

vien perd ad apparire nel fregio. Il tutto in-

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ANTICHIT A ROMAN E

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ſieme è ben accordato, e meglio compari-rebbe, ſe dalle caſe laterali non ne reſtaſ-ſer coperte' eſtremità, come ancora ſequalche parte non ne rimaneſſe ſotterrata.L' opera& ſontuoſa, e grande; l ordine Co-rintio; le colonnette de' due piani ſuperioricanalate tortuoſamente: mancano le ſettedel pid alto, rimanendo però le baſi, o mo-diglioni, ſu cui poſavano: il liſtello inferio-re che reſta dell' architrave, è tutto inta-gliato. Dalla parte interiore nulla ſi ha diquanto è forza vi foſſe anneſſo, per corriſ-ponder con due piani alle dodici anguſte fe-neſtre, delle quali ſenza dubbio dovea far.ſi uſo in occaſion di difeſa.

Di qua ſi può paſſare a oſſervar le mura

rifatte da Gallieno e nel ſito delle prime dinuovo erette. E avvenuto di eſſe per! ap-punto ciò, che oſſervd Dionigi delle più an-tiche di Roma, quali erano a ſuo tempocompreſe parimente, e qua e Ia incorpora-te nelle caſe. Dalla parte deſtra un pezzone rimaneva nella caſa de' Conti Coſſali,che procedeva all' Adige per linea retta,distatto non ha molt' anni per occaſion difabrica. Le grandiſſime pietre ſtate primain opera, e depoſitate ancora nel vicolo didietro, e fra queſte un pezzo di groſſa co-lonna Dorica canalata, poſſono comincia-re a far conoſcere qual ſorte di materiale ſiuſaſſe in queſte mura. Si& avvertito nellꝰ Iſto-ria, come poco diverſe furon le mura di Ro-ma fabricate poco dopo da Aureliano;e co-me pare appunto nel riguardar queſti avan-2i, di veder le mura d' Atene fatte in tem-

po di Temiſtocle, delle quali ſeriſſe Tucidi-

de, ch' eſſendoſi lavorate in fretta, vi ſierano adoprate le pietre, quali ſi preſenta-vano, e poſtevi dentro colonne, e marmilavorati; anzi ſerive Cornelio Nepote, ch.eran fatte di Tempietti, e di monumenti.All iſteſſo modo ſi riconoſce qui ancora negli avanzi, che ne reſtano, come vi furonoimpiegati non ſolamente ſaſſi, e mattoni,ma pezzi di colonne, e di baſſi rilevi, equantità di pietre grandi, e lavorate, ſtateprima in altri edifizj, e poſtevi alla rinfu.ſa, ora per dritto, ora per traverſo. Lal.tezza di queſte mura, e la groſſezza d' ol.tre a tre braccia, terribili rendevale, e ma-gnifiche inſieme.

I pesli mageioris che ne ſiano viſibili an.cora, ſono preſſo alla Corte del Farina, ov-anche porta è in eſſe, ma poſteriormentefattae non della prima coſtruzione. Unveſtigio ne rimane nel cortile di caſa Carli,che baſta a moſtrar la continuazion dellalinea: proſeguivano coſteggiando l' Arenafin preſſo la ſtrada, che vien dalla Bra, e

va verſo i Leoni. Quinci faceano angolo,e vol -

Dion. Hal.J. 11.

lib. 2.

in Tg.