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eſpreſſo nel Grutero erano queſte parole inGreco: non lavan la faccia ſolaments, mai peccati ancora. Succeèdettero però le piledel acqua benedetta, che riteniamo anco-ra, e poſſiamo imparar dalla noſtra, quan-to alle Baſiliche ſi poneſſer grandi e magni-fiche, e come da principio ſi poneſſer fuo-ri nel ſito dellacque per lavarſi, in cui luo-go ſottentravano.
Oſserviſi b interna forma della Chieſacol pavimento baſso, e gradini per li qua-Ii entrando ſi ſcende, e dalla parte di Ia ſi ſa-le al luogo, che dovea ſervir tutto di preſ-biterio. Singolare è la forma de' pilaſtri, edelle colonne per le quali ſi diſtinguono letre na vate; ſe muraglie non ebbero into-nicatura alcuna: le feneſtre giravano intor-no quaſi in forma di balauſtrata, ma condar poco lume ſecondo l' uſo antico, ondefu fatta poſteriormente la rotonda feneſtraſopra la porta. Non vi era che un altarſolo, come nelle Chieſe tutte avanti il ſe-colo decimoterzo. La menſa dell' altare& öd un pezzo di marmo noſtrale lungo piedi 13,largo 6: il tabernacolo& adorno di rare pie-tre. A man deſtra è ſepolto in caſſa di mar-mo il Cardinale Adelardo noſtro famoſoVeſcovo, morto intorno al 120. Conſer.vaſi da queſta Chieſa una Croce Staziona-le, com' altra n al Crocifiſſo, ed altra2 Sant' Anaſtaſia. Cos! chiamavanſi quel.le chꝰerano pid grandi, e piꝭ ſontuoſe, eorna-te dell' altre, e ſi portavano in proceſſione,e per le ſtazioni. Calando per nobili ſcalenel ſotterraneo, ſoſtenuto da col onne, ſivedrà la grand Arca di marmo in cui ſonle reliquie del noſtro Santo. Carta origina-le dell' anno 876 fa menzione del ſuo cor-po, che in queſio Monaſtorio ſepolto ripoſa.
Entrando nel proſſimo chioſtro ſi vede adeſtra il ſepolcro d' Ubertino Scaligero Priordel Monaſtero. Ravviſaſi toſto l' antico del-le colonnette, e del luogo da lavarſi per liMonaci. Vi ſi troverà un' iſcrizione in ver-ſi dell' Abate Alberigo, che fece fare la ſe-poltura pe ſuoi Monaci; l' iſteſſo che nelroꝗsõ principiò il campanile. Altra lapidadel 1123 fa memoria del chioſtro riſtaura-to, e d' altre coſe fatte da Gaudio( forſeGaudioſo) che pare foſſe Abate. Dietro inun cortiletto vedeſi nel muro pietra del1212, con memoria in ſette diſtici di varie5 fatte da Riprando Abate. Altra ſenzatempo ꝑià uſata per gradino in un portichetto(ev ata ora e poſta in ſito non ſuo, dovepuò eſſer cagion d- errore) inſegna, che Ben-fatto Monaco Avea eretta una Chieſa a S.Benedetto 5 Entriſi in quell' oſcuro luogochꝰè prello la porticella, per cui ſiam paſ-ſati dal Tempio nel Chioſtro; e vedraſſi un-
Ver. Ilaſir. Parte III.
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avanzo d' antichiſſima Chieſa, con quattrocolonne che ſoſtentano la volta, non com-pagne nè in groſſezza, nè per lavoro, e coninformi, e diſparatiſſimi capitelli. Par-rebbe poterſi credere, che foſſer preſi quae la, e fatti ſupplire alla meglio in tempoche la Fede non foſſe ancora univerſale, edel tutto trionfante, e però non molto do-po I età del Santo. Quivi adunque ragione-volmente ſi può ſoſpettare, che ripoſaſſe daprima il cor po, e di queſta Chieſa intendaS. Gregorio he Dialoghi. Tutti i noſtri han-no creduto ſempre, che tal Chieſa foſſequella preſſo il Caſtel vecchio, che ſi chia-mava S. Zeno in Oratorio: ma la ſua ſtrut-5 antichità non dimoſtra cos! rimota.N
Imparaſi in oltre per J iſtoria della trasla-zione novamente publicata, come I anticaChieſa era quaſi nell' iſteſſo ſito della pre-ſente Bafilica, poichè vi ſi legge che 8intrapreſe il nuovo edifizio per allatar l,anguſfis del primo, e per collocar le re-liquie pin nobil mente: vi ſi legge ancora,che nel far la traslazione ſi portaronprima l' oſſa con ſacra pompa, non per
to neceſſario, ſe ſi foſle portato da S.Zeno in Oratorio, ma iatorno alla Chioſa.Uſcendo fuori per paſſare nella proſſimaChieſa di S. Procolo, diaſi un' occhiata al-la Torre, che formava una buona partedel Palazzo, qual ſervi alcun tempo à 1Veſcovi, e dove ſoggiornaron pid volte nellundecimo, e duodecimo ſecolo gl' Impera-dori, quando venivano a Verona. Pin Di-plomi però ſi trovano dati in tal luogo.Uno di Federigo I del 1184 ſe ne regiſtranelle Antichitd Eflanſi, che incomincia:Cum Fodoricus Romanorum Imperator apudVeronam in Palatio S. Zononis cum maximaCuria eſſet& c. E nel fine Actum in Veronain Palatio S. Zenonit. S. Procolo moſtra an-tichità notabile nel ſuo proſpetto, e ſi faricca di molte reliquie. Tra le ſtatuette,che ſono all' altare, quella di S. Dionigicon pianeta Greca ha in mano un libro,non la teſta, come ſi preſe a far poi, perdimoſtrare il modo del martirio. I gradini
buon tratto di ſtrada, come ſarebbe ſta-
ſon di marmo Greco ſervito già in altri uſi.ſa, ſi vedrà
5. 4 menee ee eee 0
formata da una groſſa tavola f 111Verde antico lunga dodici palmi, e largaNella Confeſſione, cioë nel lot
conſervaſi una bella ed anticamarmo Greco, I' iſcrizion della
quaſi ſei.terraneo,b come fu quivi poſto il cor-po di Procolo noſtro quarto Veſcovo inſie-me con reliquie d' altri Santi. In laſtra d'Africano è ſeritto, che ſi ſcopri il corpo diS. Procolo nel 1408.
E 2 En-
J. 3 C. 19.
IJ. Dipl.p. 330 erEcoleſicanguſti amAilata.rent.
dum ci ceEcleſiamgeſtaretur.
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